nelle scuole episcopali, le rappresentazioni iniziano ad assumere un carattere sempre più laico, e si inizia a immaginare lo spazio scenico frammentato in più luoghi d'azione. Si configurano così, nelle chiese, i luoghi deputati, i quali danno allo spettatore un rapporto non assoluto ma relativizzato con lo spazio; insomma, si configura la simultaneità della visione, ovvero che in una chiesa si può assistere a più scene in contemporanea, grazie a questi luoghi deputati ( es. la sede di pilato, la sede dei profeti,etc.)
l'organizzazione dello spazio scenico medievale è simbolica e universale, con la Chiesa come spazio del dramma liturgico stesso; ma la rappresentazione continua anche all'esterno; la città rappresenta, ovviamente ridotto, l'universo, e la piazza ha i suoi luoghi deputati simbolico-itineranti: un esempio è dato dallo schema della passione di villingen, in un paese della germania sud-occidentale nel 1646
un altro esempio è dato dall'anglo normanno Jeu d'adam, che rappresenta un momento di spettacolarità medievale, con luoghi deputati e azioni che si dislocano
si sviluppano meticolosi apparati spettacolari medievali come il lauda umbra, una forma dialogica essenziale che si incentra sull'emotività della parola drammatica
nel XV secolo, il teatro RELIGIOSO si farà sempre più spettacolare e scenograficamente ricco, soprattutto grazie alle rappresentazioni fiorentine
i luoghi deputati si estendevano dai poli dell'Inferno a quelli del Paradiso; illuminazione nell'annunciazione, incendio simulato ( es. la passione di revello nei pressi di Saluzzo nel 1481 ), e non mancavano le danze e le musiche
-
intorno alla metà del XII secolo c'è un declino della Chiesa come spazio teatrale e un avvento degli ordini mendicanti che inscenano rappresentazioni ( i flagellanti o il presepe di san francesco )