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la digitalizzazione dei media analogici - Coggle Diagram
la digitalizzazione dei media analogici
5.1 Due logiche di fondo: l’intermedialità e la dialettica tra
trasformazione/continuità
I singoli media che abbiamo ereditato dall’era analogica sono evoluti in direzione di un
ambiente mediale digitale sempre più integrato e intrecciato,
contenuti che sono rimasti per decenni legati
prevalentemente al cinema o alla televisione, con il processo di digitalizzazione hanno iniziato ad attraversare in modo sempre più disinvolto differenti dispositivi, mercati e
linguaggi mediali.
Tutto ciò ci permette di osservare che il processo di digitalizzazione ha rappresentato
piuttosto l’occasione per un rimescolamento dei confini tecnici, sociali e culturali
5.2 La musica: compact disc, MP3 e streaming online
la digitalizzazione di questo settore inizia
almeno nei tardi anni 70. Fu infatti nel 1979 che venne presentato il primo lettore di compact disc
un riproduttore musicale basato sull’uso della tecnologia laser, capace di
leggere un disco ottico contenente un segnale audio codificato proprio in formato digitale.
il CD rappresentò a pieno la logica della continuità
nel passaggio da analogico a digitale perché, pur utilizzando tecnologie digitali, replicò le
dinamiche produttive, distributive e di consumo del mercato della musica tradizionle
il CD nasceva dallo sforzo congiunto di due grandi
multinazionali, Sony e Philips, che erano da decenni punti di riferimento sia nella manifattura dei lettori musicali, sia nella produzione dei contenuti attraverso le proprie
divisioni discografiche.
il
compact disc non trasformò il contesto in cui venne adottato.
TUTTAVIA Il CD entrò in crisi, a partire dall’affermarsi di un nuovo paradigma di circolazione
della musica, anch’esso basato sul digitale, ma dalle implicazioni radicalmente differenti.
il formato digitale compresso MP3
l’MP3 nacque come l’esito di un complesso lavoro di negoziazione che coinvolse due settori:
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Nei primi anni esso iniziò a diffondersi quasi unicamente attraverso progetti amatoriali o
grazie ai servizi on line che cercavano di ottenere visibilità su internet.
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i sistemi di scambio di musica basati sul modello peer-to-peer
Un secondo elemento cruciale nella trasformazione della circolazione musicale fu la
diffusione dei sistemi di file sharing, basati sul modello di scambio peer-to-peer.
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i dispositivi portatili per ascoltare la musica e in particolare iPod
iPod fu il primo lettore MP3 capace di contenere al proprio interno un migliaio di canzoni,
che erano gestibili attraverso un’interfaccia facile da usare e un sistema di sincronizzazione intuitivo
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Nell’evoluzione della musica digitale, si presenta la duplice e intrecciata dicotomia tra
trasformazione e continuità:
● da un lato, una rivoluzione dei meccanismi distributivi e dei modelli di consumo
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5.3 La stampa: libri e giornalismo tra carta e digitale
uno dei settori mediali più longevi e relativamente stabili nel corso
degli oltre cinque secoli della propria storia.Nonostante tale longevità, la digitalizzazione ha
avuto un impatto anche sulle pratiche legate alla stampa.
Si possono individuare quattro fasi nell’evoluzione del processo di digitalizzazione del
medium della stampa:
1.Tra anni 60 e la fine degli anni 70 del Novecento → la precoce fase della
digitalizzazione della stampa ha coinciso con la diffusione in contesti professionali di computer in grado di gestire il lavoro di scrittura e di immagazzinamento dei testi,
soprattutto per i grandi editori e le redazioni di giornali.
Tra fine degli anni 70 agli inizi degli anni 90 →i programmi di videoscrittura (o word
processing), grazie alla popolarità dei personal computer, attrassero un numero crescente di utilizzatori non professionali.
seconda fase in cui la scrittura digitale incominciò a uscire
dal contesto professionale, per entrare in forma stabile in altri ambiti sociali
Dagli inizi degli anni 90 fino alla seconda metà del primo decennio del 2000
per l’integrazione tra scrittura e lettura e la rete internet, generando
nuove forme di circolazione dei testi scritti, ma influenzando solo indirettamente mondo della stampa tradizionale, dei giornali e del settore librario.
Dal 2005 circa → si avvia una nuova fase ancora in evoluzione che si contraddistingue per il tentativo di superare per alcuni utilizzi la carta stampata come
principale supporto di lettura e di sostituirla con dispositivi digitali quali tablet, ebook
Il mondo della stampa libraria è caratterizzato dalla convivenza e intreccio di analogico e
digitale. Per osservare una dialettica tra elementi di trasformazione e di continuità relativa ai
libri, dobbiamo considerare la stampa periodica di informazione:
I giornali quotidiani furono tra i primi media tradizionali a sbarcare sulla rete già nella
seconda metà degli anni 90.
profonde trasformazioni nel mondo del giornalismo.
