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Sacrosanctum Concilium, M. Festugière, P. Guéranger, L. Beauduin - Coggle…
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M. Festugière
fu una figura isolata che affrontò il mondo moderno sul terreno filosofico, dialogando con le scienze umane per studiare il legame tra esperienza religiosa e rito.
Nelle sue opere (La liturgie catholique, 1913) individuò nel concetto di "azione" (il concreto farsi del rito e dei sacramenti) il luogo proprio della formazione cristiana e della vita spirituale.
Festugière criticò la spiritualità gesuitica, giudicandola troppo individualista e staccata dal coro e dalla liturgia. Il gesuita J.J. Navatel rispose sostenendo che la liturgia ha un ruolo secondario, essendo solo un'espressione sensibile e figurativa di dogmi già conosciuti intellettualmente
Eredità: Romano Guardini riconobbe il valore dell'intuizione di Festugière, vedendo nella liturgia non mere funzioni esterne, ma "forme di vita" determinanti per la pratica ecclesiale.
P. Guéranger
figura chiave della rinascita religiosa post-rivoluzionaria in Francia, segnata dal ritorno alla tradizione e dall'unione con Roma; nel 1833 ripristinò la vita monastica nell'abbazia di Solesmes
Promosse la liturgia romana post-tridentina come centro dell'esperienza religiosa, combattendo fermamente i residui del gallicanesimo.
Il suo pensiero andò oltre la semplice ricostruzione estetica, interrogandosi sul rapporto tra dogmatica e liturgia, criticando l'individualismo e riscoprendo la dimensione comunitaria della Chiesa.
Institutions liturgiques (1840-1851): Opera in tre volumi con cui delineò un programma di rinnovamento e si propose l'obiettivo scientifico di tracciare una storia generale della liturgia
L'Année liturgique: Introdusse questo termine superando l'approccio puramente devozionale; considerava l'anno liturgico come la "manifestazione di Gesù Cristo e dei suoi misteri" e come la preghiera di tutta la Chiesa, capace di generare un autentico senso teologico e condurre l'anima all'unione con Cristo.
L. Beauduin
diede l'avvio formale al Movimento Liturgico con la sua conferenza al Congresso di Malines nel 1909. Fondò la rivista Questions liturgiques et paroissiales (1910) e l'abbazia ecumenica di Chevetogne
Definì la liturgia come il "culto della Chiesa", applicando ad essa le note ecclesiologiche (sociale, gerarchica, universale) e ponendo il Cristo glorioso e risorto come vero soggetto del culto.
Nel suo Saggio di manuale fondamentale di Liturgia (1912) superò la visione rubricistica, definendo la celebrazione come "teologia in atto" e la liturgia come "luogo teologico" proprio in cui Dio si rivela e l'uomo dialoga con Lui.