Uno studio (Chemosphere, 2025) evidenzia che nei bombi selvatici i pesticidi, anche a basse dosi, riducono accoppiamento, fertilità e successo riproduttivo.
La proposta UE OMNIBUS è stata criticata perché potrebbe estendere autorizzazioni e deroghe ai pesticidi (anche vietati) e limitare l’uso delle nuove evidenze scientifiche. Secondo PAN Europe e Générations Futures, la proposta OMNIBUS potrebbe concedere approvazioni illimitate ad almeno 49 sostanze e formulati pesticidi, tra cui acetamiprid (neurotossico per feti e bambini) e glifosato.
I fungicidi come propiconazolo e carbendazim, anche a dosi subletali o semi-letali, possono alterare le capacità cognitive delle api: riducono la sensibilità al saccarosio, peggiorano memoria e apprendimento, e compromettono il bottinamento e la comunicazione tramite danza. Anche se alcuni effetti non emergono alle dosi raccomandate, le api sono esposte a miscele di pesticidi e a esposizioni croniche perché i fungicidi persistono nell’ambiente e vengono usati anche durante la fioritura.
in generale, la ricerca evidenzia una forte pressione chimica sugli impollinatori (insetticidi, fungicidi e sinergie ambientali) che colpisce sopravvivenza, comportamento e riproduzione, con maggiore vulnerabilità delle api selvatiche. Nonostante i criteri EFSA (SPG 10%), deroghe e proposte di deregulation come OMNIBUS rischiano di indebolire la tutela, mentre il collasso delle colonie dipende soprattutto da effetti subletali e combinati più che dalla sola mortalità diretta.