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2.6 La colonizzazione - Coggle Diagram
2.6 La colonizzazione
Nell’Egeo meridionale si sviluppa l’Esapoli dorica, composta da Lindos, Camiros e Ialiso a Rodi,
Kos, Cnido e Alicarnasso sulla costa caria.
Il centro federale è il santuario di Apollo al Triopio. In quest’area la frequentazione micenea è più intensa
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Le testimonianze archeologiche delle prime fasi sono scarse, ma Smirne offre dati importanti:
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Case coeve sono attestate anche a Mileto, presso Kalabaktepe.
L’Egeo settentrionale presenta una situazione complessa, con etnie diverse e ricche risorse naturali,
soprattutto le miniere d’oro e d’argento del Pangaion, scoperte dai Fenici e sfruttate dalle tribù locali.
Secondo Strabone, una prima colonizzazione della Calcidica è opera di Eretria e Calcide.
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Nel VI secolo l’area attira l’interesse di Pisistrato e di Istieo di Mileto, e successivamente dei Persiani, che tentano spedizioni con Megabazo e Mardonio.
Atene sfrutta le miniere del Pangaion, probabilmente in regime di concessione.
Dopo le guerre persiane conquista Eion nel 475 e dodici anni dopo invia diecimila coloni per fondare Ennea Hodoi, intervenendo anche a Brea.
La Tracia orientale, meno ricca e separata da catene montuose, vede una colonizzazione più agricola:
nelle aree costiere sorgono Abdera, Maroneia e Stryme.
Particolarmente importanti sono gli insediamenti nella Chersoneso Tracia e nella Propontide, che controllano l’accesso al mar Nero.
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Il mondo miceneo aveva già frequentato queste regioni, ma è solo con la crisi del sistema palaziale che si assiste a movimenti più intensi e strutturati.
Le migrazioni portano alla ricolonizzazione di luoghi già abitati in precedenza e alla fondazione di nuovi centri,
con direzioni che coinvolgono l’Anatolia occidentale, l’Egeo meridionale e alcune isole come Thera, Creta e Rodi,
dove in età storica si riconoscono tradizioni cultuali e istituzionali che rimandano alle comunità di provenienza.
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Un primo gruppo di fondazioni interessa l’Eolia, raggiunta attraverso l’isola di Lesbo.
Le fonti ricordano una dodecapoli , le cui città sono note solo parzialmente,
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Anche l’Ionia presenta una dodecapoli, il cui centro cultuale è il santuario di Poseidone Eliconio presso il promontorio di Micale, sede delle feste panionie.
Due città sono insulari, Samos e Chios, mentre le altre sorgono sulla costa:
Mileto, Myus, Priene, Efeso, Colofone, Lebedos, Teos.
Secondo Strabone, la colonizzazione ionica sarebbe stata promossa da Androclo, figlio del re ateniese Codro,
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La frequentazione ionica nel protogeometrico è attestata da rinvenimenti ceramici a Smirne, Mileto, Focea e Clazomene,
che mostrano l’insediamento greco in un’area abitata da Cari e Lelegi,
con cui i Greci convivono, spesso in modo conflittuale, fino all’età ellenistica.
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Un ruolo decisivo nello sviluppo dei traffici marittimi dell’VIII secolo è svolto dalle comunità euboiche, in particolare Eretria e Calcide.
La presenza della ceramica euboica in vari siti dell’Egeo, come Zagora ad Andros, suggerisce l’esistenza di approdi costieri di sostegno alla navigazione verso l’Oriente,
anche se la mobilità euboica non sembra ancora strutturata come un sistema coloniale vero e proprio.
La ceramica euboica e le sue imitazioni, presenti nel golfo Termaico già dal protogeometrico, testimoniano una frequentazione precoce.
Le necropoli di Torone confermano la presenza di ceramica euboica e attica dalla fine del submiceneo,
mentre a Mende, fondata da Eretria, l’insediamento mostra continuità dal tardo miceneo con produzioni simili a quelle di Lefkandi.
Sesto e Abido dominano i lati meridionali dello stretto; le fonti ricordano una prima colonizzazione eolica da parte di Lesbo, seguita da una fase milesia.
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In Africa settentrionale la presenza greca si manifesta intorno al 630 con la fondazione di Cirene da parte di coloni di Thera guidati da Batto.
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Solo nel 437 il sinecismo porta alla fondazione di Anfipoli, primo vero insediamento coloniale ateniese.