Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Introduzione alla storia bizantina - Coggle Diagram
Introduzione alla storia bizantina
Giovanni V e l’espansione dei Turchi
Con la caduta di Giovanni VI Cantacuzeno restituì il potere al legittimo sovrano, Giovanni V Paleologo
Egli non era in grado di risollevare l’impero e si limitò a reggere uno stato in completa decadenza. Gli Ottomani raggiunsero
intanto una potenza considerevole minacciando Costantinopoli.
Il pericolo della loro espansione fu avvertito anche in Occidente ma le continue rivalità fra le potenze rendevano problematica un’azione comune
L’atteggiamento occidentale nei confronti di Bisanzio cominciò a modificarsi al tempo di Giovanni V e si passò alla consapevolezza di frontiera cristiana svolto dall’impero
Giovanni V rinunciò ad ogni tentativo di ricostruire
una potenza bizantina e si affidò ad un aiuto da parte dell’Occidente e della Serbia, e riprese il progetto di
unificazione religiosa con la chiesa romana
Fece proposte di ampia portata a papa Innocenzo VI in merito alla sottomissione della chiesa greca al primato romano, ma il suo appello fu raccolto molti anni dopo da papa
Urbano V che promosse una crociata da Avignone
Le speranze dell’imperatore andarono però deluse perché
questa crociata si diresse in Egitto. Giovanni V decise allora di chiedere aiuto al re Luigi d’Angiò ma senza esiti
positivi
Le uniche operazioni di successo furono condotte da Amodeo VI, conte di Savoia e cugino dello stesso imperatore. Questi successi non risolsero il problema dell’espansionismo turco
e Giovanni Paleologo decise allora di andare fino in fondo nella politica di riavvicinamento a Roma
Nell’agosto del 1369 lasciò Costantinopoli per andare a Roma dove rinunciò alla religione ortodossa, ma anche questa conversione non portò vantaggi
Andò allora a Venezia, dove propose la cessione dell’isola di Tenedo in cambio di aiuto, ma anche questo tentativo non ebbe esiti favorevoli
Nel 1387 cadde Tessalonica costringendo alla fuga Manuele Paleologo, figlio di Giovanni V. Negli stessi anni l’impero si trovò alle prese di una crisi dinastica
Infatti, Andronico IV, figlio primogenito di Giovanni V, organizzò una congiura assieme ad un principe ottomano ai danni dei loro padri, Giovanni V e il sultano Murad
Andronico fu imprigionato ma fuggì e riuscì ad impadronirsi del potere facendo prigionieri il padre ed il fratello e ordinando l’arresto dei Veneziani. Cedette inoltre l’isola di Tenedo ai Genovesi
Tenedo era stata sino ad allora l’oggetto principale della contesa tra Genovesi e Veneziani. I genovesi non riuscirono comunque ad impadronirsene e la lotta veneto-genovese per la conquista dell’isola finì con la pace di Torino nel 1381
Il governo di Andronico Paleologo non fu duraturo e Giovanni V, insieme al
secondogenito Manuele, riuscirono a deporlo con l’aiuto dei Veneziani e dei Turchi
La caduta dell’impero
Successivamente dopo la morte di Giovanni V, l’espansione ottomana proseguì anche sotto Manuele II Paleologo adopera del sultano Bayadiz
Il territorio di Bisanzio era ormai rappresentato dalla Morea e da Costantinopoli, che fu accerchiata dagli ottomani e potè solo ricevere sporadici rifornimenti da Venezia
Davanti alla progressiva espansione turca, l’Occidente si mosse organizzando una crociata, la crociata di Nicopoli, ma le forze cristiane vennero duramente sconfitte
La situazione per la capitale era disperata e Manuele II chiese aiuto all’Occidente senza però ottenere risposte
Le sue richieste furono però ascoltate dal re di Francia, Carlo VI, che inviò a Costantinopoli una piccola flotta navale comandata da Jean le Meingre che, con l’aiuto del sovrano, riuscì a
rompere il blocco turco della città
Manuele II, guidato dal comandante francese, andò in Italia per chiedere aiuto personalmente. Quando Costantinopoli sembrava essere ormai alla fine, nel 1402 l’esercito ottomano fu
annientato dal capo mongolo Timurlenk (Tamerlano) La potenza ottomana tornò ad essere forte con il sultano Murad II che tornò ad assediare Costantinopoli e nel 1424 l’imperatore fu costretto ad una pace umiliante con la quale si tornava alla sottomissione turca
Il successore di Manuele II, il figlio Giovanni VIII Paleologo, fu il terzo sovrano a recarsi in Occidente. A differenza di Manuele II, decise di giocare la carta della riunificazione religiosa e raggiunse l’Italia con il proposito di convertirsi alla fede romana
L’imperatore portò con se il patriarca Giuseppe II e fu convocato un concilio a Ferrara che si concluse con la proclamazione dell’unione religiosa che però non fu accolta dalla chiesa e dalla popolazione bizantina
L’unica conseguenza politica fu una crociata, la crociata di Varna, promossa dal papa Eugenio IV che si risolse con un clamoroso fallimento. La disfatta di Varna determinò la fine di Bisanzio
Alla morte di Giovanni VIII il suo posto fu preso dal fratello Costantino IX, despota di Morea. Murad II si addentrò in Morea devastandola e imponendo la sua sovranità
L’epilogo dell’impero si ebbe però con l’avvento al potere del sultano Maometto II (il Conquistatore) il quale decise di
conquistare ciò che restava dell’impero
Preparò con cura l’accerchiamento di Costantinopoli prendendo
inizialmente iniziative per intercettare l’arrivo di aiuti esterni e facendo costruire una fortezza sul Bosforo per
impedire a chiunque la navigazione
A questo punto schierò di fronte a Costantinopoli una potente armata e un ampio schieramento di artiglieria. Ancora una volta l’Occidente non accorse in difesa della capitale e così caddero in mano ottomana la Morea e Tresibonda, così come il ducato di Atene
Con la successiva conquista di
Costantinopoli finiva la storia di Bisanzio