Queste trasformazioni
contribuirono a rimescolare distinzioni e gerarchie consolidate,
trasformazione dei ruoli, precedentemente distinti con nettezza, tra produttori e consumatori
di news.
i consumatori di notizie contemporanei, si
siano velocemente trasformati in generatori di immagini e notizie, citizen
journalism,
L’integrazione tra giornalismo e social media ha prodotto in poco tempo trasformazioni
che riguardano in particolare la logica di selezione e circolazione delle news e le dinamiche
relative alla loro attendibilità.
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5.4 Il cinema e il video: Pixar, Netflix e i nuovi consumi digitali
La digitalizzazione ha prodotto conseguenze anche nel mondo del cinema e delle immagini
in movimento, in termini di modalità lavorative, contenuti e forme di fruizione dei film.
Queste trasformazioni hanno investito non solo il tipo di supporti utilizzati per la circolazione
dei film o la loro estetica,
la digitalizzazione del cinema ha coinvolto in primo luogo la sfera
produttiva, introducendo fin dagli anni 70 del Novecento nuove possibilità creative,
grazie in
particolar modo all’evoluzione degli effetti speciali digitali.
Fu nel 1977 che le tecniche digitali
vennero utilizzate per la prima volta in modo consistente per la realizzazione del film di fantascienza Guerre stellari.
Tra la fine degli anni 80 e i primi anni 90 il ruolo degli effetti
speciali digitali divenne sempre più importante nella realizzazione di molti film
1995, con
l’uscita di Toy Story, prodotto da Pixar Animation Studios.
Il digitale ha impattato anche la creazione amatoriale di materiali audiovisivi:
la digitalizzazione ha facilitato sia la creazione di contenuti a livello privato,
la diffusione di videocamere digitali per utilizzatori non
professionali costituì uno snodo importante, poiché le immagini iniziarono a divenire facilmente modificabili con i programmi di montaggio video gestibili con i personal computer
di casa.
processo che si completerà con l'avvento dello smartphone e youtube quando chiunqye diventa in grado di girare, montare e pubblicare video sempre e ovunque
sfera del consumo, una seconda sfaccettatura ha riguardato
l’addomesticamento della visione cinematografica
, ovvero la casa come spazio deputato al consumo di contenuti audiovisivi.
a causa di due modelli di riferimento per il noleggio dei film da parte
dei consumatori, che ha visto protagoniste altrettante aziende statunitensi: Blockbuster
Alla fine degli anni 90 era nata Netflix, un servizio avviato inizialmente negli Stati Uniti per
affittare DVD attraverso il servizio postale, adattando dunque in parte il modello Blockbuster ma prosperato dal 2007 seguendo una
strategia di business differente: «affittare» in digitale film tramite la rete,
il settore della distribuzione dei contenuti audiovisivi in streaming si è
affermato velocemente nel corso degli anni Dieci del 2000.
Per la circolazione dei film possiamo trovare anche la tecnica del file sharing: bel primo
decennio del 2000, dopo il successo di Napster per il mondo della musica, permettendo agli utenti di scaricare gratuitamente anche i film.
Ci furono anche altri servizi che permisero di guardare file video piratati senza la necessità
di scaricarli preventivamente che hanno dominato una seconda fase:
5.5 La fotografia: fotoritocco, cameraphone e social media
La produzione e la condivisione delle fotografie in rete è diventata una delle pratiche digitali
più comuni e ricorrenti,
agli inizi degli anni 70 del Novecento, presso Xerox PARC di Palo Alto
in California fu creato SuperPaint,
Tuttavia, per tutti gli anni 80, la manipolazione digitale delle immagini si limitò quasi
esclusivamente all’ambito televisivo e cinematografico professionale
e solo nei primi anni 90
iniziarono a essere disponibili alcuni programmi per modificare le immagini digitali come ad esempio photoshop
la possibilità di manipolare artificialmente foto e
immagini, ha messo così in crisi la percezione stessa della fotografia come un medium realitico e credibile
si è cominciato così a dare sempre più
spesso per scontato che le immagini che circolano nei media e su internet possano essere modificate
Sebbene la digitalizzazione abbia modificato la percezione sociale del
contenuto delle fotografie,
Le pratiche di fotoritocco, insomma,
affondano le proprie radici nelle tecnologie analogiche della pellicola,
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5.6 La televisione: digitalizzazione del segnale, smart TV e contenuti online
Tuttavia, negli ultimi anni, si è
sempre più spesso discusso di una presunta «fine della televisione»,
Possiamo riassumere le tappe del processo di digitalizzazionedella tv in 5 dimensioni:
l’evoluzione, a partire dagli anni 90, degli assetti proprietari nel settore
televisivo.
la convergenza di telecomunicazioni, informatica e i contenuti editoriali nella digitalizzazione ebbe conseguenze dirette sul mondo della televisione
una delle principali conseguenze fu proprio quella di far cadere la separazione
tra broadcasting e telecomunicazioni.ù
la digitalizzazione del tradizionale segnale di broadcasting analogico,
ma ha in ogni caso
rappresentato la più incisiva trasformazione delle tecnologie del broadcasting
Modi di trasmissione differenti: Il segnale televisivo digitale si è diffuso con modalità diverse a seconda delle aree geografiche. Nel Nord America, in Asia e nei paesi del Pacifico prevale la trasmissione via cavo, mentre in Europa occidentale è maggiormente diffusa quella via etere (terrestre) attraverso i ripetitori.
