Per Aristotele, i personaggi delle tragedie mettono in scena modelli ripetibili: Achille è il guerriero forte e coraggioso, Edipo il sovrano travolto dalla colpa di atti compiuti in modo inconsapevole, Antigone la rappresentazione del contrasto tra legge umana e legge divina. Larte esprime cosi qualcosa di universale, elementi costanti della vita umana che possono ripetersi in innumerevoli circostanze. L'arte svolge perciò un'elevata funzione educativa. Aristotele non condivide il giudizio critico di Platone, che svalutava l'arte in quanto copia imperfetta della realtà, già di per sé copia delle idee. L'arte, eliminando i particolarismi e le variabili e cogliendo l'universale, esercita una funzione di esempio morale. In definitiva essa consente di distinguere fra bene e male.Non solo, l'arte svolge anche un'importante funzione catartica, cioè purificatrice: vivendo lo spettacolo delle pulsioni dei personaggi rappresentati, lo spet-tatore si libera dal desiderio di vivere in prima persona le passioni violente. Osservandole mentre si manifestano sulla scena, lo spettatore ha modo di contemplare da una posizione distaccata, cancellando almeno in parte l'effetto emotivo dirompente e socialmente pericoloso che esse producono. Perciò Aristotele considera l'arte importantissima per la vita civile. Anche in ciò Aristotele tiene fede alla sua indole realistica, valo-rizzando un aspetto fondamentale della società greca e in particolar modo ateniese.