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Le origini della sociologia americana - Coggle Diagram
Le origini della sociologia americana
Thorstein Veblen (Teoria della classe agiata)
Consumo vistoso: consumo non finalizzato a soddisfare i bisogni materiali.
Ostentazione: lo scopo principale è mostrare pubblicamente la propria ricchezza.
William Sumner (Costumi di gruppo)
Etnocentrismo: introduce per la prima volta questo concetto.
Privilegio di gruppo: tendenza a considerare i propri costumi e valori come superiori, svalutando o relativizzando quelli degli altri.
La Prima Grande Scuola Americana (Scuola di Chicago)
Temi principali: focus sulla disgregazione sociale, sulla devianza e sulle applicazioni sociali.
Assenza di lotta di classe: le disuguaglianze non hanno prodotto una forte lotta di classe a causa delle difficoltà nel creare una solidarietà duratura tra lavoratori di provenienze diverse.
Cooley (L'Io riflesso e l'organizzazione sociale)
Gruppo primario e secondario: distinzione fondamentale per la ricerca sociologica.
Immagine di sé: studio dei processi attraverso cui l'individuo costruisce la propria identità specchiandosi negli altri.
La scuola di Chicago 1892
Contesto: Si formò un gruppo di insegnanti e ricercatori interessati ai problemi sociali sotto la guida del direttore Small.
Robert Park: Figura centrale che spinse verso la ricerca empirica sul campo.
Temi di ricerca: Studi sui vagabondi (hobo), sulle bande di giovani e sulle subculture.
Metodi di ricerca: Combinazione di osservazione partecipante e immersione parziale del ricercatore sul campo per lunghi periodi.
L'Approccio Ecologico e Urbano
Oggetto unificante: Lo studio della città.
Rapporto ecologico: Il comportamento dei gruppi nello spazio urbano viene concepito secondo un modello naturalistico, prestando attenzione ai contesti fisici in cui si manifesta.
Opere chiave citate:
"La città" (1925).
"Storia della stampa quotidiana primissime manifestazioni".
Media e modernizzazione: I mezzi di comunicazione di massa sono visti come parte costitutiva dei processi di modernizzazione per favorire l'integrazione sociale.
Critiche alla Scuola di Chicago
Mancanza di teoria generale: La teoria sociologica non è vista come un sistema chiuso, ma come un insieme di concetti operativi per orientare la ricerca.
Limite: La scuola venne criticata in seguito (in particolare Park) per l'assenza dell'ambizione di costruire un sistema teorico generale e per la mancanza di una teoria solida.
La Città
Distanza sociale: Tende ad esprimersi e manifestarsi come distanza territoriale.
Disorganizzazione sociale:
Si presenta in modo endemico in ogni processo di mutamento.
Aree naturali:
Aree geografiche nelle quali la popolazione di una città tende a distribuirsi spontaneamente.
Si basano sull'idea della differenziazione dei territori urbani.
Nella città moderna, lo sviluppo tende a seguire uno schema generale ben definito.
È intesa solo come un momento di transizione che preannuncia una nuova organizzazione.
Al suo stabilizzarsi: Corrisponde all'incapacità dell'ambiente sociale di fornire risorse sufficienti per soddisfare i propri bisogni.
Mobilità (A partire dal secondo dopoguerra)
Ricerca empirica: In questi termini, il concetto dà luogo a specifiche indagini e ricerche sul campo.
Duplice approccio: Le ricerche si concentrano da un lato sulla mobilità geografica (spostamento sul territorio) e dall'altro sulla mobilità sociale.
Mobilità sociale: Intesa come la possibilità che hanno gli individui appartenenti a strati diversi di salire o di scendere socialmente.
La terminologia di Park e della Scuola di Chicago:
Si tratta di una parola dai significati molto ampi.
In questo contesto, la mobilità non è solo lo spostamento geografico o sociale, ma indica anche la vivacità spirituale che consegue all'esposizione a nuovi stimoli.
George H. Mead
Per Mead il sé è composto da due aspetti:
Io (I): la parte spontanea, creativa e attiva del soggetto.
Me (Me): l’immagine di sé costruita attraverso il modo in cui gli altri ci vedono e ci descrivono.
L’essere umano è capace di riflettere su se stesso e di diventare oggetto della propria riflessione. Questa capacità è resa possibile dal linguaggio, un sistema di segni condivisi che permette la comunicazione e la costruzione dell’identità.
George H. Mead è considerato il padre dell’interazionismo simbolico, anche se lui si collocava nella corrente del pragmatismo. Al centro delle sue ricerche vi è la formazione del sé, che non è qualcosa di innato o spirituale, ma nasce e si sviluppa attraverso l’interazione sociale.
La socializzazione è il processo attraverso cui una persona interiorizza le opinioni, le aspettative e le definizioni che gli altri hanno di lei. Tuttavia, l’“Io” mantiene sempre la capacità di prendere le distanze da queste definizioni e di criticarle.
Poiché il linguaggio è un prodotto sociale, anche il sé ha un’origine sociale: l’individuo sviluppa la propria identità grazie ai rapporti con gli altri e all’appartenenza a una comunità.
Per Mead, quindi, un individuo diventa veramente autonomo quando riesce a confrontare le aspettative sociali con la propria unicità, costruendo una personalità originale pur restando inserito nella società.