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DISTURBO PSICOTICO INDOTTO DA SOSTANZE/FARMACI; STIGMA SOCIALE;
Il disturbo psicotico indotto da sostanze o farmaci (DPIS) è una condizione caratterizzata dalla presenza
di sintomi psicotici, come allucinazioni e deliri, che si manifestano in seguito all'uso di sostanze psicoattive
o di alcuni farmaci. Questo disturbo può insorgere sia durante l’intossicazione che durante l'astinenza
CRITERI DIAGNOSTICI:
Presenza di uno o entrambi i seguenti sintomi:
1 deliri, 2 allucinazioni
A. Evidenza dalla storia, dall’esame obiettivo o da riscontri di laboratorio di entrambe le condizioni 1 e 2:
1 I sintomi del Criterio A si sono sviluppati durante o poco dopo l’intossicazione o
l’astinenza da sostanze, oppure successivamente all’esposizione a un farmaco
2 La sostanza/farmaco coinvolto/a è in grado di produrre i sintomi indicati nel Criterio A
B. il disturbo non è meglio spiegato da un disturbo psicotico che non è indotto da sostanze/farmaci
Il tipo di evidenza per un disturbo psicotico indipendente potrebbe includere:
I sintomi hanno preceduto l’esordio dell’uso di sostanze/farmaci;
I sintomi persistono per un periodo consistente (es ,circa 1 mese)
dopo la cessazione dell’astinenza acuta o di una grave intossicazione;
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C. il disturbo non si verifica esclusivamente nel corso di un delirium
D. il disturbo causa disagio clinicamente significativo o compromissione
del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti
Nota: questa diagnosi dovrebbe essere formulata in luogo di una diagnosi di intossicazione da sostanze
o di astinenza da sostanze solo quando i sintomi di cui al Criterio A predominano nel
quadro clinico e sono sufficientemente gravi da giustificare attenzione clinica
CATATONIA ASSOCIATA AD UN ALTRO DISTURBO MENTALE (SPECIFICATORI)
Il quadro clinico è dominato da tre o più dei seguenti sintomi:
1 Stupor: assenza di attività psicomotoria; non è presente una relazione attiva con l’ambiente
Nota di Codifica:
Indicare la denominazione del disturbo mentale associato quando si registra la denominazione della condizione
(es, 293.89 [F06.1] catatonia associata a disturbo depressivo maggiore). Codificare per primo il disturbo
mentale associato (es: disturbo del neurosviluppo, disturbo psicotico breve, disturbo schizofreniforme, schizofrenia,
disturbo schizoaffettivo, disturbo bipolare, disturbo depressivo maggiore, o altro disturbo mentale)
(es: 295.70 [F25.1] disturbo schizoaffettivo, tipo depressivo; 293.89 [F06.1] catatonia associata a disturbo schizoaffettivo)
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2 Catalessia: induzione passiva di una postura mantenuta contro la gravità
3 Flessibilità cerea: leggera resistenza costante a una modifica posturale del soggetto indotta dall’esaminatore
4 Mutismo: risposta verbale assente o molto scarsa (da escludere se è nota un’afasia)
5 Negativismo: oppositività o assenza di risposta a istruzioni o stimoli esterni
6 Postura fissa: mantenimento spontaneo e attivo di una postura contro la gravità
7 Manierismo: caricature artificiali e stravaganti di azioni normali
8 Stereotipia: movimenti ripetitivi afinalistici, abnormemente frequenti
9 Agitazione: non influenzata da stimoli esterni
10 Presenza di grimace: smorfia
11 Ecolalia: imitazione/ripetizione dell’eloquio altrui
12 Ecoprassia: imitazione/ripetizione dei movimenti altrui
Le caratteristiche distintive della schizofrenia, come i suoi sintomi psicologici, possono generare atteggiamenti
stigmatizzanti nella società. La maggior parte delle persone ha un'immagine stereotipata delle persone
affette da schizofrenia, e su questo tema circolano molti pregiudizi. Pochi sono consapevoli che la maggior parte dei
pazienti con questa malattia fatica a liberarsi dello stereotipo legato alla propria condizione. Diversi
studi dimostrano che le persone con schizofrenia tendono a interiorizzare gli stessi giudizi negativi
espressi dalla popolazione generale. Questo fenomeno ha conseguenze significative, tra cui:
Vergogna, Propensione all’isolamento sociale,Difficoltà nel chiedere aiuto
Aumento del rischio di recidiva e, in alcuni casi, anche del rischio di suicidio
Esempi di stereotipi:
La World Psychiatric Association e altri esperti hanno stilato un elenco delle numerose false credenze relative alle persone con schizofrenia:
