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2.3 La formazione delle pòleis - Coggle Diagram
2.3 La formazione delle pòleis
La presenza di mura, combinata con una scelta strategica del sito, è un tratto ricorrente. Smirne rappresenta il caso più avanzato:
l’abitato mostra una disposizione regolare delle case, separate da strade e racchiuse da una cinta muraria già presente alla fine del IX secolo.
La precoce costruzione di fortificazioni risponde a esigenze specifiche di difesa,
più che a un processo diretto di trasformazione verso la città‑stato evoluta, tanto che alcuni di questi centri saranno poi abbandonati.
I dati sugli abitati più estesi della Grecia continentale, come Atene, Argo o Corinto, sono invece scarsi,
e questo limita la possibilità di ricostruire le fasi iniziali della formazione della pòlis.
L'assenza di informazioni limita la conoscenza dei modelli insediativi del periodo,
fondata solo sullo studio di insediamenti di ridotta estensione e spesso privi di continuità.
Tra questi è di particolare interesse quello di Oropoo, il più grande scavo sistematico della prima età del ferro nella Grecia continentale.
Esso mostra però una complessità evolutiva significativa e conferma che
la trasformazione verso forme politiche più articolate non è improvvisa, ma il risultato di una lunga stratificazione.
Parallelamente allo sviluppo dei centri maggiori, l’emergere di una
composizione architettonica dello spazio sacro costituisce uno dei segnali più evidenti della nascita della pòlis.
Alla gestione del sacro nelle dimore dei basilèis (titolo greco che indicava re o imperatore, usato soprattutto nell'antica Grecia e nell'Impero bizantino.)
segue la definizione di culti poliadici (fenomeno religioso che si è sviluppato in molte civiltà antiche, in particolare nelle religioni mesopotamiche. Questo tipo di culto prevede la venerazione di una divinità protettrice di una città, con un culto particolare e solenne rispetto ad altre divinità. ),
con un allargamento della partecipazione che riflette i mutamenti della nuova realtà politica.
Il fenomeno si manifesta dal secondo quarto dell’VIII secolo, con intensità variabile,
ma con una forza propulsiva che spiega le trasformazioni architettoniche della seconda metà dell’VIII e soprattutto del VII secolo.
Accanto a questa tendenza, l’indebolimento e l’abbandono dei centri minori costituiscono un aspetto collaterale dei processi di conurbazione
che accompagnano la formazione della pòlis.