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Francesco Guicciardini, Ricordi 33 - Coggle Diagram
Francesco Guicciardini, Ricordi 33
Il testo 33 dei Ricordi appartiene alla prima serie dei Ricordi e si inserisce nel gruppo di testi dedicati alla psicologia umana, in particolare al tema della dissimulazione, della falsità delle apparenze e della difficoltà di conoscere davvero gli uomini
Questo testo è uno dei testi più brevi ma più densi dell’intera raccolta, perché condensa in poche righe un principio fondamentale del pensiero guicciardiniano: gli uomini non sono mai ciò che sembrano
Il ricordo afferma che:
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3. altri, al contrario, nascondono qualità che non appaiono
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Nel testo lo stile di Guicciardini è caratterizzato da una concisione densa, che non riduce la complessità del contenuto ma la concentra in una formula incisiva
La struttura del periodo è costruita su un parallelismo perfetto (“molti sono in superficie quello che non sono in fondo… molti in fondo quello che non paiono in superficie”)
che non è solo una figura retorica, ma un modo per rendere visibile la contraddizione interna dell’animo umano
La prosa è asciutta, priva di ornamenti, ma estremamente precisa: ogni parola è scelta per la sua capacità di cogliere un tratto essenziale della natura umana. L’uso dei termini superficie e fondo non è metaforico, ma concettuale: indica due livelli dell’identità che non coincidono mai perfettamente
La scrittura non cerca effetti emotivi: Guicciardini non vuole persuadere, ma far vedere. La sua è una lingua che registra, con lucidità quasi clinica, la distanza tra ciò che l’uomo è e ciò che appare.
Questa sobrietà stilistica è coerente con la visione pessimistica dell’autore: una prosa che non consola, non moralizza, non giudica, ma analizza
Infine, il ricordo è costruito come una sentenza, ma una sentenza che apre, non chiude: non offre soluzioni, ma invita alla prudenza, alla discrezione, alla consapevolezza della complessità dell’animo umano