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1.3 I Greci nell'ambiente e nel tempo - Coggle Diagram
1.3 I Greci nell'ambiente e nel tempo
La Grecia presenta un ambiente geografico estremamente complesso, sia per la sua morfologia interna sia per la posizione che occupa nel Mediterraneo.
Situata come punto di cerniera tra Anatolia, Balcani ed Europa occidentale,
costituisce un passaggio obbligato per i percorsi terrestri e marittimi che collegano l’Oriente e il Nord Europa alle regioni meridionali.
Le oltre tremila isole, di dimensioni variabili, garantiscono una navigazione sicura anche senza strumenti complessi,
creando un sistema naturale di collegamenti che ha favorito gli scambi e le interazioni culturali fin dalle epoche più antiche.
La Grecia continentale, a nord, comprende Epiro, Macedonia e Tessaglia, regioni separate dalla Grecia peninsulare dal massiccio del Pindo.
La Macedonia meridionale e la Tracia sono aree montuose con ampie pianure costiere, mentre l’Epiro e la Macedonia nord‑occidentale presentano un paesaggio esclusivamente montuoso,
con profonde valli e un esteso manto boschivo. La Tessaglia, racchiusa da rilievi elevati,
ospita la pianura più vasta del territorio ellenico, elemento che ne ha favorito la vocazione agricola.
Procedendo verso sud, la Grecia centrale si articola in regioni che conservano ancora oggi i nomi antichi:
Acarnania, Etolia, Locride Ozolia, Doride, Focide, Locride Opunzia, Beozia e Attica.
Le zone occidentali sono ricche di boschi e presentano pianure ridotte e spesso paludose;
quelle centrali sono più montuose, mentre la Beozia e l’Attica offrono pianure più ampie,
pur divise da rilievi importanti come il massiccio del Pentelico.
Le comunicazioni con il nord sono garantite dal passo delle Termopili,
mentre il collegamento con il Peloponneso avviene attraverso la Megaride e lo stretto di Corinto.
Nella parte più meridionale, il Peloponneso, quasi completamente isolato, è caratterizzato da una fitta presenza di sistemi montuosi:
gli alti rilievi dell’Acaia e dell’Arcadia e i massicci del Parnon e del Taigeto definiscono distretti territoriali ben distinti.
Le regioni occidentali, come l’Elide e la Messenia, presentano rilievi meno accentuati e una maggiore vocazione agricola;
quelle nord‑orientali, come Acaia, Arcadia e Argolide, sono segnate da montagne più imponenti e da valli strette, tra cui spicca la piana di Argo.
L’estremità sud‑orientale è occupata dalla Laconia, regione montuosa con pianure vallive ristrette, la principale delle quali è quella formata dal fiume Eurota.
La Grecia insulare mostra una grande varietà morfologica. Le isole dello Ionio, a ovest, seguono l’andamento della costa e ne riprendono le caratteristiche:
sono umide, boscose e, nelle isole maggiori come Cefalonia e Corfù, ricche di rilievi.
Nel mar Egeo, a nord, Thasos fronteggia la costa della Tracia, mentre Samotracia, Lemno e Imbro si dispongono presso l’accesso al mar di Marmara.
L’Eubea, parallela alla costa orientale, costituisce un caso a sé, mentre le altre isole si distribuiscono tra le Sporadi e le Cicladi.
Andros, Paros e Naxos presentano caratteristiche simili all’Eubea;
altre, come Amorgos, hanno una formazione calcarea. Milos e Santorini sono invece caldere vulcaniche.
Le grandi isole dell’Egeo settentrionale, come Lemno, Lesbo, Chio e Samo, si trovano vicino alla costa anatolica,
mentre nell’Egeo sud‑orientale si collocano le isole del Dodecaneso, tra cui spiccano Rodi e Kos
Creta, la maggiore delle isole greche, chiude l’Egeo a sud:
i massicci del Leuka, dell’Ida e del Dikte rendono difficile la comunicazione interna, mentre la pianura più ampia è quella della Messarà.
Il popolamento:
Il popolamento greco in età storica occupa quasi tutto il territorio della Grecia moderna, includendo anche le coste dell’Anatolia.
Dall’VIII secolo, i movimenti di colonizzazione portano alla fondazione di insediamenti
in Occidente, nel mar di Marmara, sulle coste del mar Nero e in Africa settentrionale.
