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Ser Ciappelletto (I giornata 1 Novella) - Coggle Diagram
Ser Ciappelletto (I giornata 1 Novella)
La
novella di Ser Ciappelletto è la prima della prima giornata, narrata da Panfilo
Boccaccio la mette all’inizio
perché deve impostare subito il metodo del Decameron: mostrare come gli uomini giudicano, come si lasciano ingannare, come la parola può trasformare la realtà
In questa novella, la
premessa religiosa di Panfilo è fondamentale:
dice che
gli uomini possono scambiare per santo qualcuno che in realtà è dannato, e che Dio ascolta comunque le preghiere di chi prega con cuore puro
Questo prepara
la base per parlare del caso di Ciappelletto.
La prima novella deve quindi
mostrare come gli uomini costruiscono significati e come le apparenze possano ingannare
Ser Ciappelletto è un
uomo totalmente malvagio
, forse
“il peggiore che mai nascesse”
Le sue
caratteristiche
sono:
notaio falsario: si vergogna solo se un suo atto NON è falso
giuratore di falso: vince cause giurando il falso con piacere
seminatore di discordie: crea litigi e gode del male altrui
violento: partecipa a omicidi e ferisce con le proprie mani
bestemmiatore: insulta Dio e i santi per ogni sciocchezza
non frequenta la chiesa, disprezza i sacramenti
frequenta taverne e luoghi disonesti
goloso (dominato eccessivamente ai piaceri del cibo), giocatore (ama il gioco d'azzardo), ladro (coinvolto in furti e inganni, quindi ruba e truffa senza scrupoli)
Ciappelletto
alloggia presso due fratelli fiorentini usurai. Quando si ammala gravemente, I due fratelli affrontano un problema serio:
se muore senza confessione → nessuna chiesa lo seppellisce
se si confessa davvero → i peccati sono troppi, nessuno lo assolve
se viene gettato “a’ fossi a guisa d’un cane” → il popolo insorge contro gli usurai
rischiado cosi
saccheggio, violenza, forse la morte
Quindi questa parte mostra il
realismo sociale del Decameron: la religione è intrecciata con reputazione, affari e sicurezza personale
Dal letto, Ciappelletto
sente tutto.
Capisce che
la sua morte può rovinare i due fratelli
e quindi decide di
“aggiustare” la situazione con una falsa confessione per l'oro
Dice una
frase chiave:
Io ho, vivendo, tante ingiurie fatte a Domenedio, che, per farnegli io una ora in su la mia morte, né più né meno ne farà.
Cioè:
ho fatto talmente tanto male che una menzogna in più non cambia nulla
Questa parte
mette in luce come lui consideri ormai irrilevante aggiungere un’altra menzogna, visto il passato.
Dopo che Ciappelletto ha riflettuto sul fatto che ormai una menzogna in più non cambia nulla,
i due fratelli decidono di chiedere consiglio ai vicini. Insieme giungono alla conclusione di far venire un frate per farlo confessare
Ciappelletto dirà la più grande bugia della sua vita nella confessione al frate
Questa confessione è il
centro della Novella:
Ciappelletto
costruisce un personaggio completamente inventato
Si presenta come:
devoto
umile
scrupoloso
casto (puro)
caritatevole
rigoroso
indignato dal peccato altrui
E
trasformai suoi vizi
in virtù:
lussuria → si finge vergine
gola → si accusa di aver trovato troppo buona l’acqua dopo i digiuni
avarizia → dice di essere in casa di usurai per convertirli
ira → la presenta come “buona ira”, indignazione per i peccatori
Il frate ci
crede completamente
; infatti è
commosso dalla sua “purezza”
Qui emerge il
tema centrale: "la parola può creare una realtà che non esiste, quindi le apparenze ingannano e il lettore deve imparare a interpretare "
Infine nella Novella
Ciappelletto muore:
La gente lo venera come santo
Gli attribuisce miracoli
Nasce il culto di San Ciappelletto
È il massimo rovesciamento:
il peggiore degli uomini → santo
la menzogna → diventa verità sociale
il giudizio degli uomini → opposto al giudizio di Dio
La
scrittura
della novella
è chiara, controllata, ironica
e costruita con precisione
Tono iniziale solenne: Panfilo apre con un registro religioso alto, volutamente sproporzionato rispetto alla storia che seguirà.
Contrasto stilistico
: il linguaggio
elevato dell’inizio si oppone alla bassezza morale del protagonista, creando un effetto ironico
Lessico giuridico e mercantile: nella parte iniziale compaiono termini tecnici (notaro, strumenti, saramenti, usura), che radicano la storia nel mondo concreto degli affari
Ritratto iperbolico: la descrizione di Ciappelletto usa accumulazioni, verbi forti, elenchi di vizi che costruiscono un personaggio estremo
Il linguaggio
della confessione cambierà
:
qui il registro infati cambia completamente: diventa devoto, umile, pieno di formule religiose, sospiri, diminutivi, scrupoli morali.
Ironia strutturale: il lettore sa che tutto è falso, mentre il frate lo crede vero. La scrittura gioca continuamente sul doppio livello
Chiusura asciutta: la santità finale è raccontata con sobrietà, lasciando al lettore il compito di cogliere l’assurdità del capovolgimento
La scrittura è quindi strumento narrativo e morale: mostra come il linguaggio possa costruire identità, ingannare, trasformare il male in bene apparente