Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
Capitolo VII del Principe: De’ principati nuovi che s’acquistano con le…
Capitolo VII del Principe:
De’ principati nuovi che s’acquistano con le armi e fortuna di altri
Il
Capitolo VII si collega direttamente al Capitolo VI. Nel Capitolo VI Machiavelli aveva analizzato i principi che conquistano il potere grazie alla propria virtù e alle proprie forze
Nel
Capitolo VII passa invece alla situazione opposta: che cosa succede quando un uomo diventa principe non grazie alle proprie capacità, ma grazie alla fortuna e alle armi altrui
Qui ci troviamo ancora
nella prima parte dell'opera, dedicata ai principati nuovi
Ci sono
uomini che diventano principi:
1. grazie alle proprie capacità
2. grazie alla fortuna e all'aiuto di altri
Machiavelli parte da una distinzione fondamentale
Secondo Machiavelli,
chi conquista il potere grazie alla fortuna incontra poche difficoltà all'inizio, ma moltissime dopo
. Infatti r
icevere uno Stato è relativamente facile; conservarlo è molto più difficile
Il vero problema del capitolo è quindi:
"come trasformare un potere ricevuto dalla fortuna in un potere stabile e autonomo"
Machiavelli
vuole dimostrare che la fortuna da sola non basta
La fortuna può offrire un'occasione, ma senza capacità politica il principe perderà rapidamente ciò che ha ottenuto
Per questo motivo
introduce una delle idee più importanti dell'intera opera:
la fortuna offre l'occasione
la virtù permette di conservarla
Questa è una delle
formulazioni più chiare del rapporto tra virtù e fortuna, che tornerà più volte nel Principe
La
figura centrale del Capitolo VII è Cesare Borgia. Per Machiavelli rappresenta il miglior esempio possibile di un principe che ha ricevuto il potere grazie alla fortuna, ma che ha cercato di consolidarlo attraverso la propria capacità politica
Cesare Borgia
deve la sua ascesa soprattutto al padre, papa Papa Alessandro VI. Senza il sostegno del papa non avrebbe ottenuto i territori e il potere che possedeva
Tuttavia
non si limita a godere dei vantaggi ricevuti. Capisce che dipendere dagli altri è pericoloso e inizia a costruire basi più solide per il proprio dominio
Secondo Machiavelli,
il duca compie una serie di mosse politiche molto intelligenti:
1. Consolida il controllo della Romagna
Cesare interviene per rafforzare il governo e rendere il potere più efficace
La Romagna era considerata una regione politicamente instabile e attraversata da continue lotte
Dopo aver conquistato il territorio, cerca di imporre ordine e stabilità
2. Riduce la dipendenza dagli altri
All'inizio dipende:
dalla fortuna
dal padre
dall'appoggio francese
dalle armi di altri signori
Progressivamente cerca però di liberarsi da queste dipendenze
3. Elimina i nemici interni
Comprende che
le grandi famiglie aristocratiche, in particolare Orsini e Colonna, rappresentano una minaccia
Per questo
cerca di dividerle, indebolirle e neutralizzarle
4. Costruisce un potere personale
Il suo obiettivo
è trasformare un potere ricevuto dalla fortuna in un potere fondato sulla propria forza politica
È proprio questo passaggio che Machiavelli ammira maggiormente
In questo capitolo si trova
uno dei punti più interessanti
Machiavelli ritiene che
il duca abbia fatto quasi tutto correttamente. Il suo fallimento non dipende principalmente da errori politici
Avviene perché
intervengono eventi straordinari:
1. la morte di Alessandro VI
2. la malattia dello stesso Cesare Borgia
Quando il papa muore, il duca non ha ancora completato il consolidamento del proprio Stato
Inoltre è gravemente malato e non riesce a reagire efficacemente alla nuova situazione politica
Machiavelli non ammira Cesare Borgia perché lo considera moralmente buono
Lo ammira perché lo considera un esempio straordinario di capacità politica
Infatti scrive che
non saprebbe rimproverargli nulla e lo propone come modello per coloro che diventano principi grazie alla fortuna e alle armi altrui
Il Capitolo VII introduce alcuni nuclei fondamentali dell'opera:
Virtù e fortuna; la fortuna offre le occasioni
La virtù permette di sfruttarle
Autonomia del potere; un principe deve cercare di dipendere il meno possibile dagli altri
Importanza delle proprie forze; chi si basa esclusivamente sugli aiuti esterni costruisce un potere fragile
Realismo politico; le azioni vengono giudicate per la loro efficacia politica e non per la loro moralità
Anche in questo capitolo
ritroviamo le caratteristiche tipiche della scrittura machiavelliana
Invece di esporre una teoria astratta, Machiavelli costruisce il ragionamento attorno al caso concreto di Cesare Borgia
.
L'esempio storico diventa così
una prova pratica delle sue idee politiche
L'
elemento fondamentale è ancora una volta l'uso dell'exemplum storico. Cesare Borgia non è un semplice personaggio storico, ma diventa il modello attraverso cui Machiavelli dimostra la propria teoria politica