Le stime demografiche sono incerte: per Atene in età classica si oscilla tra 40.000 e 300.000 abitanti,
una discordanza dovuta alla difficoltà di valutare il peso di schiavi, meteci, donne, minori e liberti, e alla confusione tra numero dei cittadini e popolazione complessiva.
Per il IV secolo è stata proposta una stima dell’intera popolazione grecofona, comprese le colonie, tra gli 8 e i 10 milioni, ma si tratta di un dato indicativo.
Le informazioni disponibili mostrano una crescita costante della popolazione tra età arcaica e classica, accompagnata da un aumento dell’aspettativa di vita.
Questo fenomeno coincide con la diversificazione delle produzioni agricole, lo sviluppo di attività minerarie e artigianali più complesse e l’incremento del commercio,
elementi che testimoniano l’affermazione di un sistema economico articolato, soprattutto in Attica, in Corinzia e sulle coste dell’Asia Minore.
In età classica e proto‑ellenistica si registra un aumento generale degli insediamenti, come mostrano le ricerche territoriali. Anche qui si osservano differenze:
alcune regioni, come Focide e Locride Opunzia, mostrano un ritardo;
in genere l’incremento riguarda le strutture urbane, ma in alcune aree, come le isole Ioniche e l’Acarnania, si sviluppano soprattutto le zone agricole, con fattorie e nuclei rurali.
In età ellenistica le regioni settentrionali – Etolia, Epiro, Illiria, Tessaglia e Macedonia – conoscono una crescita urbana soprattutto tra la fine del IV e il III secolo.
L’impresa di Alessandro Magno rompe gli equilibri dell’età classica, ampliando enormemente i confini del mondo greco, che si estende dall’Asia centrale all’Indo e all’Africa settentrionale.
In questi territori si esporta il modello della polis, con nuove fondazioni come Alessandria, Antiochia e Pergamo.
Nel frattempo, la Grecia sembra conoscere un regresso demografico e un ridimensionamento culturale ed economico.
La cronologia del mondo greco è il risultato di un lungo lavoro della ricerca archeologica, che ha incrociato dati di scavo, osservazioni stilistiche e riferimenti storici.
L’età protogeometrica si colloca tra il 1100/1050 e il 900 a.C., seguita dall’età geometrica, tra il 900 e il 700,
articolata nel geometrico antico, tra il 900 e l’850, e nel geometrico medio, tra l’850 e il 750,
cui segue il periodo orientalizzante, tra il 750 e il 700, e il geometrico tardo, tra il 700 e il 625.
L’età arcaica, tra il 625 e il 480, è ricostruita grazie alle botteghe ceramiche attiche
e alle fonti letterarie ed epigrafiche, mentre la “Colmata Persiana” segna il passaggio alla fase severa dell’età classica.
L’età classica, tra il 480 e il 323, comprende la fase severa e il primo classicismo, tra il 480 e il 450, e il secondo classicismo, tra il 450 e il 404.
L’età ellenistica, convenzionalmente compresa tra il 323 e il 31 a.C., mostra forme di acculturazione precedenti e persistenze successive, mentre la fine della ceramica figurata di pregio rende complessa la definizione della cronologia del III secolo.
L’inizio dell’ellenismo coincide con la frammentazione dell’impero di Alessandro nei regni ellenistici, che generano centri culturali autonomi
come Alessandria, Pergamo e Antiochia, ciascuno con proprie cronologie artistiche e sviluppi locali.
La fase severa coincide con una riorganizzazione dei cantieri monumentali dopo le distruzioni persiane, con un’intensa attività edilizia che prepara il classicismo pieno.
Il secondo classicismo è segnato dalla piena affermazione del linguaggio formale ateniese, con la costruzione dei grandi edifici dell’Acropoli, mentre la guerra del Peloponneso (431–404) interrompe questo sviluppo e chiude la fase.
Negli ultimi decenni, le datazioni stilistiche sono state riviste grazie ai contesti di scavo e allo studio di materiali correnti come le anfore da trasporto,
in un sistema incrociato che offre un supporto fondamentale alla ricostruzione cronologica.
Le anfore da trasporto diventano il principale fossile guida dal III secolo in poi,
grazie ai marchi di fabbrica e alle tipologie regionali, permettendo di stabilire cronologie più precise nei contesti ellenistici.