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LA PERSONALITA’ E DISTURBI ASSOCIATI - Coggle Diagram
LA PERSONALITA’ E DISTURBI ASSOCIATI
Un disturbo di personalità è caratterizzato da un modo di pensare, sentire e comportarsi che si discosta significativamente dalle
aspettative culturali dell'individuo. Questi disturbi si manifestano in vari ambiti, inclusi i pensieri, i sentimenti, le relazioni interpersonali
e la capacità di controllare il proprio comportamento. Il modello di personalità è rigido e si presenta in molteplici situazioni portando
spesso a un disagio significativo o a difficoltà nel funzionamento quotidiano. È importante notare che il comportamento maladattivo
ha una lunga storia nella vita della persona e non deve essere attribuibile a fattori esterni come l'abuso di sostanze, la terapia
o una condizione medica. Per diagnosticare un disturbo di personalità, è fondamentale che i tratti siano maladattativi
causando distress o danno funzionale al soggetto. Inoltre, è necessario valutare la persona in vari contesti per ottenere
un quadro globale, poiché spesso le persone con disturbi di personalità non cercano terapia e possono non essere collaborativi
È anche possibile che un individuo presenti un disturbo dell'Asse I, un altro disturbo di personalità o caratteristiche
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Personalità, temperamento e carattere:
Il termine "personalità" ha origine dal sostantivo latino "persona", che significa "maschera" e si riferisce inizialmente a ciò che un
attore rappresentava in scena. Con il tempo, il significato di questo termine si è ampliato, includendo ciò che si trova
dietro la maschera, ovvero l'essenza dell'individuo. Gordon Allport ha definito la personalità come il modello che ciascuna persona, in
quanto essere pensante, sviluppa come modalità di interazione con i tratti di cui è dotata, i contesti sociali con cui entra in contatto e le esperienze della sua vita
Il
temperamento
, d'altra parte, può essere considerato il substrato biologico del funzionamento psichico. Esso
rappresenta la predisposizione verso determinate attività o emozioni, connotando aspetti più stabili della personalità
che sono già presenti dalla nascita e che hanno una componente ereditaria. Il
carattere
si sviluppa sulla base del temperamento
e delle interazioni con l'ambiente, plasmando ulteriormente l'individuo in risposta alle esperienze vissute. In questo modo, la personalità si
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Nel 1800, i disturbi di personalità venivano identificati con il fenotipo del “sociopatico”, il cui comportamento era sistematicamente
in contrasto con le norme sociali. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 nascono le prime ipotesi eziopatogenetiche:
secondo il modello psicoanalitico classico, i disturbi di personalità dipenderebbero da un arresto del normale sviluppo psicosessuale
del bambino. Secondo i teorici della relazione con l’oggetto, la causa andrebbe ricercata in una relazione disturbata con
le figure di attaccamento. Nel 1900 iniziano i primi tentativi di classificazione. Kraepelin considera i disturbi di personalità
come forme latenti di manifestazioni psicotiche. Egli si dedicò soprattutto alla sintomatologia e, in particolare, alla
dimensione nosografico-descrittiva, intendendo così la malattia mentale come un’entità clinica. Freud delinea le
caratteristiche personologiche associate all’isteria, mentre Bleuler propone, in contrasto con Kraepelin, una visione
più psicologica in cui viene affermato il criterio di comprensibilità dei sintomi all’interno di un quadro organico dinamico della
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John Bowlby ha descritto nelle sue opere la teoria dell'attaccamento, proponendo che i bambini abbiano un'innata tendenza a cercare
vicinanza e protezione da una figura di riferimento o di accudimento in situazioni di difficoltà emotiva. Questa
tendenza rappresenta un bisogno primario che si concretizza nella ricerca della madre, non solo per ricevere nutrimento,
ma anche amore e calore. La figura di attaccamento è fondamentale, poiché, una volta riconosciuta e interiorizzata
consente al bambino di allontanarsi per esplorare il mondo, sapendo di avere una base sicura dalla quale partire e a cui tornare. Quando
l'attaccamento non è sicuro, il bambino può presentare difficoltà nell'allontanarsi dalla madre o dal caregiver
impedendogli di esplorare il mondo con gioia e serenità. Si possono così manifestare precocemente problemi di separazione
vicinanza e differenziazione. Per quanto riguarda lo sviluppo della personalità, la teoria di Bowlby sull'attaccamento
influisce sul bambino in due modi specifici: innanzitutto, lo stile di attaccamento infantile dipende principalmente
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In presenza di alterazioni negli stili di attaccamento, possono emergere uno o più disturbi di personalità
