Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Relazioni tra generazioni, • Ogni atto di ‘genitorialità’ è:, Idea di…
-
-
-
L’insegnante digitale
• L’insegnante riconosce che ci sono opportunità e rischi nel trasmettere le nozioni relative all’alfabetizzazione digitale.
Mette al centro i bambini tramite:
-
-
• Partecipazione: utilizza le tecnologie in classe in modo da contrastare diseguaglianze e favorire l’apprendimento tra pari.
-
-
-
Di fronte a questa ambivalenza, i giovani tendono a reagire come "velisti" o come "surfisti»:
«Il velista sa governare la propria barca, ha una meta specifica (svolge dunque un’azione di controllo e di utilizzo di questo strumento) e segue una rotta, ha gli strumenti tecnici e le nozioni necessarie per fronteggiare le difficoltà della navigazione (potrebbero emergere durante la navigazione).
L’obiettivo dei “velisti” è definire la propria identità, sapendo di avere risorse personali e familiari, disponendo di esempi nei quali credono.
Anche per fare il surfista occorre essere abili, ma si è più dipendenti dalla direzione dell’onda che si sta “cavalcando”.
Se si usa una tavola non adatta a quel tipo di onda, diventa difficile gestire quella dinamica in maniera efficace e si rischia di esserne travolti».
-
La sfida per le istituzioni educative è di sostenere i velisti e al tempo stesso fornire ai surfisti le competenze e l’esperienza per diventare essi stessi velisti.
-
Le esperienze negative su social e app non sono necessariamente legate a un comportamento rischioso, ma alla mancanza di esperienza o all'interazione con certi contenuti.
Comportamenti a rischio
- Cyberbullismo – condivisione di messaggi ostili e ripetuti per infliggere danno ad altri.
Il cyberbullismo parte dagli stessi presupposti del bullismo, poiché aderisce ad una condotta persecutoria ripetuta nel tempo.
-
➢L. 71/2017:
Questa legge ha introdotto la figura del Docente ‘anti-bullo’, a cui ci si dovrà rivolgere nell’ambito di queste problematiche.
- Sexting – invio o ricezione di foto e messaggi personali a sfondo erotico.
TEXTING: INVIO MESSAGGI TESTUALI O CON CONTENUTO MULTIMEDIALE, USANDO LE PIATTAFORME.
-
- Morphing – utilizzo di tecnologie per modificare online il proprio aspetto, che può essere la base per un possibile furto di identità.
- Sfide (challenge) – interazioni basate sul senso di appartenenza a una comunità.
• Le condotte pericolose assumono varie forme:
- Doxing – diffondere foto o informazioni con intenzioni malevole (non sono necessariamente legati a una sfera sessuale o erotica).
- Sovraccarico cognitivo – utilizzo di una tecnologia che può portare ad una dipendenza informativa simile a una ‘bulimia informativa’ (causa: sovraccarico personale di contenuti - può generare depressione se di tipo "negativo").
- Shopping compulsivo – acquisti irresistibili che, se ripetuti, portano a disagio e ansia.
• Algorithmic literacy:
abilità di comprendere come gli algoritmi condizionano contenuto, decisioni e risultati delle nostre ricerche online.
-
-
-
➢Sperimentare con approcci innovativi, inclusi giochi (gamification).
Il caso australiano
-
• Nel 2024 il parlamento australiano ha approvato una legge che vieta l’apertura di profili social agli under-16 (individui sotto i 16 anni).
• Le piattaforme sono responsabili della verifica dell’età e possono essere multate fino a 50 milioni di dollari se non eseguono il loro compito.
• App di messaging, gaming, e siti che forniscono contenuti educativi verranno esentati da quest’obbligo.
• L’età può essere verificata con documenti, riconoscimento facciale, e sistemi di IA che analizzano certi movimenti.
• L’Eccessiva attenzione allo ‘screen time’ contrasta con la mediazione della quotidianità delle famiglie da parte delle piattaforme digitali:
- Internamente: uso di apps per comunicare e gestire tempo e risorse nella famiglia (baby apps).
