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La sociologia in Italia agli inizi del XX secolo - Coggle Diagram
La sociologia in Italia agli inizi del XX secolo
La sociologia italiana nasce a fine Ottocento dalle inchieste sociali e dal positivismo (nel 1896 nasce la Rivista italiana di sociologia). Negli anni Venti subisce un congelamento dovuto al fascismo e all'influenza culturale del filosofo Benedetto Croce, il quale considerava la sociologia una "pseudoscienza" incapace di comprendere la vera storicità umana.
Vilfredo Pareto
Passato dall'economia alla sociologia, Pareto pubblica il Trattato di sociologia generale (1916-1919). Il suo metodo non è empirico, ma logico-sperimentale, basato sull'idea di sistema (società come insieme di elementi interdipendenti).
Azione logica vs non logica: L'economia studia le azioni logiche (mezzi adeguati al fine). La sociologia studia le azioni non logiche, dettate da passioni e sentimenti.
I residui: Sono i fondamenti non logici (impulsi, istinti) del comportamento umano. Pareto ne individua 6 tipi (tra cui l'istinto alla combinazione e la socialità).
Le derivazioni: Poiché gli uomini tendono ad autoingannarsi dando una "vernice logica" alle proprie azioni, creano le derivazioni, ossia giustificazioni pseudorazionali che occultano gli impulsi reali.
Le teorie delle élite
Sviluppate da Mosca, Pareto e Michels, queste teorie criticano il reale funzionamento delle democrazie rappresentative, dimostrando che a governare è sempre una piccola minoranza (élite). È una posizione conservatrice ma liberale (pluralismo dei poteri).
Il problema principale è il ricambio delle élite: se una società non sa sostituire i governanti con i più adatti, va incontro alla stagnazione.
Robert Michels e la "legge di ferro dell'oligarchia": Ogni organizzazione complessa (come i partiti politici) sviluppa inevitabilmente un'oligarchia di funzionari che cura i propri interessi a scapito di quelli della base.
Il Fascismo e il concetto di Massa
La sinistra vede la massa positivamente (lavoratori da organizzare ed educare).
Tra fine Ottocento e inizio Novecento emerge la folla/massa, caratterizzata da un comportamento irrazionale e dalla perdita di autonomia dei singoli.
Il fascismo (al potere dal 1922, dittatura dal 1925) sfrutta le masse per ottenere consenso attraverso un legame emotivo e propagandistico tra leader e popolo.
Il fascismo presuppone e riproduce la massa, poiché richiede che i singoli rinuncino alla propria individualità per identificarsi nel capo.
Antonio Gramsci
Teorico comunista, arrestato dal fascismo, scrive in carcere i Quaderni del carcere, rielaborando il marxismo attraverso tre concetti speculari:
Fordismo: Organizzazione scientifica del lavoro (Taylorismo, catena di montaggio) unita ad alti salari. Questo aumenta la produttività e crea consumatori, ma "addomestica" la classe operaia riducendone la spinta rivoluzionaria.
Egemonia: La capacità della classe dominante di imporre la propria cultura e i propri valori alle classi subalterne, ottenendo consenso senza coercizione. Per fare la rivoluzione serve un'egemonia alternativa.
Società civile: Lo spazio tra famiglia e Stato (chiese, scuole, sindacati) in cui si combatte la lotta culturale per l'egemonia.