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REATI - Coggle Diagram
REATI
CLASSIFICAZIONE DEI REATI
IN BASE ALLA GRAVITÀ
Delitti: i reati più gravi (a questi consegue una espiazione della pena).
Contravvenzioni: i reati meno gravi (è stato commesso un reato a cui consegue un processo e una pena).
IN BASE AL NUMERO DI SOGGETTI COINVOLTI
Reati unisoggettivi
Reati plurisoggettivi: prevedono il coinvolgimento di più persone.
Es. Reato di rissa: prevede esplicitamente che siano coinvolte almeno 3 persone.
Es. Violenza sessuale di gruppo: considerata tale se vi sono almeno 2 partecipanti al fatto.
IN BASE ALLA TIPOLOGIA DI SOGGETTI COINVOLTI
Reati comuni: chiunque li può commettere (es. il furto).
Reati esclusivi: possono essere commessi solo da certe categorie di soggetti.
IN BASE ALLA TIPOLOGIA DI REATO (FORMA)
A forma vincolata: ci deve essere stato uno specifico comportamento, come quelli correlati alle qualifiche giuridiche.
A forma libera: realizzati con più metodi e modi comportamentali.
IN BASE ALLA DURATA DEL REATO
Reati istantanei
Reati permanenti
Reati abituali (es. tossicodipendente, truffatore)
Reati continuati
IN BASE ALLA PROCEDIBILITÀ
Reati d'ufficio: generalmente quelli più gravi, nei quali il procedimento penale per la punizione si apre in maniera automatica.
Reati a querela: punibili solo se la persona lesa sceglie di denunciare.
Nota sulla non assolutezza: alcuni reati, anche se efferati, sono punibili solo se denunciati (es. la violenza sessuale, dove pur in presenza di un reato gravissimo si fa scegliere alla persona che ha subito la violenza di procedere solo se è pronta a farlo; ultimamente i margini di queste decisioni si stanno via via restringendo).
IN BASE ALL'EFFETTO DEL REATO
Reati di danno: si arreca un danno effettivo al bene tutelato.
Reati di pericolo di danno: mettono a rischio un bene altrui ma non producono un danno effettivo.
Stato di realizzazione:
Reato consumato: la condotta è coronata dalla realizzazione dell’evento finale.
Reato tentato: es. tentato omicidio, nel caso la condotta del reo sia strutturata in modo da produrre la morte della vittima ma il decesso non si verifica per qualsiasi circostanza interferente con la catena evolutiva della condotta criminosa.
IN BASE ALL'INTENZIONE DEL REATO (RUOLO DEL COLPEVOLE)
Reati omissivi: dovuti al non aver compiuto un'azione.
Reati commissivi: dovuti all'aver compiuto un'azione.
Reati di condotta: il reato sussiste per il solo fatto di aver messo in atto una condotta antigiuridica.
Reati di evento: necessità, perché si perfezioni il reato e diventi perseguibile penalmente, che si produca un evento quale conseguenza della condotta antigiuridica.
IN BASE ALLE CIRCOSTANZE DEL REATO
Reati semplici
Reati circostanziati
DEFINIZIONE E STRUTTURA DEL REATO
CONCETTO DI REATO
È ogni fatto illecito PENALE (non si può parlare di reato nell’ambito civile) al quale l’ordinamento giuridico collega come conseguenza una pena.
Consiste nell’infrazione di un divieto o nell’inadempienza di un comando.
DUPLICE CONTENUTO
Contenuto sociologico (sostanziale): rappresenta un fatto contrario e dannoso agli interessi della collettività (la norma del vivere bene e in pace nella collettività).
Contenuto giuridico (formale): rappresenta un fatto preveduto e disciplinato dal diritto e colpito da una pena mediante il processo.
ELEMENTI DI SUSSISTENZA (IN FUNZIONE DEL PRINCIPIO DI LEGALITÀ)
Una norma che lo descriva.
Un fatto che lo costituisca.
Una sanzione penale che lo punisca.
ELEMENTI DELLA STRUTTURA DEL REATO
(1) Soggetto del reato
Soggetto attivo: colui che compie l'azione illecita.
Soggetto passivo: la vittima, titolare del bene o dell'interesse protetto dalla norma penale che disciplina quella determinata condotta antigiuridica.
(2) Il danneggiato
Qualsiasi persona alla quale è stato arrecato un nocumento, e quindi cagionato un danno, anche di tipo economico.
Mancata corrispondenza con il soggetto passivo (vittima): es. in un omicidio il soggetto passivo è colui che è stato assassinato, mentre i danneggiati sono i parenti e gli amici a cui è stata sottratta la persona cara.
(3) Oggetto del reato
L'individuo o la cosa su cui cade l'azione del reo (cioè del responsabile del fatto in senso giuridico).
È anche il bene tutelato dalla norma penale (materiale o astratto, come il “bene salute”; es. in un omicidio il bene tutelato è il “bene vita”).
IN BASE ALLA VOLONTARIETÀ DEL REATO (RESPONSABILITÀ)
DISTINZIONE DEL CODICE PENALE
Responsabilità oggettiva
Responsabilità soggettiva: il fatto deriva da dolo, preterintenzione o colpa.
REATO DOLOSO (SECONDO INTENZIONE)
Definizione: la circostanza in cui il reo agisce secondo intenzione; l'evento finale è previsto e voluto dal reo.
Forme del dolo: dolo generico, specifico, intenzionale, eventuale, di pericolo.
Intensità del dolo:
Premeditazione (forma più grave)
Proposito o comune (forma intermedia)
Impeto (forma meno grave)
REATO COLPOSO (CONTRO L'INTENZIONE)
Definizione: il delitto è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente.
Caratteristiche: vi sono volontà dell'azione e consapevolezza della condotta antigiuridica, ma non la volontà dell'evento finale.
Cause: si verifica in caso di negligenza, imprudenza, imperizia, ovvero per inosservanza di leggi o regolamenti.
REATO PRETERINTENZIONALE (OLTRE L'INTENZIONE)
Definizione: il delitto è preterintenzionale, o oltre l’intenzione, quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente.
Caratteristiche: l'evento finale avviene oltre l'intenzione del reo, la condotta è consapevolmente antigiuridica, ma il reato prodotto è più grave di quello che si voleva commettere.
NB! Limitazione nel diritto italiano: i reati preterintenzionali sono SOLO 2: l’omicidio e l’aborto. Non esiste il reato di lesione personale preterintenzionale.