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2.5 Produzioni, consumi e commerci - Coggle Diagram
2.5 Produzioni, consumi e commerci
Il passaggio dall’età micenea alla Dark Age si legge soprattutto attraverso la produzione ceramica,
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Già all’inizio del protogeometrico, tra 1100 e 900 a.C., la ceramica
mostra un artigianato di alto livello, tecnicamente consapevole e capace di soluzioni sofisticate:
superfici risparmiate, rivestimenti neri con decorazione risparmiata, uso del compasso multiplo per cerchi concentrici e una ricerca geometrica che diventa cifra distintiva della nuova fase.
Accanto a queste innovazioni persistono elementi più spontanei, come linee ondulate a mano libera, e motivi figurativi isolati, come il piccolo cavallo su un’anfora di Eleusi.
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Accanto ad essa emergono altre tradizioni regionali. La ceramica euboica si distingue per qualità e impegno formale:
il cratere dell’heròon di Lefkandi, con decorazione calligrafica, e il celebre rhyton a forma di centauro mostrano una raffinatezza che riflette il ruolo centrale dell’Eubea nei traffici mediterranei.
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Le coppe a semicerchi penduli, diffuse tra Oriente e Occidente, testimoniano la portata dei commerci euboici.
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A Creta, invece, alcune produzioni rimangono legate alla tradizione subminoica, come i grandi vasi di Cnosso
o gli idoli a campana di Karphi, mostrando una continuità culturale peculiare.
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Nel X secolo compaiono rapporti con la Panfilia, la Siria e le città fenicie:
frammenti di ceramica greca sono stati rinvenuti presso il fiume Oronte, ad Ascalona e a Ninive, mentre a Lefkandi compaiono i primi oggetti importati.
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Oltre ai beni di lusso, i flussi commerciali comprendono legname, vino e olio, segno di una rete di scambi già articolata.
Nel geometrico antico, tra 900 e 850 a.C., le botteghe attiche si consolidano ulteriormente:
le superfici dei vasi sono prevalentemente nere con decorazione risparmiata, organizzata in fasce parallele e con spazi metopali tra le anse.
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Si sviluppano motivi come denti di lupo, chevrons e soprattutto il meandro.
Nel geometrico medio MG, diviso in due fasi (I 850 - 800 e II 800 - 750) , la crescita della ricchezza
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Nel MGII (geometrico medio II 800 - 750), compaiono animali, come cavalli, cervidi, canidi
e figure umane, ancora isolate in spazi metopali, come in uno skỳphos da Eleusi, con la rappresentazione di due battaglie, una a terra e una su una nave.
Alcuni vasi, come le pissidi o gli skỳphoi, raggiungono una monumentalità eccezionale, con decorazioni fitte che imitano tessuti geometrici.
Le pissidi presentano prese elaborate, spesso in forma plastica, come cavalli stanti (simboli dell'aristocrazia e rappresentano l'animale utilizzato per muoversi nel campo di battaglia)
Alla fine del MGII, intorno al 760 a.C., si colloca la bottega del Maestro del Dìpylon,
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Il vaso eponimo, alto 1,76 m, mostra meandri verticali ingigantiti e una scena di ekphora rigidamente inquadrata.
La bottega introduce innovazioni morfologiche e anticipa le grandi scene narrative del secolo successivo.
L’inizio del geometrico tardo TG, tra 760 e 700, coincide con una cesura/chiusura importante:
l’apertura dei mercati occidentali, con la fondazione dell’empòrion di Pythekoussai, e il contatto più intenso con le culture orientali.
La rete commerciale euboica si estende su gran parte del Mediterraneo e si integra con quella fenicia.
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La produzione ateniese introduce progressivamente la figura umana e scene narrative, mentre la decorazione geometrica si frammenta in riempitivi isolati, tra il TGI (760 - 725) e il TGII (725 - 700)
Accanto alla ceramica, si sviluppano altre produzioni.
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Le lamine decorate a sbalzo, con teorie animali o scene di caccia, sono tipiche dell’Attica tra MG finale e TG.
Nel Peloponneso la ceramica argiva presenta pannelli decorativi, cavalli isolati e meandri obliqui (o "a scaletta");
la metallurgia argiva raggiunge livelli elevati, come mostra l’armatura in bronzo da Argo.
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I tripodi con figure a rilievo e i bronzetti votivi arcadici e laconici testimoniano una produzione varia e di alta qualità.
Corinto, già attiva nel geometrico antico, sviluppa nel TGII uno “stile transizionale”,
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In questo stesso periodo anche l’Eubea conosce una crescita significativa della produzione ceramica.
Il ceramografo più rappresentativo è il Pittore di Cesnola, autore del vaso eponimo rinvenuto a Cipro,
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La sua decorazione combina una struttura geometrica rigorosa con elementi che preludono all’iconografia orientalizzante,
come l’albero della vita, presente anche nelle produzioni euboiche occidentali di Pythekoussai.
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I ceramografi euboici sperimentano forme nuove, come il cratere del Pittore di Cesnola
o un’anfora ateniese con piede conico e corpo ovoidale, che diventa prototipo della successiva produzione subgeometrica.
La ceramica euboica influenza quella beotica, che però mantiene una propria originalità,
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L’incremento figurativo diventa evidente in una hydria del Louvre, dove la decorazione appare quasi caotica e gli elementi geometrici sopravvivono solo come riempitivi.
Tra le produzioni più tarde si distinguono anfore a corpo ovoide con scene vivaci tra le anse: la Potnia Theron con animali ai lati e un pesce ricamato sulla veste, oppure un uccello in volo.
Accanto alla ceramica, la Beozia produce figurine femminili campaniformi decorate con scene di danza, che riprendono la tradizione euboica dei vasi plastici.
I motivi del geometrico beotico ricorrono anche nelle grandi fibule in bronzo, che conoscono una fase subgeometrica molto sviluppata.
Il tipo più diffuso è quello ad arco continuo o interrotto con grande staffa quadrangolare decorata, derivato da prototipi attici.
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I motivi sono vari: navi, battaglie, cacce e scene mitologiche, soprattutto legate a Eracle o all’Ilioupèrsis, segno di una crescente complessità narrativa.
La produzione geometrica insulare invece, mostra una particolare interpretazione dei motivi del geometrico internazionale. Un’anfora da Thera presenta una decorazione limitata alla parte superiore,
con meandri di ascendenza attica alternati a motivi più leggeri, insulari ed euboici, come onde ricorrenti, fiori lanceolati e nironi.
La ceramica rodia riprende la tradizione attico‑insulare, ma integra anche elementi ciprioti e anatolici,
sia nella decorazione sia nelle forme vascolari, secondo un modello già presente nei contesti tardomicenei e submicenei dell’isola.
La fine dell’VIII secolo coincide con lo sviluppo di una cultura più internazionale, che riprende motivi orientali in forme variate.
Corinto e le isole egee partecipano a questa nuova soluzione espressiva già negli ultimi decenni del secolo, anticipando l’orientalizzante.
In altre regioni, come Beozia e Attica, persistono invece caratteri geometrici che evolvono in uno stile subgeometrico,
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