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I PRIMI DUE SECOLI DELL'IMPERO - Coggle Diagram
I PRIMI DUE SECOLI DELL'IMPERO
Una società aperta
Grande prosperità economica, i senatori e i cavalieri erano le classi più elevate, ma non i più ricchi, come grandi possedenti terrieri e alcuni liberti.
Con un patrimonio di almeno 100k sesterzi si entrava nell'ordine dei decurioni, i membri del consiglio cittadino.
La plebe romana trovava occupazione nell'attività edilizia, nei mercati, nelle botteghe, nei porti.
Quella più disagiata era la plebe rurale nelle province, poiché non c'era distinzione tra ricchi e poveri nel pagamento del tributo.
La diminuzione degli schiavi ne aumentò il valore, portando a condizioni migliori e a maggiori tutele da parte dello Stato. I liberti, pur essendo spesso ricchi, restavano inferiori giuridicamente e politicamente alle classi più alte.
L'economia tra prosperità e crisi
Generale crescita economica, le proprietà terriere si concentrarono nelle mani di pochi facoltosi.
La diminuzione degli schiavi favorì il lavoro dei contadini liberi e la diffusione della mezzadria, secondo la quale, il contadino pagava una quota del raccolto al proprietario.
Si svilupparono officine e fornaci; famosa la ceramica sigillata, poi imitata dalle province.
La pace augustea favorì commerci, strade e porti nel Mediterraneo, soprattutto Ostia e Pozzuoli.
I Romani innovarono poco per l’abbondanza di schiavi, ma migliorarono vetro e metallurgia.
Artigiani e lavoratori si riunivano in associazioni professionali riconosciute dallo Stato.
Vitruvio sviluppò gli studi di architettura, mentre Celso contribuì ai progressi della medicina.
La medicina fu praticata soprattutto da medici greco-orientali; importanti Galeno e Sorano di Efeso.
Molti malati si affidavano anche a riti religiosi e all’incubazione nei templi di Esculapio.
Con il Principato gli intellettuali furono controllati dagli imperatori e spesso censurati.
Sotto Nerone la cultura rifiorì; Seneca diffuse lo stoicismo e il Satyricon di Petronio descrisse la società romana.
La letteratura tornò ai modelli classici; si distinsero Marziale, Tacito, Giovenale e Svetonio.
Con gli Antonini tornò la moda della cultura greca, ma la letteratura latina divenne meno innovativa.
Il tempo libero
Per gli spettacoli teatrali, le tragedie greche rimasero le più frequentate, ma anche i mimi ebbero notevole successo, dove erano ammesse a recitare anche le donne.
Nel tempo libero i Romani frequentavano le terme imperiali, con biblioteche, servizi di ristoro, spazi con una palla o giochi da tavolo e d'azzardo. Poi c'erano le corse delle bighe, carri trainati da due cavalli.
Infine i banchetti, destinati all'alta società e ai più ricchi, erano una sorta di rituale, ed erano suddivisi in antipasto, cena e frutta o dolci.
A Roma la scuola iniziava da 7 anni e le lezioni duravano circa 6 ore. Le vacanze estive duravano 4 mesi e a 12 anni si passava alla scuola del grammatico. Tra i 16 e 17 anni si interrompevano gli studi o si andava avanti nelle scuole di retorica, per futuri avvocati e funzionari imperiali.