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FENOMENI CADAVERICI ABIOTICI E TANATOCRONOLOGIA - Coggle Diagram
FENOMENI CADAVERICI ABIOTICI E TANATOCRONOLOGIA
INTRODUZIONE AI FENOMENI POST-MORTALI
Il ruolo della Medicina Legale:
Studiare le modificazioni corporee post-mortem per rispondere ai tre quesiti fondamentali del Pubblico Ministero (PM):
Epoca del decesso (Tanatocronologia).
Causa del decesso (Eziologia della morte).
Mezzi che l'hanno determinata (Armi, traumi, sostanze chimiche).
Importanza del sopralluogo giudiziario:
Rilevare i parametri macroscopici sul posto permette di fornire rapide coordinate di massima al PM (es. definire se il decesso è avvenuto entro le h24 o oltre le h72 orienta le indagini in modo radicalmente diverso).
Conservazione in cella frigorifera:
In caso di accertamenti non immediati, il cadavere viene stoccato a -15 °C al fine specifico di arrestare i processi degradativi e trasformativi.
Il divieto di seppellimento:
In Italia vige il principio assoluto per cui nessun cadavere può essere seppellito se prima non ne è stata accertata e documentata la causa reale di morte.
FENOMENI CADAVERICI ABIOTICI IMMEDIATI
Definizione: segni clinico-biologici negativi che si manifestano istantaneamente al momento della cessazione delle funzioni vitali del tripode.
Perdita della coscienza: abolizione immediata dello stato di vigilanza e delle funzioni neuro-psichiche superiori.
Perdita della sensibilità: scomparsa totale di ogni risposta a stimoli dolorifici, tattili e termici.
Perdita della motilità e del tono muscolare: flaccidità iniziale completa di tutte le masse muscolari (rilassamento degli sfinteri).
Cessazione del circolo: arresto definitivo della funzione di pompa cardiaca, con conseguente assenza di polso arterioso e silenzio auscultatorio.
Cessazione del respiro: arresto della ventilazione polmonare spontanea e dei relativi scambi gassosi.
FENOMENI CADAVERICI ABIOTICI CONSECUTIVI
Definizione: alterazioni anatomo-fisiologiche e chimiche che compaiono progressivamente nelle ore successive alla morte, fondamentali per perimetrare l'epoca del decesso.
Raffreddamento del corpo (Algor mortis):
Progressivo allineamento della temperatura corporea a quella dell'ambiente circostante per perdita dei meccanismi di termoregolazione.
Disidratazione:
Evaporazione dei liquidi corporei con conseguente essiccamento della cute, opacamento corneale e perdita di turgore dei bulbi oculari.
Ipostasi (Livor mortis):
Meccanismo: per arresto del circolo, il sangue si adagia per gravità nei vasi delle regioni declivi del corpo.
Diagnostica cardiaca: la distribuzione delle ipostasi può orientare la diagnosi (es. ipostasi "a mantellina" sulla superficie anteriore del collo, parte superiore del torace e volto suggeriscono una morte acuta di origine cardiaca).
Acidificazione:
Accumulo di cataboliti acidi (es. acido lattico) nei tessuti a causa del blocco del metabolismo aerobico.
Rigidità muscolare (Rigor mortis):
Progressivo indurimento e accorciamento dei muscoli dovuto alla deplezione di ATP, che impedisce il distacco delle teste di miosina dall'actina.
Eccitabilità neuromuscolare:
Persistenza temporanea di risposte contrattili localizzate a stimoli meccanici o elettrici diretti nei muscoli nelle prime ore post-mortem.