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Relazioni internazionali e guerra fredda - Coggle Diagram
Relazioni internazionali e guerra fredda
La Genesi del Mondo Bipolare e l'Assetto di Bretton Woods (1941-1945)
La trasformazione del secondo conflitto mondiale (1941)
22 giugno 1941: La Germania lancia l'Operazione Barbarossa contro l'URSS. Stalin e Churchill stringono un'alleanza immediata.
14 agosto 1941: Churchill e Roosevelt firmano la Carta Atlantica, documento programmatico che fissa i principi democratici del futuro ordine internazionale (autodeterminazione dei popoli, libertà dei commerci, rifiuto di ingrandimenti territoriali).
7 dicembre 1941: L'aviazione giapponese attacca la base navale di Pearl Harbor. Gli Stati Uniti entrano ufficialmente in guerra sia contro il Giappone sia contro le potenze dell'Asse in Europa. Si cementa la Grande Alleanza antifascista.
La ristrutturazione economica globale: Bretton Woods (luglio 1944)
Il contesto: Rappresentanti di 44 nazioni si riuniscono nel New Hampshire per evitare gli errori protezionistici degli anni '30 che avevano alimentato i fascismi. Prevale la linea dell'economista americano Harry Dexter White rispetto a quella dell'inglese John Maynard Keynes.
I pilastri del sistema:
Gold Exchange Standard: Viene creato un sistema monetario a cambi fissi incentrato sul dollaro americano, l'unica moneta legata direttamente all'oro (al tasso fisso di 35 dollari per oncia). Le altre monete nazionali mantengono un tasso di cambio fisso ma aggiustabile con il dollaro.
Fondo Monetario Internazionale (FMI): Istituito per vigilare sulla stabilità dei cambi e concedere prestiti a breve termine ai paesi con deficit temporanei nella bilancia dei pagamenti, evitando svalutazioni competitive.
Banca Mondiale (Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo): Nata per erogare prestiti a lungo termine destinati alla ricostruzione post-bellica e allo sviluppo delle aree arretrate.
GATT (1947): Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, mirato all'abbattimento progressivo dei dazi doganali e al trionfo del libero mercato multilaterale.
Il pilastro politico-diplomatico: La nascita dell'ONU (1945)
La Conferenza di San Francisco (aprile-giugno 1945): Viene firmato lo Statuto delle Nazioni Unite, concretizzando il "Grande Disegno" di Roosevelt di un direttorio mondiale delle grandi potenze per garantire la pace collettiva.
La struttura istituzionale:
Assemblea Generale: Composta da tutti gli Stati membri con potere deliberativo ma non vincolante.
Consiglio di Sicurezza: Organo esecutivo con il potere di decretare sanzioni economiche o interventi militari. Composto da 15 membri, di cui 10 a rotazione e 5 membri permanenti con diritto di veto: USA, URSS, Regno Unito, Cina, Francia. Il meccanismo del veto riflette i reali rapporti di forza militari ma paralizzerà l'organo durante la Guerra Fredda.
La Cristallizzazione dei Blocchi e la Prima Guerra Fredda (1947-1956)
La rottura post-bellica e la dottrina del Contenimento
Il discorso di Fulton (marzo 1946): Winston Churchill pronuncia la famosa frase: "Da Stettino sul Baltico a Trieste sull'Adriatico una cortina di ferro è scesa sul continente".
La Dottrina Truman (marzo 1947): Il presidente americano Harry Truman dichiara davanti al Congresso che gli Stati Uniti si impegnano a sostenere i popoli liberi che resistono ai tentativi di sottomissione da parte di minoranze armate o di pressioni esterne (riferimento esplicito alla guerriglia comunista in Grecia e alle pressioni sovietiche sulla Turchia). È l'avvio formale della strategia geopolitica del contenimento (containment) dell'Unione Sovietica.
Il Piano Marshall (ERP - European Recovery Program, giugno 1947): Piano di aiuti economici e finanziari gratuiti o a tassi agevolati stanziato dagli USA per la ricostruzione dei paesi europei. L'obiettivo è duplice: creare un mercato di sbocco per le merci americane ed eliminare la miseria sociale che costituiva il terreno fertile per la propaganda dei partiti comunisti. L'URSS costringe i paesi satelliti dell'Est Europa a rifiutare gli aiuti.
La risposta istituzionale sovietica
Cominform (settembre 1947): Ufficio d'informazione dei partiti comunisti europei, creato da Andrej Ždanov per coordinare la linea politica dei partiti satellite sotto le direttive di Mosca. Viene teorizzata la divisione del mondo in due campi: il campo imperialista e antidemocratico (USA) e il campo antimperialista e democratico (URSS).
