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il suicidio - Coggle Diagram
il suicidio
comprendere la mente suicida
esistono pareri contrastanti riguardo al suicidio di fatto è nella mente che avviene la decisione finale
è sbagliato pensare che coloro che si suicidano siano malati di mente
è stato additato come tale in quanto lo ha reso più accettabile
il suicidio quindi ha una storia unica e non è una malattia
la parola sindrome può essere usata per riferirsi ad aspetti che compongono la dimensione suicidaria
questi tuttavia non sono mai uguali per tutti in quanto possono essere presenti degli outlier
per questo è molto difficile creare una scala delle reazioni possibili
la sindrome presuicidiaria ringel che è composta da tre parti principali
stato di costrizione ovvero sentirsi sottopressione e stressato
fantasie suicidarie
aggressività inibita o diretta verso se stessi
è necessario quindi un approccio umano e collaborativo
valutazione e gestione del rischio di suicidio
predire il suicidio quindi si tratta di stabilire la presenza o meno del rischio di suicidio e se una persona in un determinato lasso di tempo si suiciderà
si tratta di un lavoro molto delicato che consiste nell'individuare i fattori di rischio
la ripetizione e normalizzazione di pensieri suicidari cambia profondamente la situazione
la comunicazione diventa centrale questa riesce a comunicare la presenza di un altro aiutando la persona
questa riesce a creare un collegamento mentale psicologico con la persona in questione
i segnali d'allarme una prevenzione efficace si concentra sul recepire i messaggi decifrare quindi è la parola chiave ci sono diversi tipi
segnali comportamenti diretti: possono manifestarsi in maniera fisica con la manipolazione di corde rasoi ecc.
l'isolamento da amici e familiari rappresenta un segnale d'allarme
i messaggi indiretti: è un messaggio codificato spesso per decifrarlo c'è bisogno di una persona vicino a lui
miglioramento repentino dell'umore dopo un periodo di forte angoscia
i segnali verbali: chi commette l'atto molto volte lo ha già detto in frasi esplicite
segnali indiretti: come sistemare i propri affari, fare testamento
altri segnali sono emozioni come impulsività agitazione insonnia rabbia impulsività e sbalzi d'umore
si parla di comunicazioni situazionali
emergenze psicologiche: liti familiari, tradimenti ecc
comunicazioni sindromiche: si tratta di eventi che se isolati non bastano a costituire un pericolo
eventi sentinella: eventi la cui gravità è tale da essere segnalata al ministero della salute
i fattori di rischio del suicidio
fattori biopsicosociali: disturbi mentali dipendenze hopelessness tendenze impulsive
fattori socioculturali: isolamento stigma ostacoli a cure mediche, credenze religiose particolari
fattori ambientali: perdita di lavoro o finanziaria problemi di tipo sociale facile accesso ad armi
la prevenzione del suicidio
l'argomento del suicidio è considerato da molti un tabù e questa pratica viene vista da molte persone come l'unico possibile rifugio
il tabù che circonda il suicidio è radicato anche nelle spiegazioni storiche di destino
per questo le notizie ci informano di imprenditori, disoccupati, depressione ecc.
