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Francesco Guicciardini, Ricordi 30 - Coggle Diagram
Francesco Guicciardini, Ricordi 30
Il 30 testo dei Ricordi si colloca nella sezione dei Ricordi in cui Guicciardini affronta il tema della fortuna, cioè l’insieme degli eventi imprevedibili che condizionano l’agire umano
È vicino al 31 testo dei Ricordi e ad altri ricordi che trattano la stessa materia, formando un nucleo tematico coerente dedicato alla fragilità dell’azione politica e alla limitazione del potere umano
è uno dei testi in cui Guicciardini formula con maggiore chiarezza la sua concezione della storia come campo dominato da forze che sfuggono al controllo dell’uomo
Il testo afferma che:
- la fortuna esercita una potestà grandissima sulle cose umane
- gli eventi subiscono continuamente “grandissimi moti” da accidenti fortuiti
- tali accidenti non possono essere né previsti né evitati
- l’accorgimento e la sollecitudine degli uomini possono moderare molte cose, ma non bastano da sole
- per riuscire nelle imprese è necessaria anche la buona fortuna
Il ricordo è dunque una riflessione sulla sproporzione tra la volontà dell’uomo e la forza degli eventi
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Nel 30 testo dei Ricordi lo stile di Guicciardini è caratterizzato da una sobrietà rigorosa, che riflette la natura aforistica dell’opera ma allo stesso tempo rivela una notevole profondità concettuale
Il periodo è costruito con una progressione logica che procede dall’osservazione empirica alla conclusione generale: prima la constatazione dei “grandissimi moti” prodotti dagli accidenti fortuiti,
poi l’affermazione dell’incapacità dell’uomo di prevederli o evitarli, infine la necessità della buona fortuna
La sintassi è lineare, ma non semplice: ogni proposizione aggiunge un tassello alla dimostrazione, creando un discorso compatto e coerente
Il lessico è attentamente selezionato: parole come potestà, accidenti, moderare, sollecitudine non sono casuali, ma appartengono al vocabolario tecnico della riflessione politica rinascimentale
La sua scrittura è clinica, quasi chirurgica, e riflette un pensiero che non concede nulla all’ottimismo umanistico
Infine, lo stile di questo testo è coerente con la visione pessimistica dell’autore: una scrittura che registra la fragilità dell’uomo di fronte alla fortuna, senza moralismi e senza illusioni. È una prosa che non costruisce sistemi, ma smonta certezze