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CAPITOLO 2 Teodosio I e l’Eredità Cristiana e Culturale di Costantinopoli…
CAPITOLO 2
Teodosio I e l’Eredità Cristiana e Culturale di Costantinopoli
Con la fondazione di Costantinopoli, Costantino pose le basi della nuova capitale e avviò la trasformazione religiosa e politica dell’impero
Tuttavia, fu con i suoi successori che questa città iniziò a definirsi davvero come centro cristiano e come nuova Roma
È in questa continuità, tra l’eredità costantiniana e la sua piena realizzazione, che si inserisce la figura di Teodosio I,
il sovrano che consolidò l’identità cristiana dell’impero e contribuì in modo decisivo allo sviluppo monumentale e politico di Costantinopoli
Teodosio I, imperatore dal 379 al 395, fu un cristiano fervente e orientò la politica religiosa dell’impero in modo netto
Nel 381 convocò un concilio per condannare l’arianesimo e promulgò leggi contro i riti pagani, rafforzando la posizione del cristianesimo come religione dominante
Parallelamente, arricchì Costantinopoli con nuove opere pubbliche: costruì un nuovo foro con una colonna sormontata dalla sua statua,
realizzò un mostravento monumentale simile alla Torre dei Venti di Atene e collocò un obelisco egizio sulla spina dell’ippodromo (la vittoria egiziana del
1440 a.C.)
La base dell’obelisco, decorata con bassorilievi, rappresentava Teodosio come arbitro delle gare e mostrava barbari che gli offrivano tributi, simbolo della sua autorità imperiale
Nel 395 Teodosio divise l’impero tra i figli: Onorio in Occidente e Arcadio in Oriente
Mentre l’impero d’Oriente continuava a prosperare, quello d’Occidente venne travolto dalla pressione delle popolazioni non romane, che conquistarono ampie regioni
Nel 476 l’ultimo imperatore d’Occidente fu deposto dal generale sciro Odoacre, che governò l’Italia come patricius dell’impero d’Oriente. Intanto, la Nova Roma, cioè Costantinopoli, si espandeva e prosperava a spese dell’antica Roma
La crescita della capitale rese necessaria la costruzione di nuove mura. Nel 412 vennero edificate le Mura di Teodosio, che ampliarono la città di cinque km² e la dotarono di triple fortificazioni protette da un fossato,
garantendo una difesa formidabile fino al 1204. A queste si aggiunsero le mura marittime lungo il Corno d’Oro e il Mar di Marmara,
e più tardi le Mura Lunghe (491-518), costruite sotto Anastasio per proteggere la città da attacchi provenienti da 65 km di distanza
Ogni imperatore contribuì allo sviluppo infrastrutturale della capitale, arricchendola con monumenti, mercati, porti, chiese, monasteri e ampliamenti del palazzo imperiale
Il sistema idrico fu potenziato grazie all’acquedotto di Valente, che portava acqua da 120 km di distanza,
e alle grandi cisterne come quella di Ezio e la celebre Cisterna Basilica di Giustiniano, con 336 colonne
Queste infrastrutture permisero alla città di resistere a numerosi assedi. Nel 626, mentre l’imperatore Eraclio era impegnato contro i Persiani, la difesa fu affidata al patriarca Sergio e al generale Bono
Avari e Slavi circondarono la città, distrussero l’acquedotto e bloccarono i rifornimenti, mentre un contingente persiano sbarcò sul Bosforo asiatico
Bono rispose con trattative e contrattacchi, mentre il patriarca Sergio guidò una processione intorno alle mura invocando la protezione della Madre di Dio
La tradizione racconta che la Vergine stessa apparve a guidare i difensori, e da allora Costantinopoli rivendicò il titolo di Theotokoupolis, “città della Madre di Dio”
Dopo il 626 furono gli Arabi a tentare la conquista della città. Sotto Anastasio II (713-715) i bizantini evacuarono le famiglie prive di scorte per tre anni, preparandosi all’assedio.
Nel 717, con l’arrivo degli eserciti arabi, Leone III salì al trono e adottò una strategia efficace: convinse i cazari a minacciare gli arabi alle spalle e impiegò il fuoco greco contro la flotta nemica
Dopo un inverno durissimo, gli arabi tentarono di proseguire l’assedio, ma le mura resistettero. Nell’estate successiva il califfo ordinò il ritiro e Bisanzio celebrò la vittoria con liturgie annuali il 15 agosto, giorno della Koimesis della Vergine
Nei secoli successivi altri popoli tentarono di conquistare Costantinopoli: bulgari, russi, crociati latini,
ma la città resistette fino al 1453, quando le antiche fortificazioni non poterono più opporsi alla polvere da sparo e ai cannoni ottomani
Nel frattempo, la capitale aveva raggiunto quasi mezzo milione di abitanti sotto Giustiniano, diventando la città più grande del mondo tardoantico
Epidemie e terremoti ridussero la popolazione, ma Costantino V invertì la tendenza con un vasto programma di ricostruzione, che incluse la riparazione dell’acquedotto e la costruzione di nuove chiese
L’espansione interna e la ripresa degli scambi riportarono Costantinopoli al centro del commercio internazionale
La città era profondamente multiculturale: stranieri provenienti da ogni regione dell’impero e oltre raggiunsero posizioni di rilievo
Imperatori come Filippico e Romano I erano di origine armena, mentre Leone III proveniva dalla Siria
Nel tardo XI e XII secolo, l’arrivo di profughi contribuì alla crescita demografica, e viaggiatori occidentali
stimarono la popolazione intorno ai 400.000 abitanti, confermando il primato della città nella cristianità
Costantinopoli era anche un grande centro religioso: monasteri, chiese e reliquie attiravano pellegrini da tutto il mondo cristiano.
Tra le reliquie più venerate vi erano il velo, la cintura e il sudario della Madonna, insieme a icone della Vergine con il Bambino. L’educazione secolare, già antica, fu rafforzata nel 425 da Teodosio II,
che istituì trentuno cattedre per insegnanti di grammatica, retorica, filosofia e diritto nel Campidoglio.
Questo sistema accademico manteneva Costantinopoli come uno dei principali centri di studi superiori del mondo tardoantico e offriva anche un avanzato insegnamento del quadrivium
aritmetica, geometria, musica e astronomia, che costituiva il livello più alto della formazione scientifica e filosofica
Pulcheria, sorella di Teodosio, sostenne attivamente questo ambiente culturale, promuovendo anche il culto della Madre di Dio attraverso liturgie notturne
La ricchezza e la fama di Costantinopoli come città santa contribuirono infine alla determinazione dei turchi ottomani di farne la loro capitale:
le chiese sormontate da cupole ispirarono, dopo il 1453, la costruzione della Moschea del Conquistatore di Maometto II