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DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE E DISTURBI DA ADDICTION; NEUROBIOLOGIA -…
DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE E DISTURBI DA ADDICTION; NEUROBIOLOGIA
Il termine "addiction", derivante dal latino addictus, significa "servo", era utilizzato nell'Antica Roma per riferirsi a schiavi o servitori che si
trovavano in tale condizione a causa dell'impossibilità di pagare i debiti, una situazione che durava fino all'estinzione del debito
Definizione secondo il DSM-5: L'addiction è definita come disturbi secondari all'assunzione di sostanze di abuso, caratterizzati da un
cluster di sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici che portano l'individuo a ripetere l'abuso, nonostante le conseguenze negative
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la descrive come una condizione psichica e, talvolta, fisica, che deriva
dall'interazione tra un organismo vivente e una sostanza tossica. Questa condizione è caratterizzata da risposte comportamentali
e altre reazioni che portano a un bisogno compulsivo di assumere la sostanza in modo continuativo o periodico, con l'intento di
sperimentare i suoi effetti psicologici e, talvolta, di evitare il malessere associato alla sua privazione (astinenza)
La dipendenza come modello di disregolazione emotiva:
La dipendenza può essere definita come un disturbo cronico e recidivante, caratterizzato da una ricerca compulsiva della
sostanza, dalla perdita di controllo nell'assunzione di droga e dall'insorgere di uno stato emotivo negato (es, disforia,
irritabilità, ansia). Questo stato si manifesta come una sindrome da astinenza quando l'accesso alla sostanza viene impedito
L'addiction è stata concettualizzata come un disturbo che evolve dall'impulsività all'impulsività/compulsività
Rinforzo positivo:
è il processo attraverso il quale la presentazione di uno stimolo aumenta la probabilità che si
verifichi un effetto desiderato. Es, il soggetto assume la sostanza per sperimentare uno stato di benessere o euforia
Rinforzo negativo:
è il processo per cui la rimozione di uno stimolo avverso aumenta la probabilità che si verifichi
un effetto desiderato. In questo caso, il soggetto cerca la sostanza per evitare i sintomi di astinenza
Dal punto di vista anatomo-funzionale, il sistema della ricompensa è una struttura complessa che ha origine nei nuclei profondi dell'encefalo e comprende:
Area Tegmentale Mediale (VTA): situata nel mesencefalo
Attraverso l'attivazione dopaminergica, il sistema della ricompensa gratifica e rinforza i comportamenti che
soddisfano i bisogni organici, associandoli a una connotazione emotiva di piacere, il che induce l'animale (e l'uomo) a ripeterli
Il concetto di sistema di ricompensa cerebrale è il risultato di esperimenti sui centri nervosi del piacere. In uno studio
i ratti venivano collocati in Skinner Box, dove potevano auto-stimolarsi il cervello premendo una leva, causando
il rilascio di dopamina. Gli animali imparavano rapidamente che premendo la leva ottenevano stimolazionee si dimostravano
disposti a subire scariche elettriche e altre punizioni pur di continuare a stimolarsi. La ricerca ha dimostrato che il
sistema dopaminergico è il substrato neurofarmacologico degli effetti rinforzanti associati alle sostanze d'abuso,
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Nucleo Accumbens (NAc): parte del sistema limbico
Nucleo Caudato e Putamen: coinvolti nel controllo motorio e nelle funzioni cognitive
Substantia Nigra: associata al movimento e alla ricompensa
Corteccia Prefrontale: coinvolta nella pianificazione e nel processo decisionale
Ippocampo: importante per la memoria e l'apprendimento
Altre aree cerebrali: che contribuiscono al sistema della ricompensa
Koob’s Model:
Secondo Koob, nel nostro cervello esistono tre moduli che influenzano la dipendenza. Il primo step è l'intossicazione
che corrisponde ai primi passi verso le dipendenze (attivazione della VTA, ecc.). Il secondo modulo è il ritiro, caratterizzato dalla
sindrome d'astinenza e da affettività negativa, in cui si sviluppa quella che viene chiamata Hyperkatifeia
(dal greco: tristezza, stato emozionale negativo). Il terzo pattern è quello della preoccupazione e
dell'anticipazione (craving), in cui il soggetto rimugina ossessivamente sulla ricerca della sostanza.
Sviluppo della dipendenza:
Il pattern di ricompensa prevale nettamente sulla corteccia prefrontale. Ci si può chiedere perché esista una probabilità
che le dipendenze si sviluppino durante l'adolescenza (si parla di possibilità e non di certezza; infatti, non tutti gli
adolescenti che entrano in contatto con ambienti a rischio, che offrono l'opportunità di sviluppare una dipendenza da
una sostanza, lo diventano). La risposta risiede nel fatto che la maturazione cerebrale avviene dall'area occipitale
fino a quella frontale, rendendo la corteccia prefrontale l'ultima a svilupparsi. Pertanto, a 15-16 anni, non è
ancora pienamente sviluppata. Questo può fornire una spiegazione biologica per lo sviluppo
di una dipendenza, ma è evidente che ci sono anche altre variabili che entrano in gioco
Classificazione in:
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CRITERI DIAGNOSTICI DISTURBO DA USO DI SOSTANZE:
È presente una modalità patologica d'uso della sostanza che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi,
manifestata da almeno due delle seguenti condizioni che si verificano entro un periodo di 12 mesi:
1 La sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per
periodi prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto
2 Desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza
3 Una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie per procurarsi la sostanza
(es, recandosi da più medici o guidando per lunghe distanze)
assumerla (es, fumando "in catena"), o riprendersi dai suoi effetti
4 Craving o forte desiderio di usare la sostanza
5 Uso ricorrente della sostanza che causa un fallimento
nell'adempimento dei principali obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola o a casa
6 Uso continuativo della sostanza nonostante la presenza di persistenti
o ricorrenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti della sostanza
7 Importanti attività sociali, lavorative o ricreative
vengono abbandonate o ridotte a causa della sostanza
8 Uso ricorrente in situazioni nelle quali è fisicamente pericoloso
9 Uso continuato della sostanza nonostante la consapevolezza di un problema persistente
o ricorrente, fisico o psicologico, probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza stessa
10 Tolleranza, definita da uno dei seguenti:
a) necessità di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato
b) un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza
11 Astinenza, manifestata da uno dei seguenti:
a) La caratteristica sindrome da astinenza per la sostanza (riferirsi ai criteri A e B dei set di criteri per astinenza dalle sostanze specifiche)
b) Assunzione della stessa sostanza (o di una strettamente correlata) per attenuare o evitare i sintomi di astinenza
All’interno della diagnosi, si distingue il livello di gravità del disturbo sulla base del numero di criteri soddisfatti
Si considera il disturbo lieve in presenza di 2-3 sintomi, moderato se sono presenti 4-5 sintomi e
grave laddove si riscontrino 6 o più sintomi. È, inoltre, necessario codificare il decorso della dipendenza:
Remissione precoce:
la remissione dura da più di 3 mesi a meno di 12 mesi
Remissione protratta:
la remissione dura da oltre 12 mesi