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CAPITOLO 1
Costantino e la Fondazione di Costantinopoli
Ascesa al…
CAPITOLO 1
Costantino e la Fondazione di Costantinopoli
Ascesa al Potere e Cristianizzazione dell'Impero
Prima di seguire l’evoluzione dell’Impero Bizantino nei secoli successivi, è necessario tornare al punto da cui tutto ebbe origine
La storia di Bisanzio non nasce con le sue guerre, con la sua cultura o con il suo ruolo nel Mediterraneo,
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È da lui, dalla sua ascesa e dalla fondazione di Costantinopoli, che prende forma l’impero destinato a durare più di mille anni
Per questo, prima di affrontare la storia bizantina vera e propria, occorre comprendere
come e perché Costantino trasformò una città greca sul Bosforo nella nuova capitale dell’Impero Romano
Costantino I, nato a Niš intorno al 272 d.C., è una figura centrale nella storia dell’Impero Romano,
non solo per la sua ascesa al potere, ma anche per il ruolo decisivo che ebbe nella cristianizzazione dell’impero
Figlio dell’imperatore Costanzo Cloro, crebbe in un contesto politico complesso segnato dalla tetrarchia (sistema di governo in cui il potere è suddiviso tra quattro sovrani, ciascuno responsabile di una parte dello Stato), un sistema che divideva l’impero in regioni governate da co‑imperatori
Nel 312 d.C., affrontò il rivale Massenzio nella battaglia del Ponte Milvio, vicino Roma: la vittoria gli permise di
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Entrò trionfalmente a Roma, acclamato dal Senato, ma rifiutò di ringraziare gli dei nell’altare della Vittoria, rompendo così con la tradizione pagana
Costantino riferì di aver visto una croce luminosa nel cielo accompagnata dalla frase “In hoc signo vinces”.
Interpretò questo evento come un segno divino e attribuì la vittoria alla protezione del Dio cristiano. La sua conversione influenzò profondamente la politica imperiale:
favorì i cristiani, promosse la tolleranza religiosa e, nel 313 d.C.,
emanò con Licinio infatti l’Editto di Milano, che garantiva libertà di culto del cristianesimo ai fedeli cristiani
Durante l’incontro di Milano, i due imperatori consolidarono la loro alleanza anche tramite matrimoni e stabilirono un nuovo corso politico per l’impero,
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Costantino comprese presto la necessità di una nuova capitale, più vicina alla minaccia persiana e strategicamente collocata
Considerò Troia, ma scelse Bisanzio, città fondata dai Greci di Megara
La posizione era ideale: a cavallo tra Europa e Asia, controllava il Bosforo, punto obbligato per le rotte commerciali
La città era protetta naturalmente dall’acqua su tre lati: Corno d’Oro, Bosforo e Mar di Marmara , e richiedeva una sola grande fortificazione a occidente
Le difese naturali, unite a mura possenti, terreni fertili, pesca abbondante e un sistema avanzato di acquedotti e cisterne,
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Costantinopoli (Bisanzio) divenne così un nodo commerciale fondamentale, controllando traffici provenienti dal Nord Europa (ambra, pelli, legname) e dal Mediterraneo (olio, grano, spezie, tessuti)
Sull’acropoli affacciata sul Bosforo sorgevano templi dedicati a Rea e alla Fortuna Romae, simboli di protezione e prosperità
Nel foro si ergeva una colonna in porfido con una statua di Apollo adattata a rappresentare l’imperatore, segno della continuità culturale e dell’autorità imperiale
Costantino introdusse anche importanti innovazioni monetarie: coniò il solidus, una moneta aurea di ventiquattro carati destinata a diventare la valuta più stabile della tarda antichità,
mantenendo valore per oltre otto secoli. L’iconografia passò da simboli romani alla Tyche di Costantinopoli, fino ai motivi cristiani come la Croce
Organizzò la nuova capitale trasferendo istituzioni romane: fondò un nuovo Senato, assegnò terre alle famiglie senatorie
e introdusse la distribuzione gratuita di pane, legata alla costruzione di nuove abitazioni
Costantinopoli venne dotata di tutti gli edifici pubblici tipici delle città tardo‑romane: curia, senato, terme (divise in sezioni maschili e femminili),
chiese, tra cui la prima basilica di Santa Sofia, progettata da Costantino e completata dal figlio e l’ippodromo, centro della vita pubblica e delle corse dei cavalli
La cristianità bizantina sviluppò presto il culto di Costantino e della madre Elena. Il concilio di Calcedonia (451) consacrò questa idealizzazione,
quando l’imperatore Marciano e l’imperatrice Pulcheria furono acclamati come “nuovo Costantino e nuova Elena”, e furono proclamati santi della Chiesa cristiana
La religiosità di Costantino rimane complessa: Eusebio lo presenta come difensore del cristianesimo, mentre storici pagani come Zosimo lo criticano, attribuendo alla sua conversione la crisi dell’impero
Costantino fece uccidere il figlio Crispo e ricevette il battesimo solo in punto di morte, segno di una fede non priva di ambiguità.
Pur favorendo i cristiani e restituendo i beni confiscati durante le persecuzioni, la sua famiglia mantenne
anche elementi del culto pagano, e il sacrificio animale fu gradualmente sostituito da offerte incruente
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