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GLI STRUMENTI PROCESSUALI DI TUTELA E LA QUANTIFICAZIONE DEL PREGIUDIZIO -…
GLI STRUMENTI PROCESSUALI DI TUTELA E LA QUANTIFICAZIONE DEL PREGIUDIZIO
EVOLUZIONE DELLA GIURISDIZIONALIZZAZIONE
IL SUPERAMENTO DEL VECCHIO DOGMA: La vecchia prassi: La Cassazione distingueva nettamente tra "quantità/qualità della pena" (riservata al giudice) e "modalità esecutive" (relegate ad atti amministrativi interni non impugnabili). Il detenuto era un mero "soggetto passivo".
LA SVOLTA DELLA CONSULTA: IL DIRITTO DEVE ESSERE AZIONABILE:
Sentenza Corte Costituzionale n. 212/1997: Sancisce che ogni diritto fondamentale deve godere di tutela giurisdizionale. "Non c'è diritto sostanziale senza un giudice davanti al quale farlo valere".
Sentenza Corte Costituzionale n. 26/1999: Estende la giurisdizione a tutti i diritti, anche non di rango costituzionale o non attinenti a beni inviolabili.
LE SU GIANNI (2003): superamento della complessa dicotomia civilistica tra diritti soggettivi e interessi legittimi.
Viene creata la macrocategoria delle "POSIZIONI SOGGETTIVE AZIONABILI" tutte concentrate sotto la competenza esclusiva della Magistratura di Sorveglianza
!! Limite di tutelabilità: restano escluse dalla tutela giurisdizionale le mere aspettative di fatto (es. la richiesta di assegnazione a una specifica cella --> a meno che non incida su. un diritto alla salute o dignità).
IL PARADOSSO DEGLI STRUMENTI STORICI E IL DEFICIT DI ESECUTIVITA'
IL CORTOCIRCUITO DEI RECLAMI ATIPICI:
Il Codice del 1988: Introduce il reclamo tipico ex art. 678 c.p.p. (rinvio alle forme camerali dell'art. 666 c.p.p.), mantenendo però le ipotesi atipiche preesistenti (art. 236 disp. att. c.p.p.).
Sentenza Corte Costituzionale n. 53/1993: Dichiara illegittimo il ricorso al reclamo "atipico" privo di garanzie, imponendo le forme giurisdizionali. Nonostante ciò, il legislatore continua a creare canali ibridi (es. art. 41-bis comma 2-quinquies e art. 18-ter o.p.).
NODO STORICO DEL DEFICIT (ART. 69CO5OP):
IL POTERE. il testo originario attribuiva al mds il potere di impartire disposizioni dirette a eliminare le violazioni dei diritti.
IL LIMITE: la CCost chiarisce che "impartire disposizione" significa emanare ordini vincolanti, non meri auspici
IL PARADOSSO: vincolatività non significava esecutività = se l'AP restava inerte, il MdS non aveva alcuno strumento per imporre l'ordine coertivamente: l'atto veniva disapplicato, ma il detenuto restava privo di rimedio.
IL RECLAMO GIURISDIZIONALE EFFETTIVO (art. 35bis op)
PRESUPPOSTI GENERALI: l'inosservanza da parte dell'AP di leggi o regolamenti da cui derivi un grave pregiudizio ai diritti del detenuto
iL PROCEDIMENTO E I POTERI DEL GIUDICE:
rito camerale ed attivazione necessaria (presenza PM e Difensore);
impugnazioni: doppio grado di merito (MdS monocratico --> TdS) e ricorso in Cassazione per soli motivi di legittimità;
natura del provvedimento: annullamento dell'atto illegittimo dell'AP (senza poteri di riforma e riscrittura diretta dell'atto).
LA RIVOLUZIONE DELL'EFFETTIVITA' (GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA)
Funzione: risolve definitivamente lo storico deficit di esecutività;
Meccanismo: in caso di mancata esecuzione del provvedimento da parte dell'AP, il detenuto o il difensore possono proporre istanza di ottemperanza allo stesso MdS che ha emesso l'ordinanza definitiva;
I poteri coattivi del MdS: ordina l'adempimento fissando un termine perentorio e le modalità esecutive + (in caso di persistente inerzia) nomina un commissario ad acta per sostituirsi materialmente ai direttori e ai dirigenti inadempienti.
