L'opera che meglio esprime l'arte di antonello da Messina e la piccola tavole con san Gerolamo nello studio databile attorno al 1475. Il dipinto mostra al di la di un arco ribassato catalano un ombroso interno cotiche con volte ogivali alquanto ambiguo perche non si sa se si tratti di una chiesa o di un edificio civile. al centro del dipinto e rappresento sa Gerolamo illuminato dalla luce che penetra dall'arco di accesso e rappresentato nel suo studio una sorta di macchina teatrale di legno, consistente in un ambiente più vasto che ben rende l'intimita del raccoglimento del santo intento alla lettura. A sinistra lo sguardo va verso l'ampia dove si intravede un paesaggio abbastanza dettagliato con un corso d'acqua delle fanciulle dei fanciulli e un citta con una cinta di mura. A destra invece la prospettica del pavimento a piastrelle policrome, che si disperde in un indistinto colore biancastro per via della luce ceramica, e sostituita da quella delle esili colonne sormontati da archi a tutto stesso che convergono verso le aperture in fondo da cui penetra la luce. Un leone simbolo del santo e rappresento nell'ombra che cammina con un passo felpato e si direbbe verso lo studio. Il santo che ha indosso la rossa veste cardinalizia, ricalante in pieghe sul pavimento siede nella scrivania, prima di salire le scale dello studio san gerolamo si e tolto i calzari che a lasciato ai piedi della scaletta. Sul ripiano dello studio sono presenti due vasi policromi con delle piante e più in la un gatto che riposa. Davanti al portale d'ingresso sono raffigurati un pavone che si dirige verso una bacinella a destra e una pernice volta alla parte opposta e simboleggia l'eternità visto che si riteneva che la sua carina non imputridissero mai, la seconda la verita perché era credenza comune che tra i tanti richiami riuscivano a riconoscere quello della madre. L'attenzione verso i particola si somma alla ricerca su qualità ed effetti della luce di ispirazione fiamminga. E il caso degli uccelli posti in controluce o della diversa luminosità propria dei differenti materiali simulati dalla pittura o ancora dalla diversa qualità di luce stessa, diretta dall'arco d'accesso indiretta dalle altre aperture.