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Cap. XCII (92) del Canzoniere di Francesco Petrarca - Coggle Diagram
Cap. XCII (92) del Canzoniere di Francesco Petrarca
Queta poesia
è una delle poesie che esprime tristezza dedicato a Cino da Pistoia
,
grande
giurista e poeta stilnovista, amico e modello per Petrarca
Il poeta invita
donne, amanti e perfino Amore a piangere la morte di Cino,
(
"collui che tutto intese in farvi, mentre visse, al mondo honore"
vv. 3–4
), cioè
di chi aveva saputo onorare le donne secondo l’ideale dell’amore cortese
Il
tema centrale
della
poesia
è:
il lutto per la morte di Cino da Pistoia, visto come modello perfetto di cortesia e amore stilnovistico
,
la cui
scomparsa
rappresenta una
perdita per tutte le donne e per l’intero mondo degli amanti
Da questo tema derivano, in modo collegato:
lode del defunto → Cino è
"collui che tutto intese"
(v. 3) nell’onorare le donne
pianto collettivo →
"Piangete, donne, et con voi pianga Amore; / piangete, amanti…"
(vv. 1–2)
perdita irreparabile → la morte di chi incarnava l’ideale cortese (vv. 3–4)
Il tutto quindi converge in un’idea chiara:
con Cino muore un modello di amore cortese e di poesia d’amore
La
struttura
della
poesia
è formata sempre da
due quartine (vv. 1–4, 5–8) e da due terzine (vv. 9–11, 12–14)
Nel
primo momento (vv. 1 - 4)
,
Petrarca
chiama a piangere: le donne, gli amanti e Amore personificato: (
"Piangete, donne, et con voi pianga Amore; piangete, amanti, per ciascun paese…"
vv. 1–2)
"
Il dolore è collettivo, non al singolo
Nel
secondo momento (vv. 3 - 8)
,
Cino da Pistoia è presentato come: perfetto interprete dell’amore cortese, capace di onorare le donne con la vita e con la poesia e un modello morale e letterario: (
"collui che tutto intese in farvi, mentre visse, al mondo honore"....
vv. 3 – 4)
Nel
terzo momento (vv. 9 - 14)
,
nelle terzine, la morte di Cino appare come una mancanza per tutto il mondo amoroso
:
non è solo un amico che muore, ma un esempio che scompare: (
"Piangan le rime anchor, piangano i versi,
perché 'l nostro amoroso messer Cino
novellamente s'è da noi partito.
Pianga Pistoia, e i citadin perversi
che perduto ànno sí dolce vicino;
et rallegresi il cielo, ov'ello è gito"
)
In questa poesia Petrarca
usa una scrittura solenne, collettiva, oratoria
Le
ripetizioni
di
«piangete»
(vv. 1–2)
creano un
ritmo grave, un vero e proprio lamento collettivo (ossia un lamento condiviso da tutti)
La
personificazione di Amore dà al dolore un valore simbolico: piange anche la forza stessa dell’amore
Il linguaggio è:
chiaro
elevato ma semplice
costruito su delle basi per creare un che un discorso rivolto a tutti
Non ci sono
descrizioni visive
:
il centro è l’elogio di Cino e del suo ruolo di poeta e cavaliere dell’amore cortese