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Italia e il Radical Design - Coggle Diagram
Italia e il Radical Design
anni 60
esiste ancora una netta distanza tra cultura progettuale e consumatori
design puntando su nuovi
materiali, come le
plastiche
promettono una produzione più ampia e accessibile
principali centri di questa trasformazione sono
Firenze
e
Torino
designer radicali
definiscono “operatori
culturali” e sviluppano un approccio critico, influenzato dalla Pop Art
Nascono così gruppi come
Archizoom Associati
e
Superstudio
elaborano visioni utopiche e provocatorie
come la No-Stop City o
il Monumento Continuo
si sviluppano esperienze ibride tra arte, design e performance
Grazie alla collaborazione con imprenditori innovativi
Aurelio Zanotta
Sergio Camilli
qst idee trovano anche applicazione industriale
Nascono arredi iconici
non più tipologie rigide, ma “sedute” flessibili
adattabili al corpo e agli spazi
Sacco
Blow
Superonda
estetica Pop
si manifesta in oggetti iconici e simbolici
seduta Joe
guantone da baseball
interni diventano open space flessibili, dove gli oggetti sostituiscono le strutture architettoniche tradizionali
consacrata con la mostra:
The New Domestic Landscape
design italiano= avanguardia globale
anni 60-70
afferma una nuova stagione
definita dei
“nuovi classici"
equilibrio tra innovazione, qualità formale e funzionalità
Maestri del design
coniugare le tipologie tradizionali con le sperimentazioni più recenti
poliuretano espanso
settore degli imbottiti
truciolare
diffusione dei mobili componibili
plastiche
offrire nuove possibilità espressive
Molti protagonisti provengono dall’architettura
Angelo Mangiarotti
approccio attento ai materiali e ai processi produttivi
aziende
Cassina
Dino Gavina
promuovono nuovi designer e riedizione dei grandi classici del Movimento Moderno
prodotti più significativi:
imbottiti
divano Maralunga di Vico Magistretti
Le Bambole di
Mario Bellini
Lombrico di Marco Zanuso
illuminazione
Eclisse di Magistretti
Pipistrello di Gae Aulenti
Tizio di Richard Sapper
Arco, Toio e Taccia di Castiglioni
oggetti di uso comune
Bruno Munari, Enzo Mari e Roberto Sambonet
progettano prodotti essenziali, funzionali e concettualmente innovativi