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Cap. XVI (16) del Canzoniere di Francesco Petrarca - Coggle Diagram
Cap. XVI (16) del Canzoniere di Francesco Petrarca
Idea centrale della poesia:
Petrarca descrive un
vecchio pellegrino che lascia la sua casa e la sua famiglia per andare a Roma a vedere l’immagine di Cristo
Questo
vecchio diventa lo specchio del poeta stesso: anche Petrarca si sente un pellegrino che cerca, negli altri, la “vera forma” della donna amata
L'immagine del
vecchio pellegrino è canuto e bianco: immagine fisica + immagine spirituale (vecchiaia del corpo / maturità dell’anima)
Egli parte dal
“dolce loco”
dove ha vissuto
tutta la vita
Quì la
famiglia è spaventata perché vede il padre ormai debole che se ne va
Nonostante
sia stanco, rotto dagli anni, continua il viaggio con tutta la volontà che gli resta
. Va a
Roma per vedere la sembianza di Cristo, sperando poi di vederlo anche in cielo
Il
vecchio occupa quasi tutto il sonetto (vv. 1-11)
A un certo punto arriva il
“così, lasso”
: è il
ponte tra il vecchio e Petrarca
Petrarca dice
:
“Così anch’io, stanco, cerco in altri la vostra vera forma”
, ovvero
cerca nella bellezza degli altri la “vera forma” della donna amata
Il
poeta
quindi
è più infelice del vecchio
: il suo
“lasso”
indica
debolezza, dolore, smarrimento
Ci sono due parallelismi chiave:
desiderio:
sforzo umano:
il vecchio → quanto più può
Petrarca → quanto è possibile
il vecchio → desio di vedere Cristo
Petrarca → disiata forma della donna
Entrambi quindi,
cercano qualcosa che sta lontano
Ed è proprio qui che nasce la differenza decisiva
Il
vecchio ha una storia chiara: Roma, Cristo, Dio,
mentre
Petrarca
invece
cerca
“
in altrui”
, cioè
nelle persone, nelle somiglianze, nelle immagini terrene
Quella del poeta è una
ricerca confusa, senza un punto d’arrivo sicuro
La
donna diventa come un Cristo rovesciato: la sua immagine rimanda a qualcosa di superiore, ma non è la meta finale
La
“forma vera” è la bellezza assoluta, non quella terrena
Nella variante antica Boccadelli riferisce una
versione diversa:
«Et io procaccio, o laberinto mio,
trovar se posso ne le forme altrui
simile a quella onde convien ch’i’ pera»
Questo ci mostra u
n poeta ancora più smarrito, prigioniero del “labirinto” dell’amore