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icons8-film-48 - Coggle Diagram
Cafarnao – Caos e Miracoli – Nadine Labaki (2018)
Struttura circolare in un contesto iperrealista / quasi documentaristico.
Inizio e fine sono un processo giuridico.
Lo sviluppo è un grande flashback che riporta agli eventi iniziali.
La regista usa quasi sempre macchina a mano all’altezza del bambino protagonista.
Il film presenta elementi neorealisti:
attori non professionisti;
nessuna luce da studio;
ambientazioni reali.
La Piccola Bottega degli Orrori – Roger Corman (1960)
Struttura semplice, su un’idea minimal ma efficace.
Girato in due giorni con budget molto limitato.
Usa scenografie di un altro film (es. lo stesso set).
Tina Modotti: il Dogma e la Passione – Laura Martinez Díaz (2012)
Documentario con struttura biografica cronologica.
Usa video e foto d’archivio.
La vita di Tina Modotti comprende sia la storia di Hollywood sia il suo attivismo politico.
La regista fonde:
lettere personali (lette in voice‑over);
fotografie storiche;
filmati d’archivio rari;
interviste a biografi e storici.
Divorzio all’italiana – Pietro Germi (1961)
Struttura soggettiva, circolare, a memoria retroattiva.
La voce e i pensieri del protagonista modificano e distorcono l’ambiente e gli eventi.
Il film parte in medias res.
Il Voice Over è fondamentale.
Lo sviluppo è un gigantesco flashback guidato dai ricordi e dai pensieri del protagonista.
Obiettivo politico: attaccare e demolire l’articolo 587 del Codice Penale italiano sul “delitto d’onore”.
Germi ironizza e prende in giro la cultura e le usanze dell’epoca, con inquadrature e immagini al limite del grottesco.
È stato richiamato il riferimento alla Dolce Vita di Fellini.
In the Mood for Love – Wong Kar‑wai (2000)
Struttura emotiva ad incastro basata su ripetizione e variazione.
Il tempo è dilatato e sospeso: mancano riferimenti temporali chiari tra una scena e l’altra.
Il montaggio lento e lo slow‑motion parlano di emozioni soffocate e fantasie mai consumate.
Per tutta la narrazione ritornano due canzoni che accompagnano i momenti di malinconia e distacco
All the Beauty and the Bloodshed – Laura Poitras (2022)
Il documentario è basato su un montaggio dialettico: accosti immagini con grande contrasto.
Si muove su due linee temporali:
presente (il progetto di attivismo PAIN contro i Sackler);
passato (la vita e il lavoro fotografico di Nan Goldin).
Il documentario è diviso in capitoli autonomi, ciascuno prende il nome da lavori fotografici e mostre di Goldin.
Ogni capitolo segue lo stesso schema:
inizia con diapositive fotografiche;
poi compaiono immagini e video d’archivio dell’autrice;
e infine si torna alla lotta contro i Sackler nel presente.