Comecon (1949): Consiglio di mutua assistenza economica volto a integrare le economie pianificate dell'Europa orientale, subordinandole ai piani di sviluppo dell'industria pesante russa.
Le prime fiammate della Guerra Fredda
Il Blocco di Berlino (giugno 1948 - maggio 1949): In risposta all'unificazione monetaria delle tre zone d'occupazione occidentale (statunitense, inglese, francese) in Germania, Stalin blocca tutti gli accessi stradali e ferroviari a Berlino Ovest, situata all'interno della zona sovietica. Gli americani rispondono organizzando un mastodontico ponte aereo durato undici mesi che rifornisce continuamente la città isolata. Nel maggio 1949 Stalin capitola e toglie il blocco. L'evento formalizza la divisione politica tedesca: nasce a Ovest la RFT (Repubblica Federale Tedesca) capitalista e a Est la RDT (Repubblica Democratica Tedesca) comunista.
La militarizzazione delle alleanze:
Patto Atlantico / NATO (aprile 1949): Alleanza militare difensiva tra gli USA, il Canada e i paesi dell'Europa occidentale (inclusa l'Italia) basata sul principio del mutuo soccorso in caso di aggressione esterna (Articolo 5).
Patto di Varsavia (maggio 1955): Alleanza militare speculare tra l'URSS e le democrazie popolari dell'Est, firmata subito dopo l'ingresso e la rimilitarizzazione della RFT nella NATO.
La Guerra di Corea (1950-1953): Primo scontro militare "caldo" della Guerra Fredda. La Corea del Nord comunista (armata dall'URSS) invade la Corea del Sud capitalista. Gli USA intervengono militarmente sotto l'egida dell'ONU; la Cina comunista interviene in difesa del Nord. Il conflitto si chiude dopo tre anni stabilizzando il confine sul 38° parallelo, lo stesso di partenza.
Il 1956: Coesistenza Pacifica e Repressione
Il XX Congresso del PCUS (febbraio 1956): Il nuovo leader sovietico Nikita Chruščëv pronuncia un "rapporto segreto" in cui denuncia i crimini di Stalin, il culto della personalità e le purghe del passato, avviando la stagione della destalinizzazione e proponendo la dottrina della coesistenza pacifica (competizione economica e ideologica con l'Occidente senza ricorso alla guerra globale).
La Rivoluzione Ungherese (ottobre-novembre 1956): Le aperture di Chruščëv alimentano speranze di libertà nei paesi satelliti. In Ungheria, una rivolta popolare porta al potere il comunista riformista Imre Nagy, che annuncia l'uscita dell'Ungheria dal Patto di Varsavia e il ripristino del pluralismo politico. L'URSS reagisce inviando l'Armata Rossa: i carri armati sovietici reprimono nel sangue l'insurrezione a Budapest e Nagy viene giustiziato. L'evento mostra i limiti rigidi della destalinizzazione: l'assetto geopolitico dei blocchi non si tocca.
Il Crollo del Sistema Economico del Dopoguerra (Anni '70)
La fine del sistema di Bretton Woods (15 agosto 1971)
Le cause del declino: Negli anni '60, l'enorme spesa pubblica sostenuta dagli Stati Uniti per finanziare la guerra del Vietnam e i programmi sociali della Great Society di Lyndon Johnson provoca un'immensa fuoriuscita di dollari all'estero. Le riserve auree custodite a Fort Knox diventano insufficienti a coprire i dollari in circolazione nel mondo.
Lo Shock Nixon: Di fronte alle richieste di paesi come la Francia di convertire i loro dollari in oro, il presidente Richard Nixon annuncia unilateralmente la sospensione della convertibilità del dollaro in oro. Nel dicembre 1971 i successivi accordi svalutano il dollaro e decretano la fine dei cambi fissi, inaugurando l'era dei cambi fluttuanti legati alle oscillazioni del mercato valutario.
Lo shock petrolifero del 1973 e la Stagflazione
La Guerra del Kippur (ottobre 1973): Egitto e Siria attaccano a sorpresa Israele nel giorno della festività ebraica. Israele, rifornito tempestivamente da un ponte aereo americano, respinge l'attacco e vince la guerra.
L'arma del petrolio: In segno di ritorsione contro i paesi occidentali alleati di Israele, i paesi arabi membri dell'OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) decidono di tagliare la produzione e quadruplicare il prezzo del greggio al barile.
Le conseguenze macroeconomiche: Il costo dell'energia esplode, mandando in crisi l'intero sistema industriale occidentale basato sul petrolio a basso costo. Si manifesta un fenomeno economico inedito che smentisce le teorie keynesiane classiche: la Stagflazione (contemporanea presenza di stagnazione produttiva/disoccupazione ed elevata inflazione dovuta ai costi energetici). In Italia si adottano le misure di "austerità" (divieto di circolazione delle auto la domenica, spegnimento anticipato dell'illuminazione pubblica).