Le persone con schizofrenia sono violente e pericolose, possono contagiare gli altri, sono pigre e inaffidabili,non sono in grado di prendere decisioni razionali sulla loro vita
non sono in grado di segnalare gli effetti dei trattamenti o di spiegare le loro condizioni e come si sentono, ono imprevedibili, peggiorano progressivamente, per tutta la vita
Nel 1908, viene inaugurato a Trieste l’ospedale psichiatrico cittadino (Frenocomio), situato all'interno del Parco di San Giovanni
L'obiettivo era costruire un manicomio moderno, richiedendo che fosse realizzato, per quanto possibile, secondo il sistema
delle "porte aperte". Questo approccio si ispirava alle teorie praticate in Inghilterra e Germania, dove anche gli edifici dovevano rispondere
a un nuovo modo di gestire la malattia mentale, diffondendo il modello dei padiglioni singoli disposti in ampi spazi verdi ben curati
Nel 1971, Franco Basaglia assume la direzione dell’ospedale e, fin dall'inizio, si propone di andare ben oltre l’esperienza
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La riforma psichiatrica e Franco Basaglia:
Negli anni '70, si sviluppò un clima di contestazione e critica radicale nei confronti della gestione dei manicomi
condotta da Giolitti, da parte del medico triestino Franco Basaglia. Basaglia denunciò pubblicamente le condizioni
inaccettabili che si verificavano nei manicomi, dove i malati erano immobilizzati, legati alle panchine del parco e puniti con l'elettroshock
In risposta a queste atrocità, introdusse una serie di significative modifiche all'interno dei manicomi:
Eliminazione delle casacche manicomiali: i pazienti furono autorizzati a indossare i propri vestiti
L'obiettivo di Basaglia era trasformare il manicomio in comunità terapeutiche per favorire la riabilitazione dei malati
Grazie a queste modifiche, i tassi di suicidio diminuirono e Basaglia comprese l'importanza di studiare l'ambiente
in cui il malato viveva e aveva contratto la malattia, tralasciando inizialmente lo studio della malattia stessa
Intervento estetico: una parrucchiera fu chiamata per sistemare i capelli delle donne
Libertà di movimento: Concesse piccole libertà di movimento all’interno dell’Istituto
Divieto dell'uso della campana a morto: per ogni decesso
I pazienti non dovevano essere considerati numeri; tutti dovevano essere chiamati con il proprio nome
pretese che il personale salutasse e parlasse con i degenti
Introdusse l’usanza delle assemblee dei gruppi di malati per restituire loro la voce
Legge 180 (Legge Basaglia):
-Regola il funzionamento dei servizi psichiatrici e, dopo pochi mesi dalla sua emanazione, è
stata integrata nella legge 833, che ha introdotto un nuovo ordinamento per la sanità italiana
Criteri emersi dopo la legge Basaglia:
-Centro di salute mentale, -Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC), -Day hospital, -Centro diurno, -Struttura residenziale
-La legge 180 mette al centro della questione psichiatrica sia la malattia che il paziente
-L’assistenza psichiatrica è reintegrata nell'organizzazione sanitaria
-La legge 833 stabilisce una gestione unitaria della tutela della salute su tutto
il territorio nazionale, attraverso una rete di "unità sanitarie locali"
-È fondamentale che il paziente psichiatrico riceva cure nel proprio contesto ambientale
1978
Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza:
In Italia, le REMS rappresentano strutture sanitarie destinate ad accogliere autori di reato affetti da disturbi mentali definiti
(come infermi di mente) e considerati socialmente pericolosi. La gestione interna delle REMS è di esclusiva competenza
del Dipartimento di Salute Mentale delle ASL competenti. Queste strutture hanno un carattere residenziale e svolgono
funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative, con una permanenza che è transitoria ed eccezionale. L'internamento
in REMS è previsto solo quando si dispone di elementi che dimostrano che tale misura è l'unica idonea a garantire cure
adeguate e a gestire la pericolosità sociale dell’infermo o seminfermo di mente. La misura di sicurezza detentiva viene
applicata dalla magistratura italiana in base alla legge 30 maggio 2014, n. 81. A partire dal 1° aprile 2015, l'esecuzione delle misure
di sicurezza negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) e nelle case di cura e custodia è stata sostituita dall'esecuzione nelle REMS.
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