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8A
HEIDEGGER
RUOLO del SOGGETTO
e il DARSI DELL'ESSERE:
L'intuizione Ermeneutica
Heidegger dà al soggetto
un valore maggiore
rispetto a Husserl.
Il ruolo del soggetto
non è la semplice
corrispondenza con l'oggetto.
Il soggetto accoglie il darsi
dell'essere nella comprensione
dell'esserci che si dà l'essere.
Il soggetto che comprende l'Esserci
diventa la chiave dell'ontologia
per arrivare subito all'essere.
L'autore vuole spostare il focus filosofico
sul modo in cui il soggetto è direttamente coinvolto
e attivo nella comprensione dell'essere stesso.
L'ESSERE COME
STRUTTURA APERTA
Interpretare costituisce
il nostro modo
fondamentale di essere.
L'ermeneutica è il modo
di pensare e dell'essere
del Dasein (l'esserci).
L'essere è un invito, struttura
aperta, ci è offerto perché
interpretandolo ci metta del tuo.
La realtà non è già data, la tua lettura e interpretazione
della realtà è con-costitutiva della realtà, che va
modificandosi secondo la tua interpretazione.
Questo concetto serve a dimostrare che
la realtà non è un dato fisso ed esterno, ma
si apre e si trasforma attivamente in base
all'interpretazione del soggetto.
IL PRIMATO
dell'ESPERIENZA
SUL GIUDIZIO
L'ESPERIENZA
Pre-Giudiziativa
Il rapporto tra l'uomo e
mondo viene prima del
momento logico del giudizio
L'esperienza
precede
il giudizio
Husserl pensava
all'esperienza come
percezione fissa fondata su
una struttura trascendentale.
Heidegger pensa
all'esperienza partendo
dalla categoria
di comprensione.
Questo distacco da Husserl
serve a spiegare che l'incontro con
il mondo non è una fredda applicazione
di categorie mentali a dati sensibili.
LA STORICITÀ
DELLA COMPRENSIONE
Analitica
Esistenziale
La comprensione è possibile
solo a partire dal mondo
storicamente determinato in cui
si trova il soggetto.
Io comprendo le cose
in forza del mondo che
tra me e le cose è in comune
L'analitica esistenziale definisce
l'essere che pensa come un
Esserci sempre gettato nel mondo,
storicamente determinato (Da-sein)
La manifestazione dell'essere
cambia nelle diverse epoche
della storia perché cambiano
i mondi storici di riferimento.
Se comprensione dipendesse
da strutture trascendentali uguali
e immobili per tutti gli uomini,
non si potrebbe spiegare perché
i concetti cambiano nelle
diverse epoche storiche.
MONDO COME
ORIZZONTE DI
MANIFESTAZIONE
Ambito di
manifestatività
Il mondo si configura come ambito
di manifestatività - in cui le cose
e i concetti possono mostrarsi
L'intenzionalità e la comprensione non
si fondano su una struttura trascendentale
del soggetto, ma sul suo essere nel mondo
Il mondo è trascendentale,
a priori condizione di possibilità
di apparire dell'essere.
Se cambia il mondo,
cambiano anche le cose
che appaiono o scompaiono
in un determinato spazio-tempo
Il mondo è l'orizzonte
necessario e la condizione
a priori che permette
all'essere di darsi e al soggetto
di esercitare la sua
specificità del comprendere.
LA DOMANDA FONDAMENTALE E
SVELAMENTO
DELL'ESSERE
Ermeneutica
fenomenologica
e l'essente
La domanda speculativa
più importante è:
«Perché c'è l'essente (Seiende)
e non il nulla?».
Per comprenderla
bisogna sentire l'emergere
della forza nascosta
della domanda.
L'essente indica
le cose concrete,
ma l'essere si annuncia
attraverso l'ente.
L'ente non esaurisce
l'essere: l'essere dell'essente
lo possiamo solamente
sentire indirettamente.
Questo concetto serve a mostrare che
l'essere non coincide con l'oggetto materiale
(l'edificio fisicamente visibile), ma è la
condizione che precede l'ente stesso.
L'ORIZZONTE DI
SENSO DELL'ESSERE
L'essere dell'edificio
e la totalità
L'essere di una cosa
coincide con il suo mondo
di riferimento: ad esempio,
l'essere dell'edificio scolastico
è il mondo della scuola.
L'essere sfugge
continuamente e
non è un oggetto
afferrabile.
Di conseguenza,
tutti possono cogliere
qualcosa dell'essere ma nessuno
comprenderlo nella sua totalità.
L'autore vuole chiarire che l'essere è un orizzonte parziale
e situato, mai totalmente esauribile
dall'esperienza del singolo soggetto
LA PERDITA
DELL'ESSERE
NEL MONDO
MODERNO
ABBANDONO
FILOSOFIA
X LA TECNICA
L'uomo contemporaneo vive l'abbandono
filosofia per la tecnica, riducendo l'essere a
un mero strumento o a una cosa (reificazione)
Tuttavia, noi comprendiamo
parola Essere in modo determinato
e unico attraverso il verbo "è"
La parola "è" ha un significato
ricchissimo: in "è" essere si
manifesta in molti modi
Per ritrovare il senso perduto
dell'essere occorre tornare
alla filosofia greca delle origini
La critica alla tecnica serve a
denunciare il nichilismo moderno e
a spingere verso il recupero della
domanda iniziale della metafisica.
IL CONCETTO
GRECO DI ESSERE
E DIVENIRE
L'ESSERE
COME
PHYSIS
Alle origini
filosofia
essere è
denominato
φυσις
«lo schiudenti permanente
imporsi», ossia ciò che si
schiude e si dispiega da se
stesso entrando nell'apparire.
Questa forza domina la
natura e la storia umana, ma
sfugge continuamente
all'intuizione immediata.
All'interno di questa visione,
anche divenire è manifestazione
dell'essere, non contrapposti.
Recuperare la physis permette di pensare
l'essere non come un concetto statico o
astratto, ma come un evento dinamico che
abbraccia anche i fenomeni spirituali.
LA NATURA
TRAGICA e
L' AGIRE
Dell' ESSERE
Il tragico e
l'agire
dell'Esserci
L'essenza dell'Esserci è definita
dal termine tragico δεινον, che
indica ciò che è terribile, violento
ed è espressione dell'essere.
L'uomo è
colui che è
violento e
fa violenza
L'APRIRSI nei CONFRONTI
dell'essere rappresenta violenza
che uomo deve padroneggiare per
essere se stesso come essere storico
L'uomo organizza la società
(la polis) per dominare l'essere:
il mondo nasce come modo di
appropriazione dell'esserci.
Nessun ordine umano
è eterno: ogni mondo
è destinato a scomparire
in un altro mondo.
L'essere costringe
sempre l'uomo ad agire,
senza trovare mai
pace definitiva.
Spiega che la storia umana
e la civiltà nascono dall'inquietudine
costitutiva dell'uomo, costretto a
misurarsi e a scontrarsi continuam.
con la forza dell'essere.
significa:
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in sintesi
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