La Svolta Neoliberista degli anni '80
La crisi degli anni '70 segna il declino delle politiche economiche keynesiane basate sull'intervento dello Stato nell'economia. Si afferma la scuola monetarista di Milton Friedman (Scuola di Chicago), applicata politicamente dall'ascesa al potere di Margaret Thatcher nel Regno Unito (1979) e di Ronald Reagan negli Stati Uniti (1980). La nuova dottrina prevede: drastica riduzione delle tasse sui redditi alti, deregolamentazione dei mercati finanziari, privatizzazione delle imprese pubbliche, tagli alla spesa sociale del welfare e lotta sindacale (es. scontro della Thatcher con i minatori inglesi).
L'Implosione dell'Impero Sovietico (1985-1991)
Il progetto riformatore di Michail Gorbačëv (1985)
La crisi strutturale dell'URSS: Nei primi anni '80 l'economia sovietica è vicina al collasso, paralizzata dalla burocrazia e prosciugata dalle enormi spese militari necessarie per sostenere la nuova corsa agli armamenti imposta da Reagan (lo scudo spaziale SDI) e la fallimentare occupazione militare dell'Afghanistan (1979-1989).
Le due parole d'ordine: Nominato segretario del PCUS nel 1985, Gorbačëv lancia un programma di rinnovamento radicale:
Perestrojka (Ristrutturazione): Riforma economica volta a introdurre limitati elementi di mercato, autonomia aziendale e flessibilità dei prezzi all'interno del sistema di pianificazione statale.
Glasnost (Trasparenza): Libertà di espressione, allentamento della censura sulla stampa, riabilitazione delle vittime delle purghe staliniane e trasparenza nella gestione del potere politico.
Il disarmo internazionale: Consapevole di non poter reggere la competizione economica militare, Gorbačëv firma storici trattati di disarmo con Reagan (Trattato INF di Washington del 1987 per l'eliminazione dei missili euro-razzi a raggio medio).
Il 1989 e il crollo dei regimi satelliti
L'abbandono della Dottrina Brežnev: Gorbačëv dichiara esplicitamente che l'Unione Sovietica non interverrà militarmente per reprimere i movimenti di opposizione nei paesi dell'Europa orientale, riconoscendo a ciascun popolo il diritto di scegliere il proprio sistema politico.
L'effetto domino:
Polonia: Il sindacato cattolico clandestino Solidarność guidato da Lech Wałęsa costringe il regime militare comunista a elezioni libere, vinte schiacciantemente dalle opposizioni.
Ungheria: I comunisti riformisti aprono le frontiere con l'Austria, creando il primo varco nella cortina di ferro.
La Caduta del Muro di Berlino (9 novembre 1989): Sotto la pressione di gigantesche manifestazioni popolari, il governo della RDT annuncia l'apertura dei varchi di frontiera tra Berlino Est e Berlino Ovest. La popolazione abbatte il muro simbolo della Guerra Fredda, aprendo la strada alla rapida riunificazione tedesca completata nell'ottobre 1990 sotto la guida del cancelliere della RFT Helmut Kohl.
La dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991)
La crisi interna: Le riforme economiche della perestrojka falliscono, destrutturando il vecchio sistema centralizzato senza sostituirlo con un vero mercato funzionante, provocando scarsità di beni alimentari e inflazione. La glasnost favorisce l'esplosione dei nazionalismi nelle varie repubbliche sovietiche (Stati baltici, Ucraina, Caucaso) che rivendicano l'indipendenza da Mosca.
Il Golpe di Agosto (1991): I settori conservatori del PCUS, dell'esercito e del KGB organizzano un colpo di stato stringendo Gorbačëv agli arresti domiciliari in Crimea, nel tentativo di restaurare il vecchio regime centralizzato. Il golpe fallisce in tre giorni grazie alla resistenza popolare a Mosca guidata da Boris El'cin, presidente della Repubblica russa, che sale sui carri armati e dichiara illegali i golpisti. Gorbačëv torna libero ma ha perso ogni autorità politica effettiva a favore di El'cin.
La fine ufficiale: Il 21 dicembre 1991 i presidenti delle repubbliche slave firmano gli Accordi di Almaty decretando la nascita della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) e la fine dell'Unione Sovietica. Il 25 dicembre 1991, Michail Gorbačëv rassegna le dimissioni da presidente di uno Stato che non esiste più; la bandiera rossa sovietica viene ammainata dal Cremlino e sostituita dal tricolore russo.