Durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976), Mao Zedong mobilitò i giovani delle università e delle scuole, organizzati nelle Guardie Rosse, per estromettere i dirigenti moderati del partito che gestivano l'economia dopo il fallimento del Grande Balzo in avanti. Sventolando il "Libretto Rosso", i giovani scatenarono una violenta purga ideologica contro la burocrazia, gli intellettuali e i tecnici accusati di deviazionismo borghese, paralizzando la cultura e la produzione del Paese per un decennio.