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47 - Metodologie per l\ insegnamento e l\ apprendimento degli adulti: la…
47 - Metodologie per l\ insegnamento e l\ apprendimento degli adulti: la narrazione come strumento di formazione
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Storytelling, autobiografia e memoria educativa
Storytelling, autobiografia e memoria educativa
Nella formazione degli adulti la narrazione assume forme diverse che rispondono a bisogni, contesti e intenzioni specifiche
Tre declinazioni principali: storytelling, autobiografia e memoria educativa
Ciascuna offre possibilità diverse per attivare riflessione, apprendimento trasformativo e consapevolezza identitaria
Riferimenti teorici
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Pineau (2006): l'autobiografia come strumento di autoformazione e costruzione del sapere esperienziale
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Lo storytelling
Si riferisce all'uso intenzionale di storie (personali, professionali o simboliche) come veicolo di conoscenza, comunicazione e coinvolgimento
Le storie hanno una struttura che risponde a bisogni cognitivi profondi: dare ordine al tempo, attribuire senso agli eventi, collegare cause ed effetti, riconoscersi in un contesto condiviso
Il racconto facilita la trasmissione di valori, visioni del mondo e pratiche di senso
Può essere impiegato in contesti professionali, in percorsi autobiografici o in strategie didattiche
Non è solo un mezzo per raccontare contenuti in modo più attraente, ma uno strumento di relazione e riflessione
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Quando i discenti raccontano mettono in circolazione la loro esperienza, la rielaborano, la rendono condivisibile
Questo scambio genera un patto narrativo che rende possibile il riconoscimento reciproco e la co-costruzione del sapere
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L'autobiografia
Consiste nella scrittura o narrazione orale della propria storia di vita, con attenzione ai momenti significativi, alle transizioni, ai nodi identitari
Non ha finalità autocelebrative né terapeutiche, ma si configura come strumento riflessivo
Permette di fare ordine nella propria esperienza, riconoscere apprendimenti impliciti, nominare ciò che prima era tacito o confuso
Il suo valore formativo risiede nel fatto che ricompone il vissuto, lo sottrae alla frammentarietà e lo collega a una trama narrativa coerente
Questo processo non è lineare né pacificato: può comportare tensioni, rielaborazioni dolorose, riconfigurazioni inaspettate
Ma proprio per questo è una pratica trasformativa, che apre alla possibilità di vedersi con nuovi occhi
È anche un dispositivo etico: nel raccontare sé stessi il soggetto si espone, si interroga, si responsabilizza
Il gruppo, quando coinvolto in pratiche autobiografiche condivise, diventa luogo di accoglienza e specchio narrativo
La memoria educativa
È la parte della narrazione autobiografica che si concentra sugli apprendimenti significativi nel corso della vita
Comprende esperienze scolastiche, familiari, lavorative o informali che hanno lasciato un'impronta nella storia del soggetto
Lavorare sulla memoria educativa significa far emergere episodi emblematici, figure educative significative, passaggi di crescita
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Attraverso il suo recupero l'adulto può riconoscere continuità e discontinuità della propria traiettoria di apprendimento
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Questo lavoro ha valore non solo individuale, ma anche sociale: le memorie educative condivise restituiscono la pluralità delle storie
Arricchendo l'ambiente con punti di vista, codici culturali e vissuti diversi
In conclusione
Storytelling, autobiografia e memoria educativa condividono un presupposto comune: l'educazione è un processo di significazione dell'esperienza
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Formare attraverso la narrazione significa offrire spazi e strumenti affinché le persone possano comprendere, raccontare e trasformare le proprie traiettorie di vita e di apprendimento
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Progettare percorsi formativi narrativi: finalità, strumenti e criteri
Progettare percorsi formativi narrativi: finalità, strumenti e criteri
La progettazione di percorsi formativi basati sulla narrazione richiede un impianto metodologico rigoroso
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Riferimenti teorici
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Bolton (2010): strumenti e criteri per la scrittura riflessiva nei contesti formativi e professionali
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Il ruolo del formatore
Non è quello di giudicare, ma di accompagnare, sostenere, facilitare
È chiamato ad agire come testimone pedagogico, capace di custodire le narrazioni, aprire varchi interpretativi, generare domande feconde
Deve saper abitare il silenzio, intercettare le resistenze, leggere tra le righe ciò che i testi raccontano e ciò che tacciono
È una postura educativa delicata e profonda, che richiede ascolto, etica e sensibilità
In conclusione
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Mettere al centro la soggettività e riconoscere nella storia personale una risorsa per la crescita collettiva
È un atto pedagogico che coniuga rigore e apertura, intenzionalità e accoglienza, teoria e vita