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Pt2CAPITOLO 2 LE RELAZIONI - Coggle Diagram
Pt2
CAPITOLO 2 LE RELAZIONI
8. LE RELAZIONI TRA PARI
➜ Il bambino è sociale fin dalla nascita;Secondo Stern, già il neonato è capace di interazione sociale.
Per Piaget, il confronto con i coetanei aiuta il bambino a superare l’egocentrismo, cioè la difficoltà di comprendere il punto di vista degli altri.
I conflitti e le incomprensioni tra bambini diventano quindi occasioni di crescita.
➜ Il
gioco sociale
;Una delle principali situazioni che favoriscono la costruzione di punti di vista condivisi è il gioco sociale.Il gioco comune nasce attraverso:
Cooperazione
;i bambini fanno proposte e collaborano.
Aiuto tutoriale;i bambini più grandi aiutano quelli più piccoli.
Imitazione
;i bambini piccoli imitano quelli più grandi.
➜
La cultura dei pari
;
La sociologia dell’infanzia considera il gruppo dei pari molto importante perché i bambini costruiscono insieme una propria cultura
➜ Gli studi di Isaacs,attraverso le osservazioni svolte alla Maltin House, mostra che prima dei 6 anni i comportamenti cooperativi non sono automatici.Per favorire una socialità positiva servono:
gruppi stabili
ambienti ricchi di stimoli
libertà di esplorazione
presenza attenta dell’adulto
Anche Retha De Vries sostiene che la socialità positiva nasce soprattutto da relazioni basate sul rispetto reciproco.
9. IL RUOLO DELL’ADULTO NEL GRUPPO
➜ L’adulto come facilitatore;L’educatore deve:
ascoltare
osservare
stare
“un passo indietro”
Dopo aver osservato può:
favorire gli scambi;
fare da ponte sociale;
porre domande;
introdurre nuovi elementi nelle attività;
sostenere iniziative avviate dai bambini.
➜
La gestione dei conflitti
; Nei conflitti tra bambini l’adulto dovrebbe inizialmente lasciare spazio alla gestione autonoma.Solo se necessario interviene:
comprendendo le emozioni coinvolte;
aiutando a trovare accordi;
proponendosi come modello di giustizia e rispetto.
10. PROGETTARE LA SOCIALITÀ
➜
La socialità va organizzata
; La relazione tra pari deve essere oggetto di progettazione educativa.È importante:
lavorare in piccoli gruppi
garantire continuità nelle relazioni
offrire esperienze sociali varie
costruire una comunità di apprendimento
11. SPAZI, TEMPI E GIOCO
➜
Organizzazione educativa
;Gli spazi devono prevedere:
angoli di interesse
materiali ricchi e vari
possibilità di gioco condiviso
I tempi devono includere:
momenti di incontro;
attività comuni;
momenti di confronto;
tempi dedicati al gioco libero.
Il gioco libero ha infatti un ruolo centrale nello sviluppo delle relazioni sociali.
12. LE RELAZIONI TRA ADULTI
➜ Il lavoro educativo come lavoro di gruppo; La qualità educativa dipende anche dalle relazioni tra colleghi.
Educatori, coordinatori e dirigenti devono collaborare per costruire un ambiente educativo coerente e sereno.
14. IL COORDINATORE PEDAGOGICO
➜
Funzioni principali
;Il coordinatore pedagogico sostiene il gruppo educativo:
organizzando il lavoro
promuovendo il confronto
distribuendo ruoli e compiti
favorendo la partecipazione
Ha inoltre il compito di sostenere il principio partecipativo sia all’interno sia all’esterno del servizio.
13. IDENTITÀ EDUCATIVA E TEAM
➜
Una visione condivisa
;Un buon gruppo educativo si basa su una stessa identità educativa, cioè:
i principi comuni
Le idee condivise
pratiche educative coerenti
Il team deve:
lavorare in modo cooperativo
confrontarsi continuamente
costruire prospettive educative condivise
➜
Le difficoltà del gruppo
;Nel lavoro di gruppo possono emergere difficoltà:
paura di perdere la propria individualità;
difficoltà nel collaborare.
Per questo è importante la presenza del:
coordinatore pedagogico
.