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Cap. CCLXIV (264) del Canzoniere di Francesco Petrarca - Coggle Diagram
Cap. CCLXIV (264) del Canzoniere di Francesco Petrarca
Questa poesia è una canzone che mette in scena
un unico grande conflitto interiore, che attraversa tutta la poesia senza interruzioni:
Petrarca
sente la morte vicina, prova pietà per sé stesso, desidera elevarsi verso Dio, ma allo stesso tempo è trattenuto dall’amore terreno,
dalla memoria di Laura, dall’abitudine, dal desiderio di gloria poetica e dalla debolezza della volontà
Tutta la poesia
è un dialogo dentro di lui, dove:
la ragione lo richiama al bene
il desiderio amoroso lo trattiene
la memoria lo ferisce,
la vergogna lo punge
la paura della morte lo paralizza
Il
tema centrale
della poesia e che il poeta, ormai
vicino alla morte
,
è diviso tra il desiderio di salvarsi e l’attaccamento all’amore terreno
Due pensieri opposti lo tirano in direzioni contrarie, impedendogli di scegliere il bene
Tutto il resto nasce da qui:
pietà per sé stesso
desiderio di elevarsi
voce della ragione
memoria di Laura
desiderio amoroso che non muore
vergogna del passato
paura della morte
indecisione finale
La
canzone
è formata da
8 parti che si i richiamano e si rispondono:
Parte 1 (vv. 1–24) → pietà di sé, desiderio di elevarsi, paura della morte
La canzone si apre con
il poeta che pensa e prova pietà fortissima per sé stesso, perché sente la morte avvicinarsi
Vorrebbe elevarsi al cielo, liberarsi dal
“carcere mortale”
vv. 7 - 8, ma nessuna preghiera lo solleva. Capisce che è giusto così: chi è caduto per sua colpa deve giacere a terra
V
ede le braccia pietose di Dio aperte, ma teme di non esserne degno
Da qui nasce il bisogno di una scelta morale
Parte 2 (vv. 25–70) → la ragione interviene e invita al distacco
Subito entra la
voce della ragione, che parla con forza
:
perché speri ancora?
il tempo passa con tuo disonore
strappa dal cuore la radice del piacere
il mondo inganna
mentre sei vivo puoi ancora frenare i pensieri
non rimandare: il ritardo è pericoloso
Quindi
la ragione propone una via d’uscita, ma non basta
Parte 3 (vv. 71–112) → la memoria di Laura viva riaccende il desiderio
La memoria interviene e riporta Laura viva:
la dolcezza della sua vista
vv. 71 – 80
l’immagine che entrò nel cuore vv. 81 – 88
la fiamma che durò anni
l’attesa di un giorno che non venne mai
Parte 4 (vv. 113–140) → il pensiero amoroso resiste e non muore
Un pensiero
“dolce e agro”
siede nell’anima (vv. 113–120). Lo nutre di desiderio e speranza (vv. 121–128). Non sente la sofferenza del poeta (vv. 129–132). Se il poeta lo uccide, rinasce più forte (vv. 133–136). È nato con lui e teme che la morte li chiuda insieme (vv. 137–140).
Parte 5 (vv. 141–168) → il poeta riflette sulla gloria poetica e sulla verità
Il poeta riflette: la gloria poetica è “vento” (vv. 141–148). Non vale accumulare ciò che la morte cancella (vv. 149–156). Vorrebbe abbracciare la verità e lasciare le ombre (vv. 157–168)
Parte 6 (vv. 169–196) → la ragione denuncia l’amore come disordine
La ragione dice che amare una creatura mortale con tanta fede è sbagliato (vv. 169–176). Quella fede spetta solo a Dio (vv. 177–180). La ragione lo richiama, ma il cattivo costume lo spinge oltre (vv. 181–188). Gli occhi gli mostrano Laura, nata
“per farmi morir”
(vv. 189–196).
Parte 7 (vv. 197–224 )→ vecchiaia, vergogna, paura della morte
Il poeta vede il corpo cambiare (vv. 197–204). Crede di essere vicino alla morte (vv. 205–212). Da un lato vergogna e dolore (vv. 213–216). Dall’altro un piacere radicato che non lo lascia (vv. 217–224)
Congedo (vv. 225–240) → la canzone si chiude nel dubbio e nella debolezza
La canzone dice che il cuore è più freddo della neve (vv. 225–228).
Sente la morte vicina (vv. 229–232).
Ha consumato la vita nel dubbio (vv. 233–236).
Vede il meglio, ma si attacca al peggio (vv. 237–240)
La
scrittura
della poesia è costruita come un
percorso interiore continuo, dove la voce del poeta si muove tra pensieri contrastanti senza mai uscire dalla propria coscienza
Non c’è narrazione esterna:
tutto avviene dentro, in un dialogo serrato tra le diverse parti dell’io
È una scrittura:
interiore → ogni passaggio nasce da un moto della coscienza
dialogica → due pensieri parlano, si oppongono, si rispondono
morale → richiami alla salvezza, alla vergogna, al tempo perduto
amorosa → il desiderio per Laura rimane vivo e resistente
religiosa → Dio, le braccia pietose, la speranza celeste
razionale ed emotiva insieme → la ragione argomenta, il cuore reagisce
progressiva → pietà → ragione → memoria → desiderio → vergogna → morte
Il
lessico
è:
grave → pietà, duol, timore, vergogna
spirituale → cielo, immortal, braccia pietose
amoroso → desio, vaghezza, lume degli occhi
morale → disonore, mal costume, ragione
esistenziale → morte, tempo, dubbio, partire
La costruzione
retorica si basa su
:
apostrofi interiori
domande retoriche
antitesi (ragione/desiderio, cielo/terra, vita/morte)
riprese che rendono il pensiero circolare