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STRUMENTI E RETE TERRITORIALE - Coggle Diagram
STRUMENTI E RETE TERRITORIALE
ICF E MODELLO BIOPSICOSOCIALE
ICF: classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute pubblicata dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)
si basa sul modello biopsicosociale di Engel
distinzione da modello precedente (biomedico): dicotomia normalità/patologia: salute
corrisponde ad assenza
di malattia
per comprendere la salute e la malattia di una persona fosse necessario integrare i fattori biologici (genetica, biochimica), psicologici (umore, personalità, cognizione) e sociali (contesto culturale, familiare, socio-economico)
non guarda alla malattia ma al funzionamento globale della persona, legato all'ambiente che ne determina differenti livelli di attività e prestazione, Modello di cura: attenzione complessiva alle componenti della salute, mette la persona al centro di tutto nel suo ambiente (persona nella totalità)
ICF
utilizzo: impiego ideale all'interno di un'equipe multidisciplinare dato che crea profilo di salute e disabilità in tutte le aree di vita (non valuta individuo in sè, ma in rapporto dinamico con ambiente)
funzionamento persona secondo 4 dimensioni: partecipazioni ai vari ambiti di vita, corpo (funzioni), attività (semplici, complesse), fattori contestuali (ambiente fisico e sociale)
salute e funzionamento risultante di interazioni tra:
b (body functions): Le Funzioni corporee (es. la memoria, l'attenzione, la forza muscolare).
s (body structures): Le Strutture corporee (es. l'occhio, l'area cerebrale frontale, una gamba).
d (activities and participation): Attività e Partecipazione (es. lavarsi, vestirsi, cucinare, parlare con gli altri, lavorare).
e (environmental factors): Fattori ambientali (es. la presenza di ascensori, farmaci, l'atteggiamento dei familiari, i servizi come il Centro Diurno).
qualificatori icf (performance e capacità possono avere punteggi differenti in base ai facilitatori e quindi performance> capacità= buoni facilitatori ex. centro diurno)
0 = Nessun problema (0-4%)
1 = Problema lieve (5-24%)
2 = Problema medio (25-49%)
3 = Problema grave (50-95%)
4 = Problema completo (96-100%)
ALCUNE TERMINOLOGIE
UVMD
unità valutazione multidimensionali distrettuale-> équipe multidisciplinare dell’ULSS che si riunisce per valutare la situazione complessiva di una persona con disabilità o fragilità e decidere quali servizi o interventi attivare per lei
SVAMDI: strumento di Valutazione Multidimensionale Regionale
scheda di valutazione multidimensionale della disabilità -> È uno strumento standardizzato utilizzato dai servizi sociosanitari (ULSS, cooperative, centri diurni, ecc.) per valutare in modo completo la condizione della persona con disabilità-> analizza i bisogni, le autonomie e le capacità residue della persona con disabilità -> si basa sull' ICF
AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO
tutore legale che aiuta chi ha difficoltà fisiche o mentali a gestire la propria vita e i propri soldi, intervenendo solo dove la persona non ce la fa da sola
solitamente un familiare stretto (caregiver principale che già si occupa dell'utente); se non c'è nessun parente disponibile o se la gestione dei beni è troppo complicata, il Giudice Tutelare nomina un professionista esterno, che di solito è un avvocato o un assistente sociale
EQUIPE MULTIPROFESSIONALE DEL CENTRO DIURNO
CHI: psicologo, operatori socio-sanitari, educatori, assistente sociale
RUOLO DELLO PSICOLOGO:
Integrazione dei dati: Prende le valutazioni clinico-neuropsicologiche e le spiega all'équipe in chiave operativa
Supervisione e supporto metodologico (sostegno): Aiuta l'équipe a gestire le dinamiche relazionali complesse o i comportamenti problema degli utenti, evitando il rischio di burnout degli operatori
Co-progettazione: Collabora attivamente con gli educatori nella stesura e nel monitoraggio dei progetti individualizzati
Supporto ai familiari e agli utenti → partecipa agli incontri con i familiari per spiegare alcune dinamiche degli utenti, ascoltare preoccupazioni e fornire sostegno psicoeducativo
PROGETTI
PRI: Progetto Riabilitativo Individualizzato
Si focalizza sul recupero o mantenimento delle funzioni compromesse: coordinato dallo psicologo
PEI: Progetto Educativo Individualizzato
apprendimento di nuove abilità, l'autonomia relazionale e l'inclusione sociale: attuato dagli educatori
PAI: Piano Assistenziale Individualizzato
documento macroscopico contenitore. Sintetizza tutti gli interventi (sanitari, riabilitativi, educativi e assistenziali) rivolti all'utente nella struttura, definendo anche i tempi, i farmaci e le figure coinvolte. Viene firmato da tutta l'équipe e condiviso con la famiglia/AdS