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il suono 2 - Coggle Diagram
il suono 2
Cinema d’autore e fuori campo
Lubitsch:
comicità basata sull’invisibile (Ninotchka)
Vigo:
ambiguità tra reale e immaginario (L’Atalante)
Kubrick:
tensione psicologica e disallineamento audiovisivo (Shining)
Funzione comune:
il suono crea ciò che l’immagine nasconde
Missaggio e montaggio audiovisivo
Il regista seleziona:
quali suoni esistono
quali vengono esclusi
Fase del missaggio:
gerarchia tra suoni (primo piano / sfondo)
costruzione dell’equilibrio acustico
Nasce il montaggio audiovisivo:
non solo sequenza di immagini
ma stratificazione simultanea (verticale)
Ozu e la musicalizzazione del quotidiano
Yasujirō Ozu sovverte la logica classica:
non usa musica, ma rumori quotidiani
crea ritmo attraverso suoni realistici
In Viaggio a Tokyo:
rumori ripetitivi → funzione strutturale
suono diventa principio narrativo
Cinema moderno e conflitto sonoro
Con il cinema moderno (es. Jean-Luc Godard):
il suono diventa dissonante
rompe continuità narrativa
rivela artificialità del film
In Il disprezzo:
musica interrotta arbitrariamente
dialogo che spezza il flusso sonoro
Spazio sonoro: diegetico ed extra-diegetico
Distinzione fondamentale:
intradiegetico: suoni interni alla storia
extradiegetico: suoni esterni (musica, narratore)
Ulteriori distinzioni:
suono in campo (visibile)
suono fuori campo (non visibile)
Zone ibride secondo Chion
Tipologie aggiuntive:
ambiente (suono globale)
interno (psichico)
on the air (mediazione tecnologica)
acusmatico (fonte invisibile)