Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Lez. 1 - Introduzione alla disciplina - Coggle Diagram
Lez. 1 - Introduzione alla disciplina
Introduzione
Origini storiche
Platone: mente della folla, individuo saggio diventa irrazionale in mezzo alla folla
Fine '800: psicologia sociale nasce come scienza sperimentale, metodi da laboratorio dei fisiologi applicati a sensazione, memoria, giudizio
1897 Triplett: prestazioni atleti migliori in gara che in allenamento, quindi ipotizza effetto positivo della presenza altrui
Esperimento bambini con lenze: prestazione migliore in gruppo che da soli, definito facilitazione sociale
1880 Ringelmann: risultato opposto, forza nel tiro alla fune diminuisce in gruppo
Conclusione: presenza altrui aiuta se il contributo individuale è tracciabile, altrimenti l'anonimato riduce impegno e qualità
1908: primi due manuali di psicologia sociale
McDougall: focus su persona e mondo esterno
Ross: focus su influenza sociale sul comportamento
Modelli storici della folla, entrambi partono da idea di "malattia"
Charcot e Bernheim: influenza sociale come suggestione, rompe i freni inibitori
Contagio mentale: agitazione della folla vista come malattia infettiva
Perché siamo esseri di gruppo
Viviamo, impariamo, lavoriamo, giochiamo, decidiamo e combattiamo in gruppi, quindi il gruppo è il contesto naturale di quasi ogni comportamento
I gruppi sono fonte di identità sociale
Turner: identità personale (caratteristiche individuali) + identità sociale (appartenenza a categorie)
Allport (1924): la psicologia dei gruppi è sempre anche psicologia degli individui
Livelli di analisi in psicologia sociale
Intrapsichico: come la persona costruisce un'immagine del mondo sociale
Intragruppo: dinamiche tra membri dello stesso gruppo
Intergruppo: relazioni tra gruppi diversi, es. contatto o conflitto
Collettivo: processi legati al contesto storico-culturale
Definizioni
Gruppo come "totalità dinamica"
Lewin: non conta la somiglianza tra membri ma l'interdipendenza, quindi il gruppo ha proprietà diverse dalla somma degli individui
Serve comunque uno scopo condiviso, anche tra membri diversi tra loro
Sherif: essere membro di un gruppo ha effetti psicologici che restano anche senza gli altri membri presenti
Shaw: gruppo sociale = due o più persone che interagiscono e comunicano
Autocategorizzazione (self-categorization)
Il gruppo esiste quando i membri si riconoscono come tali, e altri esterni riconoscono l'esistenza del gruppo
Per questo va sempre considerato in relazione ad altri gruppi
Spazio sociale: rappresentazione che il gruppo ha di sé e dell'ambiente esterno
De Grada (1999): elevata "gruppalità" se il gruppo ha scopo comune, identificazione reciproca, struttura di ruoli e norme condivise
Bisogni soddisfatti dal gruppo: generici, legati a caratteristiche dei membri, ad attività svolte, a scopi condivisi, oppure strumentali (bisogni egoistici)
Concetti chiave
Norme sociali: riflettono la visione del gruppo su di sé e sul mondo, guidano il comportamento dei membri
Gruppi istituzionalizzati impongono norme tramite leggi e sanzioni
Status: posizione occupata in una scala di prestigio all'interno del gruppo
Ruolo sociale: aspettative condivise su come una persona dovrebbe comportarsi in base alla sua posizione
Ruoli tipici secondo Levine e Moreland
Nuovo arrivato: ansioso, dipendente, conformista, passivo; più conferma queste aspettative più viene accettato
Capro espiatorio: assorbe le parti negative che il gruppo proietta su di lui
Leader: maggiore responsabilità, iniziativa, influenza sugli altri membri
Classificazione dei gruppi
Per numerosità: gruppi estesi (partiti, imprese, sindacati) vs piccoli gruppi (famiglia, classe, amici)
Per tipo di relazione, secondo Cooley
Gruppi primari: legami emotivi, relazioni faccia a faccia, forte senso del "noi", soddisfano bisogni individuali della persona come tale
Gruppi secondari: legati da uno scopo comune, ruoli specifici, relazioni più impersonali e limitate allo scopo