- Esternamente: questo tipo di tecnologia si è infiltrata in tutta una serie di comunicazioni che la famiglia ha con istituzioni (scuola), comunità, servizi, ecc.
➢Le piattaforme richiedono negoziazione, in particolare quella tra generazioni diverse di genitori e di figli, e la revisione di norme consolidate. Tutto questo viene messo in discussione da parte dell’utilizzo delle piattaforme.
SCREEN TIME
-
• Da un certo punto di vista, è un modo per interpretare un utilizzo immediato e misurabile.
Dall’altro, consistere troppo sullo screen time diventa una fonte di conflitto tra generazioni, perché è percepito immediatamente dai più giovani.
• L’utilizzo eccessivo dello ‘Screen time’ costringe i genitori ad assumere il ruolo di ‘poliziotti’ (si assicurano che il tempo di utilizzo concordato venga rispettato dai figli).
-
-
Le app:
- Ci rendono liberi di esplorare nuove direzioni;
- Possono trasformarci in abili pantofolai incapaci di porre nuove domande.
-
GENERAZIONE DIGITALE
Bambini e ragazzi nati nel terzo millennio sono dotati di naturali e innate capacità per operare negli ambienti digitali.
Le scelte che stiamo facendo ora (come educatori, come genitori o come sviluppatori di tecnologie) regoleranno il modo in cui i nostri figli e nipoti vivranno la loro vita.
E’ ASSOLUTAMENTE ESSENZIALE SAPER COMUNICARE E IMPARTIRE COMPETENZE ESSENZIALI PER POTER PARTECIPARE ATTIVAMENTE ALLA VITA SOCIALE E ALL’AMBITO DIGITALE.
Nozione tanto diffusa quanto contestata:
Le critiche sottolineano che non c’è necessariamente una capacità innata, da parte dei giovani, di saper utilizzare queste tecnologie in maniera efficace.
Le nozioni dell’alfabetizzazione dovrebbero esser impartite a queste tecnologie ad un approccio più critico, rispetto a chi le ha incontrate per la prima volta in età adulta.
-
Web Reputation
insieme di tutte le azioni digitali (espressive e relazionali) che compongono l’esperienza online dei minori e coinvolgono:
• Sfera privata (ha delle implicazioni per quanto riguarda la privacy e l’utilizzo dei dati personali).
-
-
-
-
• I giovani hanno una predisposizione alla socievolezza in rete che, se da un lato può rappresentare un’opportunità per coltivare nuovi legami e interessi, dall’altro può diventare un fattore di rischio per potenziali esperienze indesiderate o pericolose.
• Le pratiche di virtual togetherness possono trasformarsi in pratiche di risky communication, ossia azioni comunicative che espongono i ragazzi a possibili rischi online (cyberbullismo, sexting, violazioni della privacy e abuso di dati personali).
• Studiosi come Sonia Livingstone e David Buckingham si sono dedicati allo studio e all’utilizzo delle nuove tecnologie, da parte di bambini e giovani, in un contesto di opportunità rischiose.
L’ambivalenza è ineliminabile, quindi va navigata e affrontata per forza, in modo che:
• I bambini e i loro diritti devono essere messi al centro, ascoltandoli.
• Renderli consapevoli dei rischi e dare loro gli strumenti necessari per poter gestire le diverse situazioni che gli si possono presentare online.
Questo porta lo sviluppo di una serie di raccomandazioni che coinvolgono: Patchwork di alfabetizzazione, media education, INTERVENTO da parte della scuola e della famiglia, e l'impegno delle istituzioni (al fine di voler mettere i bambini e i giovani nella posizione di poter cogliere queste opportunità online).
-
Regolamentazione
Funziona perché le aziende digitali tendono a rispondere: 128 cambiamenti nei prodotti utilizzati dai giovani: Google o TikTok.
• Le piattaforme digitali hanno la tendenza a implementare soluzioni che richiedono controllo dei genitori.
• Limiti di età – in Italia 14 anni, ma 13 anni sono una soglia sostenuta dalle piattaforme stesse.
• Secondo Jonathan Haidt, 13 anni sono troppo pochi per l’uso pienamente consapevole di questi strumenti.