I RIMEDI COMPENSATIVI (art. 35ter op)
CANALE A: istanza al MdS (comma 1 e 2)
presupposto: pregiudizio grave, attuale e della durata di almeno 15gg (sofferto in condizioni contrarie all'art. 3 CEDU)
Ristoro principale (in forma specifica): decurtazione della pena detentiva ancora da espiare = 1gg ogni 10gg di pregiudizio subito
Ristoro sussidiario (monetario): liquidazione di 8 euro al gg per il periodo di pregiudizio, nei seguenti casi:
se il residuo di pena da espiare è inferiore alla detrazione spettante;
se il periodo di pregiudizio subito è inferiore ai 15gg (impossibilità scomputo frazionario)
ESTENSIONI DELLA CONSULTA:
Sentenza n. 204/2016: Estende il rimedio monetario all'ergastolano (che non ha una pena temporalmente scomputabile se ha già maturato i termini per la liberazione condizionale). Riconosce l'autonomia del rimedio pecuniario.
Sentenza n. 83/2017: Estende la tutela agli internati nelle misure di sicurezza.
La svolta sull'attualità: Cass Colei (2015):
La vecchia tesi penalizzante: Sosteneva che il pregiudizio dovesse essere attuale e persistente fino al giorno dell'udienza (escludendo chi era passato in misura alternativa o lamentava un danno subìto in un titolo di reclusione ormai esaurito).
Il Principio Koleci: Abbatte la tesi attualista. Le Sezioni Unite hanno completamente abbattuto questa tesi ("attualista"), fissando un principio opposto e molto più giusto:
il rimedio compensativo spetta sempre, anche se la violazione è già cessata
(>> La ratio: Impedire che l'Amministrazione Penitenziaria possa "furbescamente" sanare il passato spostando il detenuto all'ultimo momento solo per evitare di pagargli l'indennizzo o scontargli la pena).
CANALE B: azione davanti al Tribunale Civile (Comma 3)
Soggetti legittimati:
chi ha
sofferto il pregiudizio in stato di custodia cautelare non computabile nella pena, oppure chi ha già interamente espiato la pena detentiva e si trova in stato di libertà.
Rimedio: esclusivamente monetario (8 euro x giorno).
Decadenza rigida: l'azione deve essere proposta, a pena di inammissibilità, entro 6 mesi dalla cessazione dello stato di detenzione o della custodia cautelare.
Natura giuridica del ristoro (incertezze): Divisa tra responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. (prescrizione a 5 anni), da contatto sociale qualificato (onere della prova agevolato e 10 anni), e indennizzo atipico di fonte legale. La Cassazione Civile fissa la decorrenza della prescrizione dall'entrata in vigore della norma per i danni pregressi.
IL CALCOLO DELLO SPAZIO MINIMO VITALE
LA SVOLTA DELLA GRANDE CAMERA (MURSIC C CROAZIA, 2016): Il Superamento di Torreggiani: Al di sotto della soglia dei 3 metri quadri a detenuto non vi è più un automatismo, bensì una forte presunzione di violazione dell'art. 3 CEDU.
! + CI DEVONO ESSERE 3 REQUISITI
CUMULATIVI
PER VINCERE LA PRESUNZIONE: (Lo Stato può "salvarsi" e ribaltare la presunzione solo se dimostra che, nonostante la cella fosse stretta, la dignità del detenuto è stata comunque salvaguardata) lo stato può dimostrare l'assenza di violazione solo provando che:
la restrizione dello spazio è stata breve, occasionali e minore;
Il detenuto dispone di ampia libertà di movimento fuori dalla cella;
la struttura offre servizi e condizioni generali adeguate (riscaldamento, igiene, aerazione).
LA DISPUTA NAZIONALE SUL COMPUTO METRICO (superficie lorda vs metrica):
Punto di convergenza: lo spazio occupato dai servizi igienici separati va sempre scomputato dal calcolo della cella;
La disputa sugli arredi: ci si chiedeva se i 3 metri/q dovessero includere o escludere lo spazio occupato dal letto e dagli armadi.
IL PRINCIPIO DI DIRITTO DELLE SU (2021) E CASS. (2024): Le Sezioni Unite 2021: Riaffermano che i criteri CEDU consolidati sono vincolanti per il giudice interno ex art. 117 Cost.
LA
REGOLA DEL NETTO
: Nel determinare la superficie disponibile di 3 metri quadri, si deve calcolare la superficie calpestabile della cella scomputando interamente l'area occupata dal mobilio fisso.
Consolidamento Recente (Fino a Cassazione Penale n. 41734/2024): La giurisprudenza si stabilizza stabilendo che il letto singolo (anche se fisso) e gli armadi ancorati al pavimento vanno interamente sottratti dal calcolo.
Lo spazio vitale coincide rigorosamente con lo spazio residuo reale di movimento e deambulazione del corpo del detenuto
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