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DISTURBI DELLO SPETTRO DELLA SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI;…
DISTURBI DELLO SPETTRO DELLA SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI; SCHIZOFRENIA
Gli studiosi che per primi si dedicarono alla definizione del concetto di schizofrenia risalgono agli inizi del 18 secolo.
Tuttavia, la formulazione della schizofrenia nella sua attuale struttura sindromica è attribuita a Kraepelin
il quale nel 1893 identificò un gruppo di disturbi come parte di un unico processo patologico, caratterizzato da:
1 Esordio in giovane età
Kraepelin denominò questa sindrome "Dementia praecox", mentre Bleuler, nel 1911, evidenziò gli aspetti psicopatologici
fondamentali del disturbo, che da lui prese il nome di “schizofrenia". Nel 1908, a Trieste, venne inaugurato
l'ospedale psichiatrico cittadino (Frenocomio), situato all'interno del Parco di San Giovanni. L'obiettivo era quello
di creare un manicomio moderno, ispirato al sistema delle "porte aperte", in linea con le teorie adottate in Inghilterra e Germania
Anche gli edifici dovevano rispondere a un nuovo approccio nella gestione della malattia mentale, promuovendo il modello
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2 Decorso con progressivo deterioramento delle funzioni psichiche, comprendente deliri, allucinazioni
e difficoltà nei processi attentivi, oltre a disturbi emotivi come la perdita di interesse e piacere nelle attività quotidiane
3 Esito simile a una demenza
La schizofrenia è una malattia severa, complessa, invalidante e cronica, presente in tutto il mondo, in tutte le culture e a tutte le latitudini.
Secondo i dati dell'OMS, circa 24 milioni di persone nel mondo soffrono di schizofrenia a vari livelli. La malattia
si manifesta con percentuali simili tra uomini e donne, ma nelle donne si osserva una tendenza a svilupparla in età più avanzata.
Nella maggior parte dei casi, la schizofrenia si presenta per la prima volta tra i 15 e i 30 anni negli uomini e tra i
25 e i 35 anni nelle donne. In Italia, si stima che circa 245.000 persone siano affette da questo disturbo, con un
tasso di mortalità 2,5 volte superiore a quello della popolazione generale e un rischio di suicidio intorno al 10%. Coloro che si
si ammalano appartengono a tutte le classi sociali, il che indica che non si tratta di un disturbo causato esclusivamente
dall'emarginazione o dal disagio sociale. La malattia può manifestarsi in vari modi: può esordire lentamente e in modo
progressivo, oppure in modo brusco e improvviso. Spesso, l'esordio è preceduto da un periodo in cui la persona si ritira
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I sintomi più comuni comprendono deliri e allucinazioni, percezioni particolari che non appartengono
alla sfera delle percezioni presenti nella norma della popolazione. Ma si osserva anche:
Appiattimento affettivo - Ritiro sociale Disturbi cognitivi - Rottura di contatto con il mondo che circonda la persona
Anedonia: incapacità di una persona a provare piacere, anche in circostanze e attività
normalmente piacevoli come dormire, nutrirsi, esperienze sessuali e contatto sociale
Esistono 3 gruppi di segni clinici che però raramente sono presenti nello stesso momento nel quadro clinico di una persona:
1 Sintomi positivi
2 Sintomi negativi
3 Disorganizzazione del pensiero
Sintomi positivi: Questi sintomi vengono così definiti perché si sommano alle percezioni ordinarie e includono:
Allucinazioni: possono essere uditive, olfattive, gustative, visive o cinestetiche (modificazioni delle sensazioni fisiche e corporee)
Idee deliranti: comprendono convinzioni di persecuzione, trasmissione di pensiero, colpevolezza. Questi sintomi
sono vissuti come reali e spesso causano grande angoscia, portando a una sofferenza considerevole e a un progressivo isolamento sociale
Le allucinazioni consistono nella percezione di qualcosa che non esiste nella realtà. Possono coinvolgere tutti i 5
sensi: udito, vista, olfatto, gusto e tatto. L'allucinazione più comune nella schizofrenia è quella di sentire voci.
Le allucinazioni sono percezioni in cui una persona sente, vede o percepisce sensazioni, suoni e immagini che non sono
sotto il suo controllo volontario. Per il paziente, queste esperienze sono completamente reali, ma derivano da
una percezione alterata della realtà. Le allucinazioni possono essere di vari tipi:
Uditive: la persona sente voci nella propria testa. Queste sono le allucinazioni più frequenti e tipiche della schizofrenia
specialmente quando il paziente si lamenta di non riuscire a pensare e agire liberamente. A volte,
queste voci possono insultarlo o impartire ordini, influenzando il comportamento del paziente
Tattile o cinestetiche: sensazioni anomale nel corpo senza contatto fisico
Olfattive: percezione di odori strani
Gustative: percezione di sapori insoliti
Visive: visioni di immagini che non sono percepibili dagli altri, poiché inesistenti
I deliri sono convinzioni false e irrazionali, mantenute con fermezza a causa dell'incapacità di distinguere tra esperienze reali e irreali
Esistono diversi tipi di deliri:
Deliri di persecuzione: la persona crede di essere seguita o osservata da qualcuno o qualcosa
Manie di grandezza: la persona è convinta di avere poteri speciali
Deliri di pregiudizio: la persona ritiene che qualcuno stia cercando di danneggiarla o svantaggiarla
Deliri somatici: la persona percepisce strane sensazioni nel proprio corpo
e sospetta che siano causate da qualcuno che intende farle del male
Deliri erotomanici: il soggetto crede che una persona,
solitamente di rango più elevato, sia innamorata di lui/lei
Deliri di gelosia: la persona sospetta di essere tradita
Deliri di riferimento o autoreferenzialità: il soggetto pensa che tutti parlino di lui
comprese le notizie sui giornali, in radio o in televisione
Sintomi negativi: Sono sintomi che si esprimono con la riduzione dell’insieme delle attività della vita quotidiana. Possono trasdursi in
Mancanza di energia , Difficoltà a condurre a termine un’azione, Difficoltà a concentrarsi e a memorizzare , Difficoltà a seguire il filo di una conversazione o di un film
Le persone sperimentano anche un’attenuazione delle loro emozioni e del loro vissuto (che può andare fino alla
sensazione di indifferenza affettiva ed emotiva) e sono molto in difficoltà nel mantenere una vita sociale
(isolamento, poche o nulle le possibilità di avere nuove relazioni e amicizie)