Eschilo, Sofocle, Euripide, Demostene, Platone e Aristotele continuavano a essere letti, commentati e reinterpretati. Questo modello culturale, pur conservatore, era sorprendentemente efficace:
forniva una base comune di formazione, un linguaggio condiviso e un repertorio di valori che univano élite e funzionari dell’impero