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SOCIOLOGIA-CAPITOLO 7 – DEVIANZA E CONTROLLO SOCIALE - Coggle Diagram
SOCIOLOGIA-CAPITOLO 7 – DEVIANZA E CONTROLLO SOCIALE
La devianza è un comportamento che si allontana dalle norme e dalle aspettative di un gruppo sociale e che, per questo motivo, può portare chi lo compie a essere isolato oppure sottoposto a sanzioni, cure o punizioni.Per parlare di devianza devono essere presenti tre elementi fondamentali:
l'individuo
, cioè la persona che mette in atto il comportamento;
la
norma
, che serve come criterio per stabilire se quel comportamento è corretto oppure no;
il
gruppo sociale
, che valuta il comportamento e reagisce.
La devianza, quindi, non dipende solo dall'azione compiuta, ma anche dal giudizio della società.
Le caratteristiche della devianza:
Mancanza di consenso
:Anche quando una norma è chiara, non tutti la condividono.Ciò che un gruppo considera sbagliato può essere perfettamente accettato da un altro.
Ambiguità
:Le norme non sono sempre chiare.Ad esempio, in classe non si dovrebbe parlare, ma durante un lavoro di gruppo parlare è necessario.
Per questo motivo è difficile stabilire con precisione quando un comportamento sia davvero deviante.
Relatività
:La devianza è relativa, cioè uno stesso comportamento può essere considerato deviante in una società e normale in un'altra, oppure in un periodo storico e non in un altro.
Non esistono quindi comportamenti universalmente devianti, anche se alcuni (come stupro, incesto e rapimento) sono condannati nella quasi totalità delle società.
Le
spiegazioni della devianza
;Per spiegare perché alcune persone diventano devianti sono state elaborate tre grandi categorie di teorie:
biologiche;
psicologiche;
sociologiche.
Spiegazioni biologiche
;
Teoria del tipo criminale
:Secondo Cesare Lombroso, il criminale nasce con particolari caratteristiche fisiche.Per Lombroso il delinquente rappresenta una sorta di individuo rimasto a uno stadio evolutivo precedente.
Teoria della struttura corporea
: Secondo William Herbert Sheldon, il tipo di corporatura influenza la personalità e la probabilità di comportamenti devianti.Distingue tre somatotipi:
endomorfo
→
robusto e tondeggiante, socievole;
mesomorfo → muscoloso, energico, impulsivo e più incline alla devianza;
ectomorfo → magro e fragile, sensibile e introverso.
Spiegazioni psicologiche
;
Le teorie psicologiche fanno riferimento soprattutto alla psicoanalisi di Sigmund Freud.Secondo egli alcuni comportamenti devianti derivano da conflitti inconsci della personalità.Ad esempio:
il criminale può essere inconsciamente spinto a farsi scoprire perché prova un forte senso di colpa;
alcune devianze sessuali, come esibizionismo e feticismo, possono derivare da conflitti infantili non risolti.
Spiegazioni sociologiche
;Le teorie sociologiche attribuiscono la devianza ai fattori sociali e culturali:
Teoria dell'anomia
:Per Émile Durkheim, la devianza nasce dall'anomia, cioè dalla mancanza o dall'indebolimento delle norme sociali.Durante grandi cambiamenti sociali le persone non sanno più quali regole seguire e si sentono disorientate.Questo stato di confusione può favorire la devianza.
Teoria della disorganizzazione sociale
:La Scuola di Chicago riprende le idee di Durkheim.La devianza aumenta quando i rapporti sociali sono deboli o conflittuali.Questo può accadere, ad esempio, nei quartieri caratterizzati da forte immigrazione o da elevata eterogeneità culturale.
Teoria del legame sociale
:Secondo Travis Hirschi, quanto più è debole il legame tra individuo e società, tanto maggiore è la probabilità di comportamenti devianti.Famiglia, scuola e lavoro rafforzano il controllo sociale.
Teoria della tensione
:Per Robert K. Merton, l'anomia nasce dal contrasto tra:
le mete culturali (successo, ricchezza);
i mezzi legittimi per raggiungerle.
Quando una persona non dispone dei mezzi leciti per raggiungere gli obiettivi socialmente approvati, può scegliere comportamenti devianti.
Teorie culturali
:Secondo Thorsten Sellin, la devianza nasce dal conflitto tra culture diverse.Successivamente Walter B. Miller sostiene che alcune classi sociali sviluppano vere e proprie subculture, con valori differenti da quelli della società dominante.
