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Francesco Guicciardini, Ricordi 109 - Coggle Diagram
Francesco Guicciardini, Ricordi 109
Il testo 109 appartiene alla Serie Seconda dei Ricordi e si colloca in una sezione in cui Guicciardini riflette sulla pratica diplomatica, sulla comunicazione politica e sulla gestione del segreto
È vicino ai Ricordi 108 e 110, che affrontano temi affini: la prudenza nel parlare, la difficoltà di giudicare gli uomini, la necessità di adattare la comunicazione alle circostanze
Il testo 109 è uno dei testi più tecnici dell’intera raccolta, perché riguarda direttamente l’arte del governo e della diplomazia, che Guicciardini conosceva per esperienza diretta
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Nel testo 109 dei Ricordi lo stile di Guicciardini è caratterizzato da una prosa analitica, che procede per distinzioni, alternative, contrapposizioni
La struttura del ricordo è costruita come un ragionamento pratico: prima vengono presentate le due strategie opposte, poi vengono analizzati i vantaggi e i rischi di ciascuna
La sintassi è ampia ma controllata: Guicciardini non usa periodi lunghi per ornamento, ma per contenere la complessità del reale
Ogni proposizione aggiunge una sfumatura, un dettaglio, un’eccezione
Il lessico è tecnico, tipico della diplomazia rinascimentale: imbasciadore, segret, simulazione, persuadere, ingannare
È una scrittura che riflette la sua esperienza diretta nella politica: asciutta, prudente, attenta alle conseguenze psicologiche e pratiche delle scelte
Infine, questo testo è costruito come un caso di scuola: non offre una regola, ma mostra perché non può esistere una regola. È un esempio perfetto della sua filosofia della discrezione