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Giovanni Verga, (Il Verismo italiano nasce prendendo spunto dal…
Giovanni Verga
Chi era
Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840 da una famiglia ricca e nobile. Da giovane crede molto nel Risorgimento e spera che l'Unità d'Italia porti un cambiamento positivo. Ben presto, però, rimane profondamente deluso dalla realtà del nuovo Stato italiano, che ignora i problemi del Sud.
Per fare il salto di qualità come scrittore, lascia la Sicilia e si trasferisce al Nord: prima a Firenze e poi a Milano, che all'epoca era la città culturale più viva d'Italia. Lì frequenta i salotti letterari e scopre le nuove correnti europee. Negli ultimi anni della sua vita torna a Catania, dove muore nel 1922.
Conclusioni
La delusione: Ha visto l'Unità d'Italia, ma ha capito che per i poveri e per il Sud non è cambiato nulla. Questo lo porterà a essere molto pessimista.
Il viaggio: Viaggiare al Nord gli serve per capire come funziona la società moderna, industriale e borghese.
Il ritorno alle origini: Anche se vive a Milano, il successo arriverà quando deciderà di ambientare le sue storie in Sicilia, parlando della sua terra.
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Il Verismo italiano nasce prendendo spunto dal Naturalismo francese, guidato dallo scrittore Émile Zola. Tuttavia, tra i due c'è una differenza fondamentale
Émile Zola (Naturalismo) è OTTIMISTA: Racconta le miserie degli operai di Parigi perché crede che la letteratura sia come un esperimento scientifico. Mostrando i problemi della società, la politica può intervenire per risolverli e migliorare le cose.
Giovanni Verga (Verismo) è PESSIMISTA: Racconta le miserie dei pescatori e dei contadini del Sud Italia, ma è convinto che la realtà non si possa cambiare. Per Verga la vita è una lotta spietata dove vince sempre il più forte: la letteratura non può guarire i mali del mondo, può solo fotografarli in modo distaccato.
Zola descrive il male della società per curarlo (come un medico). Verga descrive il male della società perché è una legge di natura inevitabile che l'uomo non può cambiare.
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