Teoria dell'etichettamento
:Per Howard S. Becker, la devianza non dipende tanto dal comportamento quanto dall'etichetta attribuita dalla società.Edwin Lemert distingue:
devianza primaria → piccoli comportamenti devianti che passano inosservati;
devianza secondaria → quando la persona viene scoperta ed etichettata come deviante, finendo per identificarsi con quel ruolo.
Teorie del conflitto
: Secondo i criminologi radicali, la devianza è una forma di ribellione contro le norme imposte dalla classe dominante.Le leggi riflettono infatti gli interessi di chi detiene il potere.
I cinque modi di adattamento secondo Merton con cui gli individui reagiscono alle mete culturali e ai mezzi istituzionali:
Ritualismo:
Rinuncia agli obiettivi, ma continua a rispettare rigidamente le regole.
Rinuncia
:Rifiuta sia gli obiettivi sia i mezzi.È il caso, ad esempio, di persone che si isolano completamente dalla società.
Innovazione
:Accetta gli obiettivi, ma rifiuta i mezzi legittimi.Per raggiungere il successo utilizza mezzi illegali.
Ribellione:
Rifiuta sia mete sia mezzi, sostituendoli con nuovi valori e nuove regole.
Conformità
:Accetta sia gli obiettivi sia i mezzi leciti.È il comportamento della maggioranza delle persone.
La carriera deviante:La devianza può essere vista come un percorso composto da diverse fasi:
4.
Etichettamento
:Solo alcuni comportamenti vengono ufficialmente definiti devianti.Spesso è la burocrazia (tribunali, polizia, istituzioni) a trasformare un comportamento in un'etichetta permanente.
5.
Stigmatizzazione
:Lo stigma è una caratteristica che porta una persona a essere considerata diversa o inferiore.E’ può provocare:
esclusione;
isolamento;
discriminazione.
Può riguardare sia i devianti sia altre categorie, come le persone con disabilità.
3.
Estensione della devianza
:La devianza reale è molto più diffusa di quella registrata dalle statistiche ufficiali.Molti comportamenti devianti non vengono scoperti.
6.
Dimensione collettiva
:Secondo David Matza, molti comportamenti devianti sono collettivi.Quando molte persone condividono gli stessi comportamenti, può nascere una vera e propria subcultura deviante.
2.
Natura delle norme
:Le norme non sono tutte uguali.Possono essere:
specifiche o generiche;
obbligatorie, facoltative o proibite.
Possono inoltre essere fatte rispettare dalla famiglia, dalla scuola oppure dallo Stato.
1.
Formazione delle norme
:Le norme nascono spesso da vere e proprie "crociate morali", cioè campagne volte a definire ciò che è giusto o sbagliato.
Il controllo sociale
:è l'insieme di valori, norme e sanzioni attraverso cui la società favorisce il rispetto delle regole.
I metodi del controllo sociale ;Secondo Talcott Parsons esistono tre principali modalità:
Isolamento
:Il deviante viene separato dalla società senza tentativi di recupero.
Allontanamento
:Il soggetto viene temporaneamente escluso, ma può successivamente reinserirsi nella società.
Riabilitazione
:L'obiettivo è aiutare il deviante a recuperare il proprio ruolo sociale.
Il
controllo sociale informale
:può essere esercitato anche senza ricorrere alle istituzioni.Secondo Crosbie esistono quattro strumenti:
Censure
:Critiche e disapprovazione scoraggiano i comportamenti devianti.
Persuasione
:Si cerca di convincere la persona a modificare il proprio comportamento.
Ricompense sociali
:Sorrisi, complimenti e approvazione incoraggiano il rispetto delle norme.
Ridefinizione delle norme
:Un comportamento prima considerato deviante può diventare socialmente accettato.
Il
controllo sociale formale
:è svolto da istituzioni create appositamente per far rispettare la legge.Le principali sono:
polizia;
tribunali;
sistema penitenziario.
I detenuti secondo Garabedian
;Peter G. Garabedian distingue cinque tipi di detenuti.
Inquadrati
→ collaborano con il personale e partecipano ai programmi di recupero.
Politici
→ collaborano sia con il personale sia con gli altri detenuti.
Tipi tosti
→ rifiutano la collaborazione con il personale.
Fuorilegge
→ rifiutano qualsiasi rapporto.
Indecisi
→ hanno comportamenti variabili.