I quattro principali tipi di attaccamento sono:
1 l’attaccamento sicuro:
in cui l'individuo ha fiducia che la figura di attaccamento fornirà aiuto e comprensione in situazioni difficili
2 l'attaccamento insicuro-ambivalente:
in cui il bambino non è certo di ricevere supporto e sviluppa angoscia di separazione
tendendo ad aggrapparsi e provando ansia nell'esplorazione
3 l'attaccamento insicuro-evitante:
in cui il bambino si aspetta rifiuto quando chiede aiuto e cerca di vivere senza ricorrere agli affetti altrui
4 l'attaccamento insicuro-disorganizzato:
in cui il bambino mostra comportamenti ambivalenti e incoerenti, non riconducibili a nessuno degli altri stili di attaccamento
Teoria biosociale unificata di personalità – Cloninger:
Secondo C. Robert Cloninger, psichiatra e genetista americano, la personalità è il risultato dell'unione di
elementi di tipo eredo-costituzionale, che costituiscono la base biologica e sono definiti "temperamento", e di
elementi acquisiti, derivati dall'apprendimento e dai rapporti interpersonali, noti come "carattere"
Questi due aspetti si combinano per formare la personalità complessiva di un individuo
Tipologie di temperamento:
Depressivo o Distimico:
tristezza, isolamento, frustrazione, scarsa fiducia in se stessi, pessimismo
Ipertimico:
intraprendente, attivo, ottimista, infaticabile, estroverso, socievole
Ciclotimico:
tono affettivo fluttuante, indipendentemente dagli stimoli esterni
Irritabile o Disforico:
irascibile, insofferente, insoddisfatto, con reazioni di rabbia
Cloninger distingue quattro dimensioni del temperamento, ciascuna delle quali è collegata a specifici sistemi neurochimici e comportamentali
Riricerca di novità:
è legata al sistema dopaminergico e si manifesta attraverso l'attività esplorativa e l'impulsività decisionale. Quando questa
dimensione è alta, il soggetto tende a essere esplorativo, impulsivo e persino stravagante, ma può anche risultare
irritabile. Al contrario, una bassa ricerca di novità porta a un comportamento più riservato, riflessivo e stoico.
Queste dimensioni del temperamento forniscono una comprensione profonda
delle differenze individuali nel comportamento e nelle reazioni emotive
Evitamento del danno:
associato al sistema serotoninergico, rappresenta la tendenza a inibire il comportamento e a evitare situazioni
potenzialmente rischiose. Le persone con un alto livello di evitamento del danno possono apparire pessimiste
timorose e facilmente stancabili, mentre quelle con un livello basso tendono a essere ottimiste, coraggiose ed energiche
Dipendenza dalla ricompensa:
connessa al sistema noradrenergico, si caratterizza per un comportamento abitudinario e una forte tendenza
al sentimentalismo e all'attaccamento sociale. In questo caso, chi ha un alto livello di dipendenza dalla ricompensa
è spesso affettuoso e dipendente dagli altri, mentre chi ha un livello basso può sembrare indifferente e distaccato
Persistenza:
riflette la capacità di perseverare e mantenere la determinazione nonostante le frustrazioni. Un alto livello di persistenza è indice
di ambizione e perfezionismo, rendendo l'individuo diligente e determinato. D'altra parte, una bassa persistenza
può manifestarsi in comportamenti più pigri, con una maggiore facilità a cedere o a essere inconcludenti
Cloninger distingue anche tre dimensioni del carattere, ognuna delle quali riflette aspetti fondamentali della personalità umana
Autodirettività:
è un indicatore di maturità e forza, rappresentando la capacità di autosufficienza, responsabilità e propositività. Essa riflette
come un individuo possa modificare il proprio comportamento in base alle scelte personali e agli obiettivi. Quando
è alta, la persona tende a essere responsabile, propositiva, ricca di risorse e disciplinata, accettando se stessa
Al contrario, quando è bassa può portare a colpevolizzare gli altri, a una mancanza di scopi, e a comportamenti inefficaci e indisciplinati
Cooperazione:
capacità di identificarsi e accettare gli altri, mostrando empatia, tolleranza e disponibilità a supportare gli altri
Un alto livello di cooperazione si traduce in una persona ragionevole, empatica, compassionevole e dotata di
buoni principi, sempre pronta ad aiutare gli altri. Invece, un basso livello può manifestarsi in atteggiamenti intolleranti, insensibili, ostili e opportunisti
Autotrascendenza:
è indice di creatività, altruismo e spiritualità. Essa segnala la capacità di godere delle proprie attività senza la necessità di
conoscerne il risultato o di controllarle. Nelle società occidentali, questa dimensione può essere vista anche in modo critico, come
una forma di pensiero magico o idealismo. Un alto livello si manifesta in persone con un buon giudizio, idealiste e fedeli
mentre un basso livello può condurre a comportamenti repressivi, pratici e scettici, con una visione più materialista della vita.