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2.6 La colonizzazione - Coggle Diagram
2.6 La colonizzazione
Analizzando siti come Policoro e Incoronata, nella Basilicata ionica, dove si riconoscono forme di popolamento misto,
Yntema ha ipotizzato che nuclei di avventurieri, mercanti e militari coinvolti nei traffici dell’VIII secolo si siano progressivamente stabilizzati sulle coste dell’Italia meridionale, integrandosi con le comunità locali e acquisendo nel tempo capacità organizzativa.
Questi insediamenti, formati da gruppi misti e con donne provenienti dal mondo italico, avrebbero ricostruito a posteriori una tradizione coloniale istituzionalizzata, generando la narrazione storiografica greca.
Questo modello, tuttavia, non descrive la forma dominante del popolamento greco in Occidente.
Nei siti delle grandi pòleis coloniali, la ricerca archeologica mostra sin dalla fine dell’VIII secolo una cesura netta rispetto al sistema precedente.
Da Taranto a Siracusa, da Megara Hyblaea a Crotone, gli insediamenti greci introducono una riorganizzazione radicale dello spazio:
impianti regolari, lotti di proprietà, tecniche artigianali e tipologie abitative tipiche del mondo egeo. Le aree sacre mostrano depositi votivi che attestano l’introduzione di rituali nuovi rispetto alla tradizione locale,
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In questi casi la colonia non è un insediamento “aperto”, ma una struttura pianificata che impone modelli urbanistici e cultuali greci.
Ciò non significa che non esistano forme miste. Policoro, nel territorio dell’antica Siris, offre un esempio significativo:
l’abitato e le necropoli mostrano la presenza simultanea di gruppi greci e italici, con pratiche funerarie e materiali che testimoniano una convivenza reale.
Tuttavia, questa non è la forma prevalente né quella che definisce il fenomeno coloniale nel suo complesso.
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