i modelli teorici sono sempre stati parziali e riconducevano il suicidio a
visione scientifica: il suicidio va oltre a fattori controllabili
il suicidio come visione comunicativa: i singoli non vogliono morire ma essere aiutati
il suicidio indotto dalla società e dalle sue forze (durkheim)
hoplessness: mancanza di aspettative future che può consentire di prevedere tale fenomeno e di prevenirlo
è anche rilevante la presenza deli stressor o fattori dio stress e questi possono essere
interni
esterni
perdita di relazioni
sentimenti ad esso correlati intensi e instabili
rapidi cambiamenti sentimentali e di umore
si può anche arrivare agli stili di coping
il suicidio come fuga da se: discrepanza tra le aspettative e gli eventi
teoria di Freud del 1916 l'individuo aggredisce la persona odiata che viene però introiettata nel se uccidendosi
è confermata la relazione disfunzionale tra il sistema serotoninergico e comportamento suicidario
si sviluppa la teoria di Mann ovvero la presenza di un fattore di stress un disturbo o una crisi psicosociale
il ruolo dell'ambiente e l'epigenetica
fattori di rischio distali
questi sono fattori di rischio che si riferiscono alla storia dell'individuo
famiglie con individui che hanno commesso suicidio
tratti di personalità
la carriera suicidaria ovvero carenze genitoriali o ambienti inadeguati che producono stress e quindi un adattamento ad esso
gli abusi sono un grande fattore di rischio
questi comportano un deficit nel saper gestire situazioni avverse in futuro quindi mancano meccanismi di regolazione emotiva
fattori di vulnerabilità a breve termine:
questi riducono la capacità di coping dell'individuo arrivando a minare la speranza di futuro destabilizzando l'autostima
las perdita del lavoro: i soggetti che perdono involontariamente il lavoro sono particolarmente a rischio
si creano quindi trappole emotive che si pensa senza uscita
il dolore mentale viene riconosciuto come il principale ingrediente ma bisogna andare più a fondo
la memoria gioca anche un ruolo fondamentale in come la persona reagisce
la memoria decifra quindi le situazioni in cui ci troviamo
rappresenta un'arma a doppio taglio in quanto può concentrarsi solo sugli eventi negativi della vita
l'umore depressivo favorisce il recupero di ricordi negativi
si verifica la generazione di descrizioni collegato ad uno stimolo primario avviene però un blocco mnemonico favorendo le descrizioni intermedie
i disturbi psichiatrici
i soggetti affetti da questi possono commettere suicidio più frequentemente tuttavia la maggior parte non ne soffre
il disturbo bi polare è quello che aumenta di più il rischio
hanno diversi sintomi come
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il trattamento è la parte più ardua il disturbo dovrà essere curato anche con l'accortezza di farmaci in grado di ridurre i fattori di rischio
questi aumentano la possibilità in quanto dopo le diagnosi
c'è una mancanza di aspettative future
sentimenti di inquietudine
dolore
la sovrapposizione di fattori esterni ne aumenta ancora di più la possibilità
in determinate situazioni l'individuo pensa di non poter più sopportare una punizione il dolore o l'umiliazione (caso dei suicidi in giappone)
la prevenzione del suicidio
aree di interesse nella valutazione del rischio suicidario
vi è un divario su ciò che un medico vede e attribuisce ad un paziente e le sue reali motivazioni la comprensione della storia del paziente diventa rilevante
il paziente si trova in uno stato di impossibilità di problem solving la cui unica soluzione è la morte
è quindi in uno stato perturbato
bisogna cercare di capire cosa spiega il paziente a volte ad affermare autonomamente il definirsi depresso
avere un sostengo esterno è fondamentale e di questo ce ne sono 3 classi
gli altri
particolari aspetti di se
il lavoro
le intenzioni suicidarie vengono anche valutate dal singolo in diversi modi
per vendetta o punizione: si riferiscono a sentimenti contrastanti come colpa o dolore di un'altra persona
cercando quindi una sorta di gratificazione/soddisfazione concepiscono il suicidio come punizione
per anestesia emotiva: le volontà delle persone a rischio possono essere condotte all'anedonia ovvero l'incapacità di provare gratificazione
per liberazione da un nemico: implica la fine di un rapporto
tale impulsività contrasta con il desiderio di liberazione
riferita alla morte come nulla: L’astrazione di scomparire si riferisce al fatto di diventare un nulla, e ciò assume un significato simbolico
riferita alle fantasie di rinascita: questa è spesso presente
si vengono quindi a creare vere e proprie fantasie di rinascita, il motivo del dolore di tali persone continua a vivere
valutazione della capacità dell'esame di realtà
valutazione delle risposte allo stress passato
valutare la storia passata con attenzione cercando di capire gli schemi di coping che i pazienti utilizzano
è rilevante anche chi è stato vicino al paziente in passato a chi si è rivolto ecc.
valutazione della vulnerabilità al dolore piscologico
questa si presenta come tormento interiore e disperazione con esigenze di contenerli ci sono tre tipi di dolore
il primo tipo di dolore psicologico si manifesta con distacco emotivo totale
il seconod tipo di dolore psicologico è il disprezzo di se quindi senza valore e non amabile
il terzo tipo è la rabbia omicida quando l'odio diventa incontrollabile la rabbia viene rivolta verso se stesso