Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
MODULO A – LEZIONE 1 – IL DIRECT COSTING - Coggle Diagram
MODULO A – LEZIONE 1 – IL DIRECT COSTING
2. IL METODO DEL DIRECT COSTING
Definizione
Metodo di controllo dei costi che attribuisce agli oggetti di riferimento
solo i costi diretti.
Tipologie di costi
Costi di prodotto
Sono i costi diretti.
Vengono attribuiti ai singoli prodotti.
Costi di periodo
Sono i costi indiretti.
Vengono imputati alla gestione aziendale nel suo complesso.
Margine di contribuzione
Margine di contribuzione di primo livello (MC1)
Formula
:
MC1 = Ricavi di vendita − Costi diretti variabili
Misura la capacità di coprire:
costi diretti fissi
costi indiretti
Margine di contribuzione di secondo livello (MC2)
Formula:
MC2 = MC1 − Costi diretti fissi
Misura la capacità di coprire:
costi indiretti
Utile o perdita
Formula:
Utile/Perdita = MC2 − Costi indiretti
Vantaggi del direct costing
✅ Semplice
✅ Oggettivo
Svantaggi del direct costing
❌ Parziale (non considera i costi indiretti)
❌ Valido soprattutto nel breve periodo
3. DIRECT COSTING E DECISIONI AZIENDALI
Prodotto da promuovere
Occorre valutare:
Margine di contribuzione unitario
Formula:
MC1 unitario = MC1 totale ÷ quantità venduta
Regole
Se l’aumento delle vendite è uguale → promuovere il prodotto con MC1 unitario maggiore.
Se l’aumento delle vendite è diverso → promuovere quello che genera il maggiore incremento di reddito.
Prodotto da eliminare
Se MC1 è negativo
➡ Conviene eliminare il prodotto.
Se MC1 è positivo
Confrontarlo con i costi diretti fissi eliminabili.
MC1 < costi diretti fissi eliminabili → eliminare.
MC1 > costi diretti fissi eliminabili → mantenere.
Ordine aggiuntivo
Senza aumento capacità produttiva
Si considera:
MC1 totale
Con aumento capacità produttiva
Si considera:
MC2 totale
Tra più ordini si sceglie quello con margine maggiore.
Make or Buy
Make = produrre internamente
Buy = acquistare all’esterno
Si confrontano:
Costi cessanti
Costi che scompaiono esternalizzando la produzione.
Costi emergenti
Nuovi costi dovuti all’acquisto esterno.
➡ Conviene l’alternativa con costi minori.
1. I COSTI E LA LORO CLASSIFICAZIONE
Cos’è il costo
Il
costo
è l’onere sostenuto dall’impresa per acquisire e utilizzare i fattori produttivi necessari alla produzione di beni e servizi.
Si distingue tra:
Costo dei fattori produttivi acquisiti
→ contabilità generale.
Costo dei fattori produttivi consumati
→ analisi e controllo dei costi.
Oggetto di riferimento
È l’elemento rispetto al quale si analizzano i costi.
Può essere:
Prodotto/servizio (es. pacchetti turistici)
Attività o processo
(es. prenotazioni, camere, ristorazione)
Cliente
(es. singoli, coppie, famiglie, gruppi)
Classificazione dei costi
A. In base all’oggetto di riferimento
Costi diretti
Riferiti a un solo oggetto.
Attribuibili in modo oggettivo.
Esempio:
materie prime utilizzate per un servizio specifico.
Costi indiretti
Riferiti a più oggetti.
Attribuibili in modo soggettivo tramite criteri di riparto.
Esempio:
costi telefonici di un tour operator.
B. In base alla variabilità rispetto alla produzione
Costi fissi (CF)
Non cambiano al variare della produzione.
Restano costanti entro la capacità produttiva.
Esempio:
ammortamento delle camere di un albergo.
Grafico:
retta orizzontale parallela all’asse delle ascisse.
Costi variabili (CV)
Cambiano al variare della produzione.
Esempio:
provvigioni alle ADV.
Grafico:
retta crescente che parte dall’origine.
Costo totale (CT)
Formula:
CT = CF + CV
Grafico:
retta crescente che parte dall’asse delle ordinate.
C. In base al tempo di riferimento
Costi preventivi
Costi stimati prima della produzione.
Utilizzati per fissare i prezzi.
Costi consuntivi
Costi effettivi rilevati dopo la produzione.
Utilizzati per valutare i risultati economici.