Il ruolo dei fattori locali: Queste differenze dimostrano come le decisioni politiche, lo sviluppo economico e le caratteristiche dei sistemi mediatici di ogni singolo paese abbiano un ruolo fondamentale nell'adozione delle nuove tecnologie.
Il ruolo dei fattori locali: Queste differenze dimostrano come le decisioni politiche, lo sviluppo economico e le caratteristiche dei sistemi mediatici di ogni singolo paese abbiano un ruolo fondamentale nell'adozione delle nuove tecnologie.
la trasformazione del televisore
Moltiplicazione dei canali e nuove funzioni: Con l'avvento della digitalizzazione, la televisione ha visto una massiccia proliferazione dei canali disponibili e si è arricchita di nuovi accessori e strumenti digitali, ampliando notevolmente le possibilità di scelta e di consumo degli spettatori.
L'era delle Smart TV: I continui tentativi di superare le funzioni classiche della TV hanno portato alla nascita di una nuova generazione di dispositivi (Smart TV o Hybrid TV).
Nonostante queste innovazioni, l'idea di espandere le funzioni di base e di guardare la TV in movimento ("mobilità della visione") non è del tutto nuova: ha infatti le sue radici già negli anni '70, all'epoca dei primi televisori analogici portatili.
le trasformazioni delle pratiche sociali di visione
Parliamo qui del parziale superamento del televisore come unico dispositivo di
accesso alla televisione e la diffusione di nuovi media digitali capaci di offrire contenuti televisivi in mobilità e individualmente.
la traduzione delle forme culturali tipiche della televisione all’interno dei
modelli e delle logiche di internet,
YouTube rappresenta la
più caratteristica forma di convergenza tra internet e televisione e non è un caso che la piattaforma abbia scelto di utilizzare una terminologia televisiva per descriversi: si
pensi all’utilizzo del termine «canali»
Netflix ha iniziato a far circolare una molteplicità di serie televisive, che sono
diventate il principale tipo di contenuto proposto dalle piattaforme digitali e che creano le cosiddette culture partecipative.
5.7 La radio: il “fallimento” del DAB, lo streaming e i podcast
Il medium radio si è trasformato molte volte nella sua storia e la digitalizzazione rappresenta
solo l’ultimo passaggio di una lunga evoluzione.
la radio ha spesso anticipato usi e caratteristiche poi divenuti comuni
ai media, anche nel caso di quelli digitali:
Il processo di digitalizzazione della radiofonia si è sviluppato dalla metà degli anni 80 per
certi versi in parallelo con quello della televisione, ma si è poi distinto per i differenti ritmi di crescita e diffusione effettiva del nuovo sistema
Il sistema digitale di trasmissione radiofonica nacque negli anni 80 come un progetto
dichiaratamente europeo.Nel 1987, la Comunità Economica Europea finanziò il progetto di
ricerca Eureka-147 con l’obiettivo di creare uno standard di trasmissione audio in digitale.
Nonostante questo consistente appoggio istituzionale, il progetto di
digitalizzazione della radiofonia si sviluppò con grandi ritardi e incertezze.
Da un punto di vista politico-economico, il sistema televisivo è stato sempre
riconosciuto come più rilevante di quello radiofonico e, ha usufruito di un appoggio istituzionale più duraturo e costante nel tempo
Dal punto di vista tecnico, la televisione digitale ha introdotto possibilità innovative
per i consumatori, a cominciare dalle forme di accesso on demand e dei contenuti
disponibili sul web; la radio no
Dal punto di vista culturale, con la digitalizzazione la TV ha conservato un ruolo di
primo piano all’interno della famiglia e delle abitazioni private, La radio negli ultimi decenni ha rivestito un ruolo
periferico all’interno della geografia domestica,
L’intreccio tra radio e rete ha proposto nuove possibilità di fruizione asincrona dei contenuti:
il timeshifting dei programmi e in particolare il cosiddetto «podcasting».
5.8 Un quadro d’insieme: alcune macrotendenze della digitalizzazione
la tensione tra una
spinta anche retorica al cambiamento e, all’opposto, forme di stabilità e persistenza:
La digitalizzazione ha investito in maniera profonda i media
analogici in tutte le tre fasi «classiche» che caratterizzano la traiettoria di un prodotto mediatico: produzione distribuzione e consumo
la digitalizzazione sembra
addirittura aver incentivato la «rinascita» dei media analogici, dando una «seconda vita».