La norma diceva che, se il datore di lavoro concedeva spontaneamente alcuni benefici ai dipendenti (ad esempio borse di studio, assistenza, servizi sociali, ecc.) tramite atti liberali (cioè senza esservi obbligato da legge o contratto), poteva ottenere un vantaggio fiscale.
Il problema era che questo vantaggio era molto piccolo perché il datore poteva dedurre dal proprio reddito d'impresa solo una quota limitata: massimo il 5 per mille delle spese per il personale (0,5%).