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per una teoria del cyberfemminsimo oggi - Coggle Diagram
per una teoria del cyberfemminsimo oggi
l'evoluzione del rapporto tra donne e tecnologie
l'idea fondante è che genere e tencologia si costruiscono a vicenda
le macchine stesse sono genderizzate immerse in una rete di relazioni sociali che influenzano la nostra vita simbolica e materiale
questa consapevolezza è esplosa con il cyberfemminismo
collettivi artistici come il VNS matrix che però finivano in un determinismo tecnologico
e quando questo movimento ha incontrato il pensiero post coloniale e transculturale
non ci si chiede solo come consumiamo la tecnologia ma anche chi la produce e in quali condizioni
il femminismo e la tecnologia
tra gli anni sessanta e settanta c'era un approccio di riconquista quindi la parità di accesso
la tecnologia veniva trattata come neutra come un oggetto esterno da possedere
si è poi capito che la tecnologia non è neutra ma è il prodotto di rapporti sociali di forza
è arrivata la prima svolta narrativa con la definizione dei social studies of technology
qua non si parla più di oggetti isolati ma di oggetti creati con una rete di relazioni
il genere stesso può essere inteso come una tecnologia un sistema che quindi produce gerarchie ed essendo un meccanismo questo può essere scardinato
il genere quindi è una tecnologia sociale di rappresentazione
secondo Teresa de Lauretis: il genere è come veniamo rappresentati ma anche come ci rappresentiamo è sistema di significati che si realizza
il genere per Judy Butler è una performance
il cyborg di Donna Haraway si propone come nodo material-semiotico: il cyborg è un entità di confine che viene sospesa tra l'umano e la macchina l'organico e l'artificiale, questo quindi sfugge ai confini rigidi caricandosi anche delle responsabilità
il cyborg quindi deve sviluppare la capacità di interrompere i flussi del dominio
il tecnofemminismo:
emerge come una prospettiva critica che ridefinisce il rapporto tra genere e tecnologia inserendolo in una cornice di costruzione socio-materiale
wendy faulkner: genere e tecnolgoia si co-implicano a vicenda entrambi sono costruiti non statici ma performativi e processuali
due modalità con cui il genere si interseca all'innovazione
le incarnazioni del genere nella tecnologia: dove gli artefatti sono progettati per gestire funzioni specifiche
le associazioni di genere della tecnologia: ovvero il carico di significati simbolici e culturali che gli oggetti acquisiscono durante la loro produzione e consumo
queste distinzioni tuttavia si fondano continuamente dando vita al realismo modificato
judy wajcman: propone un tecno femminismo che sostiene la necessità di una pratica politica emancipatoria più radicata nella realtà materiale, la cui trama sociale è composta anche dalla tecnologia
il cyberfemminismo
nasce come un campo eterogeneo volto a esplorare l'interazione tra corpi e tecnologie
al cui centro si trova l'eredità del cyborg di Haraway
le correnti del cyberfemminismo
il primo cyberfemminismo nasce con Sherry Turkle che analizza il cyberspazio come un esercizio di flessibilità
Allucquere Rosanne Stone sottolinea come il cyberspazio inspessisca la realtà avvertendo sul dimenticare il corpo fisico su le cui fatiche si fonda l'infrastruttura tecnologica
il connettivo VNS Matrix e la teorica Sadie Plant: le prime sabotavano anche attraverso azioni di hackeraggio il sistema tecnologico patriarcale Plant ha paragonato la tessitura e lo sviluppo del software
queste fasi vengono definite tecnoutopiche
alle cui viene rimproverato un determinismo tecnologico data anche l'assenza di una componente tecnocritica
il cyberfemminismo più maturo si deve quindi muovere verso un consumo critico quindi vedere l'utilizzo delle tecnologiecome strumenti di emancipazione o di subordinazione a seconda del contesto
la ridefinizione del cyber femminismo come critica alle tecnologie
ci furono tre incontri del gruppo OBN che hanno definito il movimento
il primo a kassel nel 97: incontro tra femminismo e cyber cultura per ripensare la distribuzione del potere
le 100 anti-tesi e l'hacktivismo di cornelia sollfrank
il secondo a rotterdam nel 99: l'approccio divenne più strutturato e si concentrò su temi quali la pratica hacker, il corpo, il genere e la critica al regime pan capitalista
opportunità per articolare le problematiche delle minoranze imparando dal femminismo post coloniale
il terzo ad amburgo nel 2001:
mappa delle pratiche con cui il cyberfemminismo aveva trasformato la cultura
il cyberfemminismo contemporaneo
si sta evolvendo verso una prospettiva situata e transculturale
si rivaluta il cyborg di Haraway questo diventa una coscienza opposizionale o differenziale
ci si assume una responsabilità politica ed epistemologica
la post modernità come conseguenza di modernità disomogenee
decostruzione della dicotomia tra collocazione e mobilità: i confini quindi vengono nominati spostati e oltrepassati
proponendo un metodo low-tech e autoetnografico si mira a sovvertire i flussi del sistema dall'interno
subrosa e undercurrents hanno sottolineato il disinteresse di certa teoria cyber verso il post colonialismo
conclusione
si delinea un percorso che trasforma radicalmente la nostra comprensione del rapporto tra genere e tecnologia fino ad arrivare alla tecnosocialità
questa visione permette di considerare il genere e la tecnologia come un insieme di pratiche materiali e simboliche
la proposta finale è su tre binarismi:
rifiuto dell'universalismo e del relativismo: si propone un mutamento epistemologico che parte dalla parialità della propria collocazione
connettività attraverso la parzialità: L'obiettivo è utilizzare le reti e i flussi della tecnoscienza per una pratica trasformativa che operi attraverso le diverse situazioni geopolitiche.
superamento dei binarismi: la fine delle distinzioni non cancella i confini ma richiede una nuova responsabilità nell